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Il no dei Ticinesi alla “Scuola che verrà” è chiaro, ma non sarà l’immobilismo a risolvere i problemi della scuola

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La volontà dei ticinesi riguardo al credito per la sperimentazione del progetto “La scuola che verrà” è chiara: la popolazione ha respinto un progetto sostenuto dall’unanimità dal Consiglio di Stato e votato a larga maggioranza dal Gran Consiglio, obbligando l’insieme dei partiti a ripensare una riforma volta a migliorare la scuola e ad adattarla a un mondo che cambia con una grande velocità. Se da un lato la volontà dei Ticinesi è chiara, dall’altro non è di certo l’immobilismo che potrà risolvere i problemi della scuola.

Le due iniziative sugli alimenti e l’agricoltura, legate alla Costituzione, non hanno convinto la popolazione: il PS ritiene che bisogna continuare nell’impegno per promuovere gli alimenti prodotti nel rispetto dell’ambiente e delle condizioni di lavoro, incentivandoli con altri strumenti. Soddisfazione per il chiaro sì al Decreto bici che permetterà di sviluppare la rete di piste ciclabili e la mobilità dolce, positiva per l’ambiente, per risolvere i problemi di mobilità e per la salute di chi sceglie la bici per muoversi.

Il credito per la sperimentazione del progetto “La Scuola che verrà”, lo scorso marzo, è stato votato a larga maggioranza dal Gran Consiglio, dall’insieme dei partiti. Sperimentazione e credito che hanno ottenuto l’avvallo all’unanimità del Consiglio di Stato. Oggi la popolazione ha respinto con un chiaro no un progetto unanime del Governo, chiaramente sostenuto dal Parlamento.

L’esito di questa votazione obbliga l’insieme dell’arco politico a ripensare una riforma volta a migliorare la scuola pubblica ticinese, al fine d’innovarla e adattarla alle esigenze di un mondo che cambia con una grande velocità. Se da un lato il rifiuto del popolo alla sperimentazione di questa riforma è chiaro, dall’altro all’orizzonte non c’è nessun progetto volto a risolvere le problematiche attuali della scuola: i limiti della differenziazione per livelli restano, mentre occorre comunque chinarsi sulla problematica legata ai problemi di apprendimento degli allievi e delle allieve in difficoltà così come alla necessità di stimoli per chi ha più facilità.

Il mondo è notevolmente cambiato e continuerà a farlo molto velocemente: non è di certo l’immobilismo causato da chi ostacola i progetti per la sua innovazione che potrà risolvere i problemi della scuola.

Le due iniziative sugli alimenti e l’agricoltura non hanno convinto la popolazione. Delle condizioni più eque di produzione sono state richieste da entrambe le iniziative e il PS ritiene che in futuro sarà importante continuare ad agire in questo senso. Oggi è stato espresso un rifiuto del popolo rispetto alle due iniziative e al loro legame con la Costituzione: il PS ritiene che occorrerà comunque impegnarsi e agire per degli alimenti prodotti equamente e nel rispetto dell’ambiente.

L’importazione di alimenti prodotti nel rispetto di elevate norme relative allo sviluppo sostenibile e a un mercato equo potrà essere favorita; il sostegno alle certificazioni in materia di sostenibilità, rispetto dell’ambiente e delle condizioni di lavoro, incentivato.

Per quanto riguarda il Decreto federale bici, il PS è soddisfatto dal chiaro Sì espresso dalla popolazione. Il fatto che le piste ciclabili siano ancorate nella Costituzione al pari dei sentieri e dei percorsi pedonali permetterà lo sviluppo delle ciclopiste e degli itinerari per le biciclette: delle infrastrutture indispensabili per una migliore mobilità dolce. Le piste ciclabili sono indispensabili per permettere di usare la bici in sicurezza negli spostamenti quotidiani, oltre che per il tempo libero.

Il potenziale dell’uso della bici per risolvere i problemi legati al traffico, soprattutto nelle agglomerazioni urbane, e per ridurre le emissioni nocive per l’ambiente. Usare la bici è positivo dal punto di vista ambientale, per risolvere i problemi della mobilità e anche per la salute.

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