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Per il PLR il salario minimo va introdotto prima, già a partire dal 1° luglio 2021. Ma occorre innanzitutto rispettare l’obiettivo principale dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!”: salvaguardare il mercato del lavoro per i residenti. Per questo motivo devono essere regolarmente monitorati gli effetti dell’introduzione del salario minimo sull’occupazione, sui salari e sui posti di lavoro dei residenti. Qualora l’impatto positivo sui residenti dovesse essere confermato, il salario minimo potrà essere portato fino a Fr. 20.50, contro i Fr. 20.25 attualmente proposti. Ciò consente al Parlamento di intervenire subito se dovessero manifestarsi effetti perversi, come l’appiattimento dei salari verso il basso. Sono questi i contenuti dell’emendamento presentato dal PLR al rapporto sul salario minimo che sarà messo in votazione nell’ultima seduta del 2019 del Gran Consiglio.

In particolare, l’emendamento del Gruppo PLR si concentra su alcuni punti fondamentali:

  • introduzione anticipata al 1° luglio 2021 della prima fase del salario minimo obbligatorio (Fr. 19.00-19.50);
  • nel 2023 prima verifica dell’impatto sul mercato del lavoro ticinese e presentazione di un messaggio da parte del Consiglio di Stato al Gran Consiglio con i risultati della valutazione entro settembre 2023. Il Parlamento si esprime entro il 31 dicembre di quell’anno decidendo sul passaggio alla soglia successiva (ossia Fr. 19.50-20.00 a partire dal 1. gennaio 2024) o il mantenimento del salario minimo in vigore;
  • nel 2025 aggiornamento della verifica da parte del Consiglio di Stato con relativo messaggio al Gran Consiglio entro settembre 2025. Il Parlamento si esprime entro il 31 dicembre di quell’anno confermando il passaggio alla soglia successiva (Fr. 20.00-20.50 a partire dal 1. gennaio 2026) o il mantenimento del salario minimo in vigore.

I contenuti delle valutazioni

Grazie alle costanti valutazioni richieste al Consiglio di Stato, il PLR vuole vigilare attentamente sugli effetti del salario minimo affinché quest’ultimo non produca effetti distorti sul livello dei salari in Ticino, in particolare dei lavoratori residenti. Inoltre, occorre assicurarsi che non si producano dinamiche negative come il fenomeno della sostituzione o la contrazione del numero di posti di lavoro. Infine, un parametro di giudizio importante sarà anche verificare l’evoluzione delle prestazioni sociali erogate in favore di dipendenti e lavoratori.

Con questa proposta il PLR intende dunque rispettare la volontà popolare manifestata nel 2015 e attivarsi concretamente affinché lo strumento del salario minimo – nato per arginare dinamiche inaccettabili sul mercato del lavoro – non si ritorca contro i lavoratori residenti.

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