Di Alessandro “Bubi” Berta 

La loro è una impresa storica, clamorosa, titanica. Si sono presentanti alle Elezioni Cantonali con la consapevolezza che la difesa del seggio sarebbe stata difficile. Non solo se lo sono tenuto, hanno persino raddoppiato. È una bella storia quella del Partito Comunista della Svizzera Italiana, trovatosi a correre da solo senza più la congiunzione con l’MPS. La fine di un matrimonio che di fatto ha fatto bene a tutti (il Signor Pronzini aggiunge due donne alla sua pattuglia) e Massimilano Ay, piazza Lea Ferrari, classe 1991, già Municipale di Serravalle, persona di grande spessore culturale che ben conosce il settore primario e potrà sicuramente dare il suo contributo a risollevarlo.

La vostra impresa è storica ed è dagli anni ’80 che non riuscivate a piazzare due vostri uomini (o donne) nel legislativo. Quale è stato il segreto del vostro successo?

E’ un modo di lavorare metodico e disciplinato che abbiamo tentato di introdurre nel Partito a partire dai giovani. Non siamo una di quelle liste che compaiono ogni 4 anno sperando di prendere voti, noi facciamo politica ogni giorno, sia nelle istituzioni, sia nelle associazioni e sul territorio e soprattutto con una coerenza a livello di programma e di ideologia: il socialismo scientifico. Una decina di anni fa abbiamo iniziato a rinnovarci e abbiamo elaborato una strategia, la cosiddetta “svolta della normalizzazione”, che consisteva nel far uscire il Partito dalle sue stanze e tornare a macinare politica: dovevamo scrollarci di dosso l’immagine di “partitino di nostalgici” privo di vera proposta politica a cui eravamo stati relegati e siamo riusciti appunto a normalizzare col tempo la percezione dei comunisti nel nostro Cantone, ora siamo parte, anche se piccola, del dibattito politico del paese.

Nel 2019 c’è chi ancora storce il naso nel sentire nominare la parola comunista. Cosa significa essere comunisti nel 2019 in un mondo che salvo rare eccezioni è capitalista? Credete ancora nella lotta di classe? O avete rinunciato optando per una coesistenza pacifica?

Certo che crediamo ancora nella lotta di classe, ma per il semplice fatto che le classi sociali nella società capitalista sono naturali, esistono ancora e hanno interessi contrapposti. Cosa hanno in comune un buralista che si vede chiudere il suo ufficio postale e perdere il posto di lavoro a 50 anni e il manager-azionista della Posta che più licenzia più guadagna? Niente, sono due mondi contrapposti: è questa la lotta di classe, e sta avvenendo in modo estremamente violento dall’alto verso il basso: i ricchi contro i poveri, come sempre. E finché questa ingiustizia esiste, ci saranno i comunisti a contrastarla con metodi nuovi, democratici, pacifici, ma continueremo ad esserci.

Siete spesso accusati di essere troppo vicini agli ambienti della scuola e al sindacato SISA, in sostanza andate a cercare elettori quando sono ancora giovani che poi inserite nel vostro movimento. Ottima strategia, ma non pensate che in giovane età sia meglio lasciare i ragazzi sviluppare autonomamente un proprio pensiero politico (non necessariamente comunista), detto un po’ provocatoriamente… Fate indottrinamento?

Siamo accusati di tante cose, da chi spesso nemmeno ci conosce. Molti nostri militanti sono attivi nel sindacato SISA, certo, così come molti militanti del PPD sono attivi nel sindacato OCST e molti militanti del PS sono attivi nella VPOD, ecc. E’ assolutamente normale che un Partito, soprattutto se Comunista, dia importanza al lavoro sindacale e visto che noi abbiamo un forte movimento giovanile è evidente che diamo enfasi al sindacalismo studentesco che è quello che negli scorsi anni si è mobilitato di più a favore della laicità della scuola, delle borse di studio, dei trasporti pubblici, ecc. Cercare elettori? perlopiù sono minorenni e poi nelle scuole è vietato entrare a fare propaganda partitica: sono gli studenti che piano piano riconoscono nel nostro progetto politico e sociale qualcosa di vicino ai loro ideali e alle loro esigenze e noi li ascoltiamo e cerchiamo nel limite del possibile di aiutarli. Chi poi desidera aderire al PC o alla Gioventù Comunista lo fa liberamente e da noi può frequentare anche dei corsi di formazione politica e sindacale che gli sono utili nella vita.

Quali sono i principali problemi del Cantone che saranno i vostri cavalli di battaglia nella prossima legislatura?

Il lavoro sicuramente è un tema centrale. Durante l’ultima sessione del vecchio Gran Consiglio la maggioranza ha bocciato la nostra proposta di istituire un Tribunale del Lavoro, ribadendo che i casi sono troppo pochi e che sono meglio le preture generaliste. A noi pare invece che gli abusi si stanno moltiplicando e quindi cercheremo di intervenire politicamente. La prima cosa da fare però a sbloccare il salario minimo e possibilmente a una cifra almeno di 21,5 franchi all’ora. Altro tema sono le borse di studio che vanno aumentato per garantire a tutti di continuare la formazione senza badare alla situazione economica dei propri genitori. Poi c’è da recuperare l’idea di una maggiore equità fiscale perché bisogna smetterla di fare regali fiscali ai ricchi e poi tagliare nella sanità e nella scuola perché le casse sono vuote.

Siete in due, MPS sono tre… La matematica non è una opinione. Esistono i margini di un riavvicinamento per formare un gruppo?

No, la legge impedisce di creare un gruppo unico.