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Si a una forte televisione pubblica anche dal Ticino, ma non è una cambiale in bianco

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La democrazia svizzera ci confronta frequentemente con quesiti importanti. Con il voto odierno a favore di un media pubblico forte i cittadini ticinesi hanno rinnovato il significato della nostra coesione nazionale. Per il PLRT, la coesione tra le diverse parti della Svizzera non è garantita dal patto del 1291, dobbiamo rinnovarla ogni giorno. La radiotelevisione offre un contributo importante alla consapevolezza svizzera. Non si tratta di negare l’importante ruolo svolto da molti media privati che coprono le peculiarità regionali del nostro territorio. Così come la SSR dovrà certamente darsi una mossa e svestire il comodo abito del monopolista. Avessimo dato retta al consigliere nazionale, municipale di Lugano e direttore del Mattino, servizi di informazione o culturali dedicati alle nostre minoranze e alle nostre regioni periferiche non esisterebbero più e col piffero che a fronte del 4% di contributi ne avremmo ancora ricevuti il 22%.
Ben venga questo risultato. Per amore della Svizzera e del Ticino.

Il No in larga scala alla sciagurata iniziativa “No Billag” sottolinea come la popolazione svizzera e quella ticinese abbiano percepito il messaggio di coesione nazionale a salvaguardia del servizio pubblico nel contesto mediatico. Il PLRT si rallegra in particolare del risultato ticinese, con cui la popolazione ha voluto lanciare un messaggio chiaro a salvaguardia di un media pubblico forte in grado di prestare attenzione alle nostre peculiarità e alla cultura italiana della terza Svizzera. Oltre alla salvaguardia di molti posti di lavoro qualificati con il relativo indotto. Questo è un vero e concreto messaggio da “prima i nostri”.
L’iniziativa ha avuto il merito di promuovere la riflessione sul ruolo della Ssr e, in particolare della Rsi. Un dibattito già avviatosi sul piano federale e che porterà a meglio definire il mandato pubblico richiesto alla SSR. L’azienda sarà certamente chiamata in primo luogo a rispondere alla pressante richiesta di un più efficiente e critico utilizzo delle risorse a sua disposizione.

Per quanto riguarda il secondo oggetto in votazione, il nuovo ordinamento finanziario 2021 della Confederazione, la possibilità per la Confederazione di continuare a riscuotere due importanti imposte come l’imposta federale diretta e l’imposta sul valore aggiunto è essenziale per il corretto funzionamento del sistema-Paese. Nel 2016, queste due entrate hanno assicurato allo Stato oltre 43 miliardi di introiti. Il Si convinto alle urne è quindi particolarmente positivo.

I ticinesi sono stati saggi
Bixio Caprara, presidente del PLRT: “I ticinesi si sono dimostrati saggi e hanno perfettamente capito che con la RSI riceviamo molto di più di quanto versiamo. La difesa del Ticino e dell’italianità della Svizzera si fa con queste decisioni e non con iniziative farlocche e inapplicabili”.

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