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Uno studio per valutare conseguenze sulla salute delle persone attive causate dal peggioramento delle condizioni di lavoro in Ticino

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Lo scorso 12 ottobre Travail.Suisse ha pubblicato i risultati di un suo studio riguardo alle condizioni di lavoro in Svizzera, ovvero il “Barometro delle condizioni di lavoro in Svizzera”.
Lo studio mette in evidenza una tendenza negativa a proposito della coabitazione tra vita professionale e vita privata, visto che la percentuale delle persone che riscontrano dei problemi in questo senso è aumentata di tre punti percentuali negli ultimi quattro anni, giungendo al 21,5%.

Lo studio di Travail.Suisse mostra soprattutto una situazione molto preoccupante per quanto riguarda il Ticino. Il nostro Cantone ottiene infatti il risultato peggiore con valori nettamente inferiori rispetto alle altre regioni della Svizzera. Il “Barometro delle condizioni di lavoro” mostra come lo stress sia un grosso peso per i lavoratori che colpisce, spesso o molto spesso, il 40% dei lavoratori e delle lavoratrici. In causa, una pressione sempre più importante causata dalle tempistiche, l’aumento degli straordinari, delle pause sempre più brevi, la disponibilità e la raggiungibilità. In aumento le persone che lavorano pur essendo malate e quelle insoddisfatte del salario che ricevono.

Delle questioni che se a livello svizzero preoccupano, sono allarmanti in Ticino e richiedono di essere analizzate nel dettaglio grazie a uno studio approfondito sulla questione. Lo studio di Travail.Suisse mostra che il Ticino ottiene risultati nettamente inferiori alla media nazionale, in particolare per quanto riguarda la sicurezza del lavoro e la motivazione.
Sappiamo che nel nostro Cantone sono in netto aumento: il lavoro su domanda, la sottoccupazione, la disponibilità immediata imposta da sempre più datori di lavoro per turni e luoghi di lavoro annunciati anche solo poche ore prima (tramite Sms o sistemi di messaggeria immediata), il lavoro gratuito e dei salari che non permettono né di vivere dignitosamente nel nostro Cantone né di arrivare alla fine del mese. Il salario mediano ticinese è di oltre 1’000 franchi inferiore alla media nazionale e si riscontrano salari nettamente inferiori ai 2’900 franchi al mese. Il Ticino è anche particolarmente colpito dal fenomeno dei “workingpoor”: oltre l’11% delle persone, benché lavorino, vivono in condizioni di povertà mentre nel resto della Svizzera questo tasso è del 3,7%. Nel nostro Cantone le persone che vivono a rischio povertà sono oltre il 30%, più del doppio rispetto alla media nazionale.

L’allarmante aumento di questi fenomeni ha delle chiare conseguenze sulle condizioni di vita e sulla salute delle persone che ne sono toccate; risulta perciò necessario intraprendere un’inchiesta approfondita riguardo alle conseguenze sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori causate dalle condizioni di lavoro e dai salari in Ticino nettamente peggiori rispetto al resto della Svizzera.
I risultati del rapporto annuale stilato da “Job stress index” pubblicato lo scorso 9 ottobre dimostrano la portata e l’importanza di conoscere nel dettaglio il problema e le conseguenze del peggioramento delle condizioni di lavoro sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori: un rapporto negativo tra carichi e risorse sul posto di lavoro può compromettere la salute. Un carico a cui è esposto ben il 27,1% della popolazione attiva in Svizzera. Un dato che risulta molto preoccupante, soprattutto per il nostro Cantone considerate le condizioni di lavoro nettamente peggiori rispetto al resto della Svizzera. Una situazione allarmante, quindi, che conduce a dei costi sociali, sanitari ed economici molto importanti che impongono di analizzare e conoscere il problema e le sue conseguenze in modo approfondito per il Ticino.

Con la presente mozione chiediamo perciò che il Consiglio di Stato e i Dipartimenti direttamente interessati dalla questione intraprendano o commissionino a un istituto uno studio approfondito riguardo alle conseguenze delle condizioni di lavoro sulla salute della popolazione attiva per il Ticino, nel solco dello studio condotto da Travail.Suisse e delle conclusioni dell’inchiesta di “Job stress index”.

Solo conoscendo con precisione e nel dettaglio la situazione relativa al Ticino sarà possibile introdurre delle misure attive volte a risolvere la causa del problema citato invece di occuparsi del peggioramento di un malessere generalizzato che ne rappresenta il sintomo.
Anche per queste ragioni è necessaria l’adozione di un salario minimo legale veramente dignitoso subito e senza altre perdite di tempo.

Ivo Durisch, Capogruppo PS al Gran Consiglio

Henrik Bang, Gianrico Corti, Raoul Ghisletta, Carlo Lepori, Tatiana Lurati, Daniela Pugno Ghirlanda

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