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Il PLR respinge l’iniziativa “Per l’autodeterminazione” e le due iniziative “agricole”

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Caprara: “Sulla ‘Scuola che verrà’ nessuna cambiale in bianco per il ministro Bertoli”

Dal Comitato cantonale del PLR a Biasca sono emerse le posizioni del partito liberale radicale sulle votazioni federali del 23 settembre e sull’iniziativa “Per l’autodeterminazione” al voto il prossimo 25 novembre. I delegati hanno deciso di accettare il controprogetto all’iniziativa “Per la bici”, mentre hanno respinto entrambe le iniziative “agricole”, sia quella “Per alimenti equi”, sia quella “Per la sovranità alimentare”. Un’ampia maggioranza ha poi respinto anche il testo dell’UDC “Per l’autodeterminazione”. Con le parole del presidente, Bixio Caprara, il PLR ha anche ribadito il suo sostegno di fondo alla sperimentazione de “La scuola che verrà” e del modello PLR in votazione cantonale il 23 settembre, ma “senza firmare una cambiale in bianco al Consigliere di Stato Bertoli”.

Nel suo intervento iniziale, dopo aver reso un sentito omaggio allo scomparso Pier Felice Barchi, il presidente Bixio Caprara si è concentrato su due aspetti. Da un lato, ha ribadito con forza i valori di riferimento del PLR, “Libertà, coesione e innovazione”. In particolare, perché “I liberaliradicali sono caratterizzati dalla voglia di guardare avanti e di raccogliere le sfide del futuro con rinnovato entusiasmo, con ottimismo e fiducia – ha detto Caprara -. Atteggiamento agli antipodi rispetto al bieco conservatorismo che blocca sinistra e destra, inclini a riempirsi la bocca di slogan e di soluzioni apparentemente magiche, che soddisfano i narcisismi di taluni sedicenti guida-popoli, ma che non portano da nessuna parte, ingannando e illudendo il cittadino.Penso al conductor pipidino che per far dimenticare le sue magagne personali, malgrado le esaustive e chiare risposte del Consiglio di Stato, si ostina a promuovere la mala fede altrui in procedure, e mi riferisco alla nota proposta di acquisto ormai defunta dello stabile Evita, che sono perfettamente legittime, gestite in modo trasparente e nell’interesse dello stesso ente pubblico che non riesce a realizzare in proprio tutti gli stabili di cui ha bisogno.”

Il secondo tema toccato dal presidente PLRT è poi stato quello della votazione del prossimo 23 settembre sulla scuola. Anche in questo caso, Caprara ha tenuto a ribadire la posizione del partito, che ha deciso di sostenere la sperimentazione, ma la decisione “non è stata una cambiale in bianco data al CdS Bertoli – ha sottolineato -.I liberaliradicali hanno storicamente sempre avuto a cuore le sorti della scuola ticinese, è un tema che ci è caro. Bisogna pur dire che il fronte oggi contrario è caratterizzato da partiti e movimenti che non si sono distinti per un lavoro di critica costruttiva al progetto. Noi abbiamo soprattutto fiducia nei docenti e nelle direzioni di istituto. Sono loro che determinano la qualità della scuola, non modelli d’importazione studiati a tavolino da un vertice dipartimentale che ha probabilmente ecceduto nell’impostazione ideologica del progetto. Nella ponderazione dei pro e dei contra pensiamo tuttavia sia meglio permettere la sperimentazione anche in relazione allo spirito innovativo che ci caratterizza”.

Per quanto riguarda le votazioni federali del prossimo 23 settembre, il Comitato cantonale ha deciso di garantire il proprio sostegno al controprogetto all’iniziativa “per la bici”, che rafforza il ruolo della Confederazione a sostegno dei Cantoni per lo sviluppo della rete di vie ciclabili. Al contrario, entrambe le iniziative agricole – quella “Per alimenti equi” e quella “Per la sovranità alimentare” – sono state respinte, perché giudicate eccessive, creano nuova e costosa burocrazia, sono potenzialmente dannose per i consumatori e, in definitiva, anche per lo stesso settore agricolo.

Ben più appassionata è stata invece la discussione sull’iniziativa “Per l’autodeterminazione” su cui saremo chiamati ad esprimerci il prossimo 25 novembre. Introdotto dal dibattito tra il Consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini (contrario) e il Consigliere nazionale UDC Marco Chiesa (favorevole), il tema ha suscitato parecchi interventi in sala. In particolare sui rischi per gli accordi e gli obblighi internazionali assunti dalla Svizzera negli anni. Così come sulle incognite nei futuri rapporti commerciali ed economici con il principale partner per le aziende del nostro Paese.
Il voto del Comitato cantonale ha quindi deciso di respingere l’iniziativa promossa dall’UDC.

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