In Svizzera, così come nel Canton Ticino, non esiste un’indipendenza dei Tribunali penali nei confronti della Polizia e del Ministero pubblico. A differenza dei suoi vicini europei, il sistema svizzero non prevede una istanza indipendente incaricata di indagare sulle denunce di presunti abusi commessi da parte delle forze dell’ordine.

Oggi i cittadini che intendono segnalare il comportamento di un agente di Polizia devono sporgere una denuncia proprio all’istituzione ritenuta responsabile, vale a dire la Polizia stessa. Una situazione paradossale, la cui mancanza di indipendenza appare evidente.

Con quest’atto parlamentare non si intende mettere in dubbio a priori la serietà con cui finora si è intervenuti in questi casi, né si intende gettare un clima di sfiducia sul lavoro quotidiano degli agenti, ma è evidente che, quando si rende necessario intervenire per un potenziale abuso di Polizia, occorre fornire ai cittadini la garanzia di massima indipendenza e dunque di credibilità a tutto vantaggio della fiducia nelle istituzioni.

Occorre insomma al più presto sanare questa contraddizione, a maggior ragione visto che già nel 2005 il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura aveva raccomandato alla Confederazione di istituire un meccanismo che garantisse che i reclami contro i funzionari di Polizia potessero venir esaminati in altra maniera. Preoccupazioni simili sono state espresse anche da altri organismi, a partire dal commissario europeo per i diritti umani. Simili discussioni sono avvenute peraltro pure in altri parlamenti cantonali.

La presente mozione chiede quindi al Consiglio di Stato di istituire un’autorità giudiziaria indipendente competente a ricevere e indagare sulle denunce presentate dai cittadini contro le autorità di Polizia.

Massimiliano Ay Partito Comunista

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