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Dare un contenuto vincolante al progetto di Nuova Officina

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1.Premessa
La situazione e le prospettive future dello stabilimento delle Officine FFS di Bellinzona devono essere motivo di preoccupazione e di impegno attivo della politica cantonale e di tutti gli attori direttamente e indirettamente coinvolti. In primis il Consiglio di Stato e il Municipio di Bellinzona, i dipendenti dello stabilimento, la Commissione del personale, il Comitato “Giù le mani dalle Officine” e i partiti politici.
Il Partito socialista con i suoi organi dirigenti e il Gruppo parlamentare sono e intendono essere in prima fila nella difesa dei posti di lavoro e per assicurare un futuro qualificato alla struttura e con questo alla piazza industriale e della ricerca ticinese.
Gli ultimi sviluppi della situazione, la quale ha messo in luce come in molti casi gli impegni assunti dalle FFS nelle varie tavole rotonde non siano stati rispettati – in particolare per quanto riguarda il mantenimento dei volumi di lavoro – e la lettera d’intenti sottoscritta dalle stesse FFS, dal Consiglio di Stato e dal Municipio della nuova Bellinzona con l’impegno a realizzare entro il 2026 una nuova moderna officina, impongono di fare chiarezza e di meglio definire degli impegni vincolanti.

Le questioni aperte riguardano:
a) i contenuti della dichiarazione d’intenti, b) le prospettive per l’occupazione sia durante la fase transitoria sia per la nuova officina, c) i contenuti del prospettato parco tecnologico, che dovrebbe nascere sull’area dell’attuale Officina, d) i contenuti e il futuro dell’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”.

2.La dichiarazione d’intenti

La dichiarazione d’intenti sottoscritta dalle FFS, dal Consiglio di Stato e dal Municipio di Bellinzona con la quale si prospetta la realizzazione di un nuovo stabilimento moderno e tecnologicamente avanzato per il 2026 costituisce indubbiamente un passo avanti e nella giusta direzione. Un dato di fatto che tutte le parti coinvolte devono valutare attentamente poiché rappresenta un’occasione probabilmente irripetibile.
Allo stato attuale la citata dichiarazione d’intenti rappresenta tuttavia un documento ancora troppo impreciso e vago, tale da suscitare parecchi interrogativi che esigono di essere sciolti il più presto possibile.

Infatti riteniamo che il Consiglio di Stato e il Municipio di Bellinzona prima di chiedere ai rispettivi legislativi crediti di 100 milioni e 20 milioni per partecipare al nuovo progetto, non possono accontentarsi di un documento ancora troppo generico che lascia in sospeso molte questioni. Non si può affrontare un investimento di questa portata senza che vi siano delle contropartite precise e vincolanti, tanto più che ci si può legittimante chiedere se spetti al Cantone e ai Comuni partecipare finanziariamente anche alla realizzazione della nuova officina.
Prima di procedere all’assunzione di impegni finanziari di queste dimensioni occorre quindi dare contenuti più precisi al documento e ottenere precisi e vincolanti impegni dalle FFS.
In questa ottica spetta in primis al Consiglio di Stato farsi parte attiva per affinare i contenuti della dichiarazione d’intenti e recepire all’interno della stessa le giuste preoccupazioni e le aspettative di tutte le parti interessate, in particolare delle e dei lavoratori dell’attuale struttura.
La Direzione del Partito socialista e il suo Gruppo parlamentare sollecitano quindi il Consiglio di Stato ad agire con tempestività e rapidità in tale senso.

Si augurano inoltre che gli stessi lavoratori dello stabilimento rimangano a loro volta una parte attiva continuando a fornire un contributo propositivo capace di assicurare il buon funzionamento dell’attuale officina e della sua transizione verso un nuovo polo industriale

3.Gli aspetti e le questioni da chiarire

Gli aspetti e le questioni da chiarire a nostro parere sono:
1. per la fase transitoria:
– occorre che siano definiti e garantiti adeguati volumi di lavoro, così come concordato nelle varie tavole rotonde e nella convenzione sottoscritta dalle FFS, la quale non è superata dalla dichiarazione d’intenti relativa alla nuova struttura;
– la definizione di una chiara pianificazione industriale per la fase transitoria. Al fine di mantenere le competenze specifiche sviluppate nella struttura attuale e i conseguenti volumi di lavoro;
– che siano garantiti i necessari investimenti per mantenere l’efficienza, il buon funzionamento e le competenze specifiche in seno all’attuale struttura durante tutta la fase transitoria, ovvero fino al 2026, creando le premesse affinché gli attuali prodotti possano continuare ad essere sviluppati e/o dove necessario sostituiti con altri aventi prospettive di mercato. Questo per in fare modo di sostenere il livello di occupazione più elevato possibile, evitando di adagiarsi sull’ipotesi di non sostituire i partenti o i pensionamenti;
– che sia rapidamente implementato il programma di formazione e aggiornamento dei dipendenti in vista della realizzazione della nuova officina prevista nella dichiarazione d’intenti, la quale non supera né entra in contrapposizione con la convenzione relativa agli attuali volumi di lavoro già sottoscritta.
2. per quanto riguarda la progettata Officina:
– che, sulla base del progetto industriale, siano definite quali attività saranno svolte nella nuova struttura, puntando anche alla tutela delle competenze e alle specificità delle lavorazioni nell’attuale struttura e che potranno essere dei validi contenuti per le nuove Officine;
– in particolare considerato il punto 6.1, della dichiarazione di intenti: “Il nuovo stabilimento sarà dimensionato in modo da consentire di insediare anche spazi per le attività produttive delle attuali Officine FFS, come la lavorazione delle sale qualora ragionevole dal punto di vista economico. La sua disposizione permetterà inoltre un maggiore sviluppo e l’implementazione di ulteriori settori d’attività da parte di FFS rispettivamente di aziende terze a loro correlate”, che si precisi come si intende creare le premesse per garantire il suo realizzarsi, in particolare il trasferimento delle attività con possibilità di sviluppo.
3. per quanto riguarda l’area attuale e il prospettato Parco tecnologico:
– che il Cantone e la Città, unitamente alle FFS, indichino il tipo di sviluppo territoriale prospettato nell’area dell’attuale officina che rimarrà a disposizione delle FFS;

– che Consiglio di Stato e Municipio della nuova Bellinzona definiscano i contenuti e le prospettive del polo tecnologico prospettato sull’area che passerà di proprietà del Cantone e della Città. In particolare, v’è da chiedersi se questo polo tecnologico non debba essere implementato nell’ambito della legge federale che regola gli Innopark o con un progetto in collaborazione con i politecnici federali in modo che diventi un centro di eccellenza per la politica industriale del Cantone legata al settore ferroviario o con spettro più ampio;
– che vengano chiarite le garanzie relative alla promozione delle attività industriali nel preannunciato parco tecnologico della società incaricata (GZA AG) e se questa società potrà realmente portare beneficio al parco tecnologico, soprattutto rispetto ad aree potenzialmente concorrenziali in Svizzera promosse da questa stessa società.
I chiarimenti sulle questioni aperte dovranno essere esposti nei messaggi per la richiesta dei crediti di 100 e 20 milioni e costituiranno una base determinante al sostegno del partito socialista al progetto.

4.L’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”.

Per quanto riguarda l’iniziativa “Giù le mani dalle Officine” riteniamo:
– che la messa a punto del testo conforme dovrà tener conto nella misura più ampia possibile delle esigenze e aspettative dei promotori;
– che la decisione se sostenerla sarà strettamente condizionata dall’esito delle precisazioni e concretizzazioni della lettera d’intenti avanzate nei punti preceden

 

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