Uno degli effetti positivi della crisi dovuta al Covid 19, per tanti altri versi devastante, è stata la rinascita, a livello mondiale, della bicicletta come mezzo di trasporto. Infatti è uno dei migliori mezzi per garantire la distanza sociale se si vuole evitare un uso massiccio dell’automobile (spesso guidata da una persona sola). Tanti governi nazionali, regionali e locali hanno abbracciato e sostenuto questa tendenza con sussidi e nuove piste ciclabili. In Ticino, per alcuni aspetti, pare che si stia andando in direzione opposta.

Ci riferiamo al Decreto esecutivo concernente la concessione di contributi per la mobilità aziendale del 15 marzo 2016 e al suo più recente emendamento del 22 aprile 2020 (in piena pandemia Covid-19) che ha ristretto la concessione dell’incentivo alle aziende medio-grandi, attraverso la limitazione del sussidio per la realizzazione di posteggi per biciclette e per l’acquisto di biciclette alle sole aziende con più di 10 dipendenti.

In particolare, nell’articolo 7 – Parametri per il contributo e modalità di pagamento – cpv. b – Biciclette aziendali – è stata introdotta la modifica “per singole aziende con più di 10 dipendenti”.

È difficile comprendere perché, proprio in un periodo nel quale sarebbe più indicato un sostegno alle piccole imprese e alla mobilità sostenibile, sia stata inserita una modifica che esclude dalla possibilità di usufruire di un importante incentivo più del 90% delle imprese del Ticino.

Ci risulta anche che la Sezione della mobilità applichi misure sempre più restrittive per la concessione dell’incentivo, con l’argomentazione che le bici aziendali debbano essere condivise, principio non contenuto nel decreto legislativo. Applicando questo criterio le biciclette e e-bikes utilizzate principalmente per il percorso casa – lavoro non sarebbero più sussidiabili. È infatti difficilmente immaginabile la condivisione, da parte del personale di un’ azienda, di una bicicletta utilizzata per questo scopo a meno che i dipendenti abitino tutti nello stesso luogo.

Escludere l’obbligo della condivisione della biciletta dai parametri per l’assegnazione del contributo cantonale (come previsto dal decreto attuale) rappresenta, a nostro avviso, un punto di forza. Il decreto incentiva l’uso della bicicletta grazie al contributo finanziario ma anche alla libertà di scelta: combina infatti un interesse privato con un interesse comune, rendendo le biciclette aziendali ma anche personali. Così le aziende e i loro dipendenti sentono le bici più proprie, le trattano di conseguenza e possono utilizzarle in maniera efficiente per i tragitti casa-lavoro.