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Ieri mattina la trasmissione «Modem» della RSI ha svelato le condizioni di lavoro della Luxury Goods International (LGI), ditta legata al gruppo internazionale Kering, detentore di molti marchi di lusso tra cui Gucci. Scandalo che ricorda quello di un’altra ditta della moda di lusso, la Philipp Plein di Lugano.

Condizioni di lavoro inaccettabili, sfruttamento della manodopera ed estrema precarizzazione. A 5 anni dalla denuncia sindacale per lo stesso genere di casi, le attuali testimonianze di lavoratori della LGI  indicano che non è cambiato nulla.

Ecco la presentazione del servizio sul sito RSI: https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/modem/Fashion-valley-opportunità-e-rischi-11392296.html

Il settore moda in Ticino, un attore sempre più importante dell’economia del Canton Ticino. Anche in termini di entrate fiscali. Settore cresciuto moltissimo negli ultimi anni, e ora in corso di trasformazione: la fine in vista dei regimi fiscali privilegiati per le aziende estere con sede in Svizzera, inchieste fiscali in Italia e in Francia e alcune ristrutturazioni stanno spingendo alcune aziende che si erano istallate in Ticino a spostare parte delle attività altrove.

Per il momento comunque, secondo gli ultimi dati disponibili, sono 700 le aziende della moda in Ticino e impiegano in tutto circa 9000 persone. Tra queste ci sono alcuni grandi marchi globali che hanno scelto il Ticino per la loro attività logistica.

Ma una delle domande che in molti si fanno è: oltre a essere dei buoni contribuenti, alcuni di questi grandi marchi sono anche buoni datori di lavoro? Che tipo di condizioni di lavoro vigono? E quali salari? Abbiamo raccolto alcune testimonianze, persone che nel settore della logistica della moda hanno lavorato. E il quadro che ne esce non è dei migliori. Partiamo da qui per poi chiederci se e quanto occorre puntare su questo settore.

Lo stesso giorno, in serata, la trasmissione «Falò» della RSI, ha mostrato con molti particolari la facilità con la quale queste aziende possano godere di imposizioni fiscali di favore e i manager della LGI abbiano ottenuto in Ticino permessi di dimora e trattamento da globalisti (in modo illecito, secondo la magistratura italiana).

Ecco la presentazione del servizio sul sito RSI: https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/La-moda-se-ne-va-11426454.html

Gucci lascia il Ticino, almeno in parte. La notizia è di qualche mese fa: il gruppo Kering (cui la prestigiosa griffe appartiene) ha infatti annunciato il trasferimento di 150 posti di lavoro verso l’Italia. Cosa c’è dietro? E cosa significa per il Ticino? La decisione è legata principalmente all’offensiva fiscale che Francia e Italia hanno lanciato nei confronti del gruppo. Roma e Parigi hanno dichiarato guerra ai vantaggi fiscali di cui il gruppo gode stando in Ticino. E sembrano esserci riuscite. Noi siamo andati a vedere come è stata concepita e messa in opera la strategia che ha portato la grande Casa della moda italiana nel nostro Cantone. Ne esce un’architettura finanziaria spregiudicata, che ha permesso guadagni miliardari. Una strategia che ora sembra però arrivata al capolinea. Questo naturalmente significa minori entrate, consistenti, per l’erario ticinese. E ci si chiede se altri gruppi del settore moda potrebbero essere indotti a lasciare il Sud delle Alpi…

Mentre stiamo discutendo da anni del salario minimo senza arrivare a nulla, mentre molti stranieri devono passare le forche caudine per poter lavorare e vivere da noi, mentre le cittadine e i cittadini «normali» pagano le imposte al 100 per cento, si accetta che sul nostro territorio il lavoro diventi una semischiavitù, in aziende accolte a braccia aperte con immensi sgravi fiscali, e si aprono porte e sportelli ai ricchi manager stranieri, concedendo loro permessi senza che abitino realmente in Ticino e agevolazioni fiscali che fanno a pugni con la parità di trattamento.

Per questi motivi, ai sensi dell’art. 97 LGC, ci permettiamo di chiedere al lodevole Consiglio di Stato.

Per quanto riguarda l’ambiente di lavoro:

  • Come valuta la situazione relativa alle condizioni di lavoro presso la LGI, alla luce delle testimonianze emerse e documentate da «Modem»?
  • Come è possibile che in Ticino ci siano aziende che trattano i propri dipendenti in questo modo indegno?
  • Alla luce dalle testimonianze dei lavoratori legate all’accesso di servizi sanitari, impossibilità d’idratazione, videosorveglianza, orari e luoghi di lavoro indicati tramite messaggeria di giorno in giorno, minaccia di licenziamento in caso di malattia o di comunicazioni con l’esterno: ritiene necessario potenziare l’ispettorato del lavoro anche per quanto riguarda la qualità e il tipo dei controlli, oltre a quelli correnti o di tipo amministrativo?     
  • C’è l’intenzione di eseguire un approfondimento riguardo alle denunce delle condizioni di lavoro presso la LGI, in particolare riguardo ai punti denunciati dalle testimonianze citate? 
  • Ha l’intenzione d’incitare la Commissione paritetica responsabile del settore a migliorare e potenziare tanto il controllo quanto la possibilità di denunciare delle condizioni di lavoro inaccettabili senza correre il rischio di essere licenziati?      
  • Quali strumenti e misure ha intenzione di migliorare o di introdurre per il poten­ziamento del controllo delle condizioni di lavoro dal punto di vista qualitativo? 
  • Sta valutando la possibilità di segnalare questi casi alla magistratura?
  • Come si pone di fronte alle gravissime violazioni dei diritti sindacali, deunicate nel sevizio RSI?
  • Perché in queste aziende non ci sono stati controlli? Chi doveva controllare e non lo ha fatto?
  • I contratti collettivi, dove esistono, sono rispettati o le violazioni denunciate nel servizio RSI sfuggono a ogni controllo?
  • Corrispondo a verità i salari citati di 15–17 Fr./h?
  • È vero che queste aziende non assumono apprendisti?

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali:

  • Chi controlla che chi gode dello statuto di globalista rispetti la legge e adempia a tutti i criteri richiesti?
  • In particolare, chi non ha controllato che i manager che hanno ottenuto i permessi di dimora, vivessero realmente in Ticino?
  • Con che criteri sono stati concessi gli statuti di globalista?
  • Questi globalisti pagano imposte secondo il dispendio presumibile o viene applicato il minimo previsto dalla legge?

Per il gruppo PS

Ivo Durisch, Carlo Lepori, Bruno Storni, Tatiana Lurati, Henrik Bang, Gianrico Corti