Piano “Tabù”

…quello che nessuno osa proporre!

Rinnovamento economico

  1. Programmiamo l’economia del futuro: no al caos del mercato!
  • I settori economici strategici siano in mano pubblica!
  • Valorizziamo gli artigiani e le piccole imprese locali!
  • Contro il precariato, più diritti e lavoro qualificato!

Rinnovamento sociale

  1. Realizziamo un’urbanistica sociale!
  • Democratizziamo la scuola pubblica!
  • Cure sanitarie accessibili a tutti!
  • Innoviamo la socialità!

Rinnovamento ambientale

  1. Lotta all’inquinamento dell’aria!
  • Per una gestione sostenibile dello smaltimento dei rifiuti
  • Sovranità alimentare e “piano del cibo”!
  • Sostenibilità e sovranità energetica!

Rinnovamento democratico

  1. Favorire la partecipazione popolare e l’integrazione degli immigrati!
  • Trasparenza nell’amministrazione!
  • Promuovere una sicurezza democratica, proporzionata e preventiva!
  • Estendere la giustizia rendendola accessibile a tutti!

Rinnovamento culturale

  1. La cultura, strumento per valorizzare il nostro territorio!
  • La cultura, mezzo per rafforzare l’amicizia fra i popoli!
  • Per una cultura della parità di genere!
  • Una cultura accessibile a tutti!

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RINNOVAMENTO ECONOMICO

Il potere d’acquisto così come le condizioni di lavoro continuano a peggiorare, gli accordi bilaterali con l’Unione Europea hanno liberalizzato il mercato, favorendo il precariato e il dumping salariale. L’economia nelle mani di un padronato privo di qualsiasi sensibilità sociale e interessato unicamente ai propri profitti sul corto periodo, arranca invischiata in clientelismi vergognosi. C’è bisogno di un rinnovamento che preveda più Stato e meno mercato, che garantisca diritti ai lavoratori impoveriti, ma che dia fiato anche agli artigiani, ai commercianti e piccoli imprenditori che non reggono la concorrenza sleale del grande capitale transnazionale.

  1. Programmiamo l’economia del futuro: no al caos del mercato!
  • Più Stato, meno mercato! Noi vogliamo che siano dichiarate non gradite quelle aziende che si insediano in Ticino solo per sfruttare la manodopera e il territorio!
  • Vietare le delocalizzazioni di aziende che beneficiano di sgravi fiscali e altri incentivi dallo Stato o almeno prevedere un potenziamento della clausola di restituzione delle agevolazioni ricevute dai beneficiari che decidono di stabilirsi fuori Cantone.
  • E’ opportuno dare fiducia ai giovani, aumentando nel settore pubblico i posti di apprendistato e offrendo più impieghi per i ragazzi che svolgono il servizio civile.
  • Aprirsi ai paesi emergenti è necessario per diversificare i nostri partner commerciali, sfruttare le opportunità di un nuovo mondo in ascesa e uscire dalla dipendenza di una Unione Europea (UE) in declino.
  • I settori economici strategici siano in mano pubblica!
  • Lo Stato promuova sia la nascita di poli industriali dedicati a specifiche attività produttive sia la ricerca pubblica per favorire l’innovazione economica, allo scopo ridurre le ore di lavoro per tutte/i e di aumentare i salari.
  • Noi vogliamo non solo favorire un reale controllo democratico sulle aziende di proprietà pubblica che oggi invece agiscono secondo le logiche del mercato, ma anche finirla con la gestione aziendalistica dei servizi amministrati dallo Stato.
  • Bloccare tutti i piani di riorganizzazione della Posta e potenziarne i servizi e le infrastrutture soprattutto nelle regioni periferiche, insomma: ri-nazionalizziamola!
  • Banca Stato deve essere una banca pubblica che faccia gli interessi delle famiglie e del tessuto produttivo locale.
  • Valorizziamo gli artigiani e le piccole imprese locali!
  • Noi vogliamo che lo Stato favorisca il consumo di prodotti e servizi frutto del lavoro di artigiani, agricoltori e aziende locali. Allo stesso tempo non vanno più costruiti nuovi grandi centri commerciali che fanno concorrenza sleale.
  • Noi vogliamo un rilancio della politica economica che metta al centro il sostegno alle PMI che producono alto valore aggiunto garantendo standard sociali e ambientali elevati.

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  • ·       Bisogna formulare una “nuova LIA” che non discrimini i piccoli artigiani locali e che blocchi quelle aziende che calpestano i diritti dei lavoratori e che non operano a regola d’arte.
  • Lo Stato metta a disposizione spazi di co-working per la condivisione dei prezzi degli affitti che attualmente strangolano il commercio locale.
  • Contro il precariato, più diritti e lavoro qualificato!
  • Noi vogliamo non solo dei salari dignitosi di almeno Fr. 4’000.- mensili per tutti i lavoratori e un minimo di Fr. 1’000.- per gli apprendisti, ma anche molti più controlli sui luoghi di lavoro e l’istituzione di un Tribunale del Lavoro gratuito per i lavoratori.
  • Noi vogliamo l’introduzione del diritto alla riqualifica e all’aggiornamento professionale pagato e un sistema di preferenza ai non-occupati residenti non solo per le assunzioni nell’amministrazione pubblica, con un rafforzamento del sostegno ai disoccupati, frenando in questo modo il passaggio dall’assicurazione disoccupazione all’assistenza sociale.
  • Noi vogliamo il divieto di attività per le agenzie di lavoro interinale e il potenziamento delcollocamento pubblico.
  • Noi vogliamo delle misure di “salario indiretto” soprattutto per i giovani, come l’accesso agevolato all’offerta culturale e sportiva e il materiale scolastico gratuito.

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RINNOVAMENTO SOCIALE

  • giunto il momento di immaginare una società diversa, a misura di cittadine e cittadini senza alcun tipo di distinzione. Ciò significa garantire i diritti fondamentali: una scuola di qualità, delle cure sanitarie accessibili a tutti nel rispetto dei pazienti e dei lavoratori, dei piani di alloggio pubblici che garantiscano a tutti una casa dignitosa e combattano la speculazione edilizia e il caro affitti; dei diritti chiari e definiti per gli studenti, gli apprendisti, e le persone in formazione. Non è più possibile pensare la società come un insieme di compartimenti stagni: il benessere sociale della popolazione deve estendersi dalla salute al lavoro, dalla formazione alle cure, dall’assistenza agli alloggi, dalla possibilità di intessere relazioni sociali soddisfacenti a un servizio pubblico che si faccia garante di eguali possibilità e della sicurezza sociale.
  1. Realizziamo un’urbanistica sociale!
  • Noi vogliamo che gli appartamenti sfitti da più di 12 mesi siano affittati a pigione moderata. In alternativa, si preveda una tassazione degli stessi.
  • Creazione di un organo di vigilanza pubblica che gestisca l’assegnazione degli alloggi a pigione moderata e che controlli la qualità degli immobili e la provenienza dei capitali legati a grandi progetti edilizi con l’obiettivo di evitare fenomeni speculativi.
  • Aumento degli appartamenti protetti pubblici per anziani autosufficienti con pigione in base alle capacità finanziarie della persona e distribuzione di appartamenti accessibili alle giovani coppie e ai giovani soli fuori dal nucleo familiare d’origine, vincolando ad esempio gli investimenti delle casse pensioni.
  • Nel quadro della politica dell’alloggio popolare, si concede allo Stato il diritto di acquistare in via prioritaria i fondi (terreni e beni immobili) che sono oggetto di vendita (diritto di prelazione).
  • Democratizziamo la scuola pubblica!
  • Noi vogliamo estendere l’obbligatorietà scolastica fino all’ottenimento di un diploma di grado secondario superiore.
  • Basta disuguaglianze tra le sedi scolastiche comunali: occorre una sovrintendenza cantonale degli standard minimi a livello strutturale, degli spazi ricreativi, delle mense, dei doposcuola, del supporto pedagogico e dell’offerta didattica.
  • Rivalorizzazione della formazione professionale: rafforzamento della preparazione dei docenti delle scuole professionali, potenziamento della formazione culturale degli apprendisti e parificazione delle vacanze fra studenti e apprendisti (10 settimane).
  • Diritto allo studio e vivibilità a scuola: rafforzamento delle borse di studio; diminuzione dei costi della formazione (rette scolastiche, materiale didattico, gite di studio, ecc.); ampliamento delle opportunità di mobilità scolastica e professionale. Classi a misura di allievo e di insegnante: massimo 18 allievi per classe, potenziamento del sostegno pedagogico nelle scuole medie.

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  • 3)  Cure sanitarie accessibili a tutti!
  • Introduzione di una cassa malati unica, pubblica e con premi calcolati in base al reddito e alla sostanza.
  • Noi vogliamo un’assicurazione pubblica cantonale per tutti i residenti atta a coprire le spese delle cure dentarie che non sono incluse nelle prestazioni della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal).
  • Potenziamento dell’offerta dei pronti soccorsi pubblici, migliorando le condizioni di lavoro del personale
  • Noi vogliamo un concetto nuovo di salute, che consideri un miglioramento delle condizioni ambientali, la prevenzione degli infortuni sul lavoro, l’abbassamento dell’età pensionabile e la diminuzione degli orari settimanali, la promozione di un’alimentazione sana ed eco-sostenibile, nonché l’informazione medica alla popolazione.
  • Innoviamo la socialità!
  • Noi vogliamo l’adozione di un piano cantonale per lo sviluppo dell’offerta pubblica degli asili nido, creando e potenziando strutture di qualità con personale formato.
  • Noi vogliamo la cantonalizzazione dei servizi di assistenza a domicilio per persone anziane (Spitex) e un piano di rinnovamento delle case anziani.
  • Noi vogliamo l’inclusione delle persone con disabilità che desiderano un’occupazione nel settore pubblico, con adeguate garanzie circa le condizioni di lavoro. Garanzia dei diritti sociali e civili, revisione architettonica e urbanistica a misura di tutti.
  • Noi vogliamo il congedo parentale garantito per il complesso del nucleo familiare.

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RINNOVAMENTO AMBIENTALE

Il nostro benessere psico-fisico è garantito da un ambiente non inquinato, verde, fresco, a misura d’uomo, che offra spazi per il tempo libero. Vogliamo conservare le risorse naturali del nostro territorio, renderle accessibili alla popolazione, che possa trarne beneficio e sostentamento. Vogliamo un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della ruralità tradizionale, che valorizzi la ricchezza sociale, culturale e genetica, sottolineando la peculiarità e unicità del territorio e dei suoi prodotti. Un territorio gestito in modo sostenibile nutre e garantisce la salute della propria popolazione con ricadute tangibili sull’economia. Solo unendo la questione sociale a quella ecologica si riuscirà a costruire una società armonica e sostenibile che superi il degrado determinato dallo sfruttamento capitalistico.

  1. Lotta all’inquinamento dell’aria!
  • Noi vogliamo il trasporto pubblico gratuito per studenti, apprendisti, e persone in AVS/AI. Esso può essere finanziato tramite un contributo fiscale di quelle aziende di medio-grandi dimensioni. E’ necessaria un’estensione dell’offerta del trasporto pubblico con corse più frequenti nelle regioni periferiche.
  • Noi vogliamo la cantonalizzazione delle aziende di trasporto comunali e regionali e la creazione di un ente cantonale dei trasporti.
  • Noi vogliamo una mobilità sostenibile, con una maggiore integrazione tra mezzi pubblici e privati, a partire da un’estensione delle piste ciclabili.
  • Noi vogliamo una via fluviale fra Locarno e Venezia per alleggerire il traffico pesante sull’autostrada A2, aprendo prospettive commerciali e occupazionali collegando – attraverso il porto di Venezia – il Canton Ticino al progetto di Nuova Via della Seta cinese.
  • Per una gestione sostenibile dello smaltimento dei rifiuti!
  • Noi vogliamo delle analisi periodiche dell’impatto delle monoparticelle prodotte dalla termovalorizzazione dei rifiuti su ambiente e salute
  • Noi vogliamo lo spegnimento dell’inceneritore dei rifiuti di Giubiasco!
  • Noi vogliamo una strategia cantonale che promuova nuovi modelli di business atti a trasformare i rifiuti prodotti in risorse, promuovendo così una economia circolare.
  • Noi vogliamo che per ogni manifestazione ed evento su suolo pubblico che necessita di autorizzazione, sia obbligatorio l’uso di bicchieri e stoviglie riutilizzabili multiuso oppure monouso compostabili o riciclabili.
  • Sovranità alimentare e “piano del cibo”!
  • Noi vogliamo raggiungere la sovranità alimentare, cioè un modello di giusta retribuzione dei prodotti dell’agricoltura e che favorisca la produzione locale.
  • Sensibilizzazione ad una dieta sostenibile in tutte le strutture pubbliche (ospedali, scuole, ecc.).

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  • ·       Creazione di un “banco alimentare” pubblico per la distribuzione di derrate alimentari fresche che, oltre alla lotta allo spreco, funga da luogo di incontro fra i produttori diretti e le famiglie a basso reddito.
  • Sostenibilità e sovranità energetica!
  • Noi vogliamo una sovranità energetica che preveda il sostegno alla produzione indigena di energia da fonti rinnovabili e l’obbligo di utilizzare elettricità proveniente dalla stessa. L’importazione dall’estero dovrà avvenire solo in caso di necessità.
  • Aumentare la percentuale di approvvigionamento dell’AET da fonti di energia pulita
  • Fondo di ricerca per affrontare il cambiamento climatico in Ticino sfruttando le esigenze di un Cantone a vocazione agricola e le eccellenze dei poli tecnologici e di ricerca (dalla SUPSI alla Scuola agraria di Mezzana).
  • Superare la dipendenza dal turismo di massa per abbracciare un turismo al passo con i tempi: che valorizzi la bellezza, rispettoso del territorio e delle tradizioni.

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RINNOVAMENTO DEMOCRATICO

Di fronte allo scollamento tra istituzioni e popolazione, che pericolosamente si accompagna e si intreccia alle avvisaglie d’una crisi sociale, occorre restituire alla politica credibilità e prossimità ai problemi quotidiani. In tal senso è fondamentale promuovere attivamente la partecipazione popolare nel dibattito civile e perciò nell’elaborazione del “Ticino di domani”. Tale obiettivo, però, può essere raggiunto solo garantendo alcuni fondamentali presupposti: la tutela dell’associazionismo; la presenza di un servizio pubblico capillare che non rispondi ai principi di redditività; il pluralismo democratico e la diversità e la qualità dei contenuti; l’integrità dell’amministrazione e degli enti pubblici; l’adeguamento delle modalità di funzionamento delle istituzioni alle nuove sfide e alle nuove circostanze storiche.

  1. Favorire la partecipazione popolare e l’integrazione degli immigrati!
  • Noi vogliamo riconoscere il diritto di voto ai 16enni e, a livello comunale, anche agli stranieri titolari del permesso C.
  • Invece di “consigli comunali dei giovani” non rappresentativi e privi di alcuna valenza decisionale, estensione dei diritti di partecipazione dei giovani nelle scuole e sui posti di tirocinio, nonché favorire la partecipazione diretta delle ragazze e dei ragazzi in attività sociali attraverso un’estensione dei congedi giovanili.
  • Noi vogliamo che la democrazia diretta non sia appannaggio solo delle grandi organizzazioni che dispongono di molti mezzi: occorre quindi che, in sintonia con la media degli altri cantoni, siano garantiti tempi più lunghi per raccogliere le firme e una diminuzione del numero di sottoscrizioni necessarie per referendum e iniziative popolari a livello cantonale.
  • Noi vogliamo lanciare un programma gratuito destinato all’integrazione dei migranti e orientato soprattutto ad acquisire padronanza della lingua italiana scritta e parlata e che integri un’informazione sull’insieme dei diritti e doveri sociali e civili.
  • Trasparenza nell’amministrazione!
  • Noi vogliamo impedire agli amministratori di enti pubblici di avere il minimo interesse nel settore privato, contrastando quindi il cumulo di mandati fra pubblico e privato.
  • Noi vogliamo una Corte dei Conti quale autorità cantonale indipendente atta a controllare l’utilizzo di tutto il denaro pubblico secondo principi di legalità e all’uso parsimonioso delle risorse.
  • Noi vogliamo la reintroduzione del Servizio di Controllo Interno come strumento atto a evitare fenomeni di corruzione all’interno dell’Amministrazione.
  • Noi vogliamo il diritto per i consiglieri comunali, i deputati in parlamento e i sindacalisti di tutelare le proprie fonti, qualora utilizzate per una questione di interesse pubblico nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni.
  • Noi vogliamo istituire l’obbligo immediato di pubblicazione delle commesse pubbliche attribuite dall’Amministrazione.

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  • 3)  Promuovere una sicurezza democratica, proporzionata e preventiva!
  • Approfondimento del contenuto della formazione dei poliziotti, specialmente in materia di etica e di diritto, per diminuire al massimo situazioni di abuso d’autorità.
  • Noi vogliamo l’istituzione di una istanza giudiziaria indipendente che sia competente di ricevere ed esaminare le denunce dei cittadini contro presunti abusi di Polizia: in Svizzera non esiste infatti alcuna indipendenza interna dei tribunali penali rispetto alle forze dell’ordine e al Ministero pubblico.
  • Noi vogliamo una netta regolamentazione delle agenzie di sicurezza private e una formazione più ampia degli agenti: occorre il divieto di fare capo a tali agenzie in ambiti sensibili e soprattutto impedire ai Comuni e al Cantone di esternalizzare ad esse l’esecuzione di atti di autorità di competenza della forza pubblica.
  • Noi vogliamo istituire in tutti i comuni la figura dell’operatore sociale di prossimità per possa monitorare preventivamente e conseguentemente affrontare i fenomeni di disagio giovanile che aumentano nel contesto di una società sempre più individualistica.
  • Estendere la giustizia rendendola accessibile a tutti!
  • Noi vogliamo l’istituzione di un Tribunale cantonale del Lavoro, chiamato a intervenire su tutte le controversie in materia di contratto fra salariati e padronato. Esso deve essere gratuito per i lavoratori e concludere i procedimenti in tempi brevi.
  • Noi vogliamo che i diritti siano noti ed applicati anche nelle scuole e nei posti di lavoro: studenti e apprendisti in particolare necessitano di uno “Statuto dei diritti degli allievi” che estenda l’attuale scarna legislazione scolastica in senso democratico e partecipativo.
  • Noi vogliamo la gratuità della procedura giudiziaria per le azioni derivanti da contratti conclusi con consumatori e inquilini, nonché l’estensione del gratuito patrocinio tramite la dispensa delle spese ripetibili per il suo beneficiario.
  • Noi vogliamo l’estensione della Legge sul riciclaggio di denaro ad avvocati e notai e il rialzo delle comminatorie di pena massime a livello di codice penale per tali reati. Occorre anche una maggiore trasparenza del registro fondiario, dove dovrebbe figurare pubblicamente non solo il proprietario ma anche il beneficiario effettivo di un dato immobile, così come il suo prezzo di acquisto.

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RINNOVAMENTO CULTURALE

La pace, il rispetto reciproco, la conoscenza del diverso, la consapevolezza delle proprie radici si costruiscono anche a partire dalla cultura. Con le nostre proposte tocchiamo temi trasversali il cui scopo comune è volto all’inclusione, alla vivacità intellettuale e al superamento dei pregiudizi. Nel concreto vogliamo mettere a disposizione di tutta la popolazione gli strumenti per relazionarsi e interpretare le culture dei paesi emergenti (BRICS), per sviluppare i propri interessi, per valorizzare il patrimonio culturale locale in termini di storia e di artisti, per superare i limiti sociali e familiari che ingabbiano ancora la donna.

  1. La cultura, strumento per valorizzare il nostro territorio!
  • Noi vogliamo la creazione di un osservatorio sull’italofonia e un centro di cultura italiana, valorizzando il Canton Ticino come meta di studio e ricerca.
  • Noi vogliamo una rete capillare di case delle associazioni sul territorio cantonale che offrano, a pigione simbolica, spazi di lavoro e di esposizione alle associazione no-profit della società civile. Vogliamo che le associazione giovanili e studentesche possano usufruire gratuitamente di aule scolastiche adibite a tale scopo: le scuole devono diventare centri di cultura intrecciate al territorio.
  • Non vogliamo solo il LAC come unico grande centro culturale del Cantone, ma un sostegno pubblico più forte alle realtà e alle associazioni culturali attive nelle periferie del cantone, così come a gruppi musicali, compagnie teatrali ed artisti emergenti. In questo senso il Cantone dovrebbe attivarsi per mettere in rete le varie iniziative culturali sviluppatesi negli ultimi anni, prevedendo più forme di sostegno finanziario e logistico.
  • La cultura, mezzo per rafforzare l’amicizia tra i popoli!
  • Noi vogliamo che si offra l’insegnamento opzionale delle lingue dei paesi emergenti (in primis il russo e il cinese) nell’ambito della scuola pubblica.
  • Noi vogliamo intensificare le opportunità di scambio e di soggiorno di studenti e apprendisti con altri paesi.
  • Noi vogliamo istituire un Ufficio per le relazioni culturali presso la Divisione della cultura.
  • Per una cultura della parità di genere!
  • Noi vogliamo la creazione di un ispettorato del lavoro sulle discriminazioni salariali di genere, con un’ispettrice ogni 5’000 lavoratrici, nell’ottica di avanzare verso la parità.
  • La parità si vede anche non confinando i genitori in ruoli sociali stereotipati: noi vogliamo l’introduzione di un congedo parentale di 42 settimane come avviene in Norvegia.
  • Noi vogliamo una prevenzione concreta della violenza domestica e dei femminicidi attraverso un sostegno alle strutture di rifugio esistenti per donne maltrattate, l’istituzione di servizi d’ascolto e aiuto per uomini violenti, la condanna di manifestazioni sessiste sui media e nel dibattito pubblico, la denuncia automatica nei pronti soccorsi in caso di arrivo di un coniuge vittima di maltrattamenti.

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  • ·       Noi vogliamo una efficace sensibilizzazione nelle scuole al rispetto tra i generi e agli orientamenti sessuali. Vogliamo una scuola che valorizzi le capacità delle allieve e degli allievi indipendentemente dall’appartenenza di genere, dando maggiore risalto alle spesso trascurate figure storiche femminili in ogni campo del sapere.
  • Una cultura accessibile a tutti!
  • Noi vogliamo l’accesso libero e gratuito alla cultura, soprattutto per i giovani: musei, mostre, festival letterari, eventi artistici pubblici.
  • Noi vogliamo favorire l’accesso dei giovani alla letteratura: per questo proponiamo l’introduzione di uno sconto generalizzato del 30% sull’acquisto di libri da parte di giovani in formazione.
  • Noi vogliamo che il Cantone incentivi, direttamente attraverso l’Ufficio dei giovani e la Legge sul sostegno e il coordinamento delle attività giovanili e, indirettamente attraverso la concessione gratuita di spazi pubblici adibiti allo scopo, l’attività di associazioni giovanili senza scopo di lucro che promuovono eventi e manifestazioni di carattere gratuito (concerti, mostre, dibattiti, conferenze,…).
  • Noi vogliamo un potenziamento dei punti di accesso pubblico e gratuito a internet

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ATTIVARE LA RICCHEZZA

1. Introduzione di una Tassa dei milionari

Si propone di introdurre un contributo straordinario di solidarietà che colpisca, in modo altamente progressivo, i patrimoni superiori al milione di franchi (vedi nostra iniziativa in Gran Consiglio).

2. Innalzamento della progressione delle aliquote per le imprese

Si propone di innalzare le aliquote dell’imposta sul capitale e quella sugli utili delle persone giuridiche, contestualmente di rendere progressiva tale imposizione (adesso proporzionale).

3. Inasprimento dell’imposizione degli utili immobiliari

Si propone di inasprire l’imposizione degli utili immobiliari, integrando alla base di calcolo attuale (funzionale soltanto alla durata della possessione) una variabile di progressività determinata dagli utili realizzati.

4. Soppressione dell’imposizione parziale dei dividendi

Si propone di sopprimere l’imposizione parziale dei dividendi, che consente di sgravare quei dividendi derivanti da quote di partecipazione superiori al 10% (ora nella misura del 40/50%).

5. Estensione dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni

Si propone di estendere l’assoggettamento all’imposta sulle successioni e sulle donazioni al coniuge e ai genitori (al momento esenti), come pure la progressione dell’aliquota a un valore imponibile superiore al milione di franchi (ora bloccata a Fr. 675’000.-).

6. Abolizione dello statuto privilegiato di globalista

Si propone di abolire l’imposizione secondo il dispendio, vale a dire lo statuto privilegiato del quale godono i globalisti a livello ticinese (contrariamente ad altri Cantoni).

7. Tassazione delle abitazioni lasciate sfitte

Si propone di adottare una legge che vada a tassare, dopo un determinato lasso di tempo, gli immobili destinati ad abitazione che vengono lasciati sfitti.

8. Sovvenzionamento del trasporto pubblico supportato dalle aziende

Si propone di prelevare un contributo speciale alle aziende con un certo numero di dipendenti per sovvenzionare la gratuità, o almeno una calmierazione dei prezzi, del trasporto pubblico (vedi nostra mozione in Gran Consiglio).

9. Istituzione di un moltiplicatore comunale unico

Si propone di instituire un moltiplicatore comunale unico (e naturalmente progressivo) sul territorio cantonale.

10. Aumento dell’organico dell’ispettorato fiscale cantonale

Si propone di aumentare l’organico dell’ispettorato fiscale cantonale (sempre più sollecitato), allo scopo di favorire gli accertamenti del servizio e la lotta contro l’evasione fiscale.
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