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Libertà, coesione e progresso – i tre valori del PLR si basano sul principio di responsabilità. È nostra responsabilità garantire che le generazioni future ereditino un ambiente sano e ben conservato. Gli effetti delle attività umane, come il cambiamento climatico e la diminuzione della biodiversità, rappresentano una sfida importante.

Libertà, coesione e progresso – i tre valori del PLR si basano sul principio di responsabilità. È nostra responsabilità garantire che le generazioni future ereditino un ambiente sano e ben conservato. Gli effetti delle attività umane, come il cambiamento climatico e la diminuzione della biodiversità, rappresentano una sfida importante. Di conseguenza, negli ultimi mesi abbiamo condotto un ampio discorso democratico di base e sviluppato una posizione condivisa sulla politica ambientale e climatica. Il 78% dei nostri membri ci richiede un maggiore impegno. La nostra base è orientata verso una politica fatta di responsabilità individuale, innovazione e trasparenza dei costi. Seguendo questi principi, rispettiamo i nostri valori liberali radicali. Questa posizione sarà ora sottoposta all’Assemblea dei delegati il 22 giugno 2019 per la discussione e la risoluzione finale.

La politica liberale radicale è caratterizzata dalla fiducia nel progresso, guidata dalla ricerca e dall’innovazione. La responsabilità individuale e la libertà ci guidano. Questa impostazione richiede neutralità tecnologica, mercati funzionanti e concorso d’idee. Incentivi inefficaci e ostacoli normativi devono quindi essere smantellati in modo coerente. Devono essere create le condizioni quadro affinché la responsabilità individuale possa svilupparsi. In questo senso, i Cantoni e la Confederazione – ma anche i vari settori economici – hanno il dovere di contribuire a creare questo tessuto.

Tuttavia, le conseguenze delle nostre azioni non sono sempre evidenti. Per questo motivo, è necessario adottare misure generali basate sul principio “chi inquina paga” che garantiscano la trasparenza dei costi. Misure che devono essere neutrali in termini di onere complessivo. Inoltre, gli strumenti di gestione, come i limiti di CO2, devono essere attuati, laddove possibile, a livello internazionale. Solo quando la responsabilità individuale e le misure di gestione non hanno effetto, si rendono necessarie restrizioni di più ampia portata per prodotti o merci a livello nazionale e internazionale.

La politica ambientale è politica economica

Solo un’economia forte può portare al benessere e quindi consentire misure efficaci nell’ambito ambientale e climatico. Solo il progresso economico lascia spazio alla ricerca e all’innovazione, che a sua volta rende possibili soluzioni ai problemi. Una politica ambientale liberale radicale di questo genere rappresenta un’opportunità per la società e per la politica economica. I divieti generali, invece, significano immobilismo e non appartengono ad un mondo libero. I cittadini non vogliono vivere in un mondo fatto di divieti. Vogliono proposte orientate al futuro e alle possibili soluzioni; proposte vicine alle persone. Vogliono misure mirate e che siano sostenibili: ecologiche, economiche e sociali. Solo in questo modo possono essere efficaci, accettate e sostenibili. Come partito responsabile stiamo affrontando questa sfida. Se non facessimo nulla, in futuro vivremmo in un mondo di divieti.

La presidente del partito Petra Gössi, il vicepresidente Andrea Caroni, il consigliere nazionale Benoît Genecand e il senatore Damian Müller hanno presentato oggi a Langenthal la posizione elaborata sulla base dell’indagine condotta nella base del partito. La struttura che ha ospitato la presentazione, la Hector Egger Holzbau, è un’azienda che combina in modo esemplare sostenibilità, capacità innovativa e imprenditorialità. Rappresenta quindi molti imprenditori liberali radicali che danno il loro contributo quotidiano alla protezione dell’ambiente e del clima e intendono la politica ambientale liberale radicale come politica economica.

Il pacchetto di misure per una politica ambientale liberale radicale

Le misure a cascata derivate dai principi liberali radicali – che vanno dalla responsabilità individuale al controllo, fino alle restrizioni più severe – si sviluppa attraverso quattro i capitoli.

  • La natura è la base della nostra vita. Il buon funzionamento del nostro ecosistema si basa sulla biodiversità. Per preservare questa diversità, è necessario adottare misure per migliorare la qualità del suolo, dell’aria e dell’acqua. In questo senso devono essere aboliti i falsi incentivi e le regolamentazioni inadeguate nella produzione alimentare. Ma occorrono anche misure per combattere l’espansione urbana e migliorare la protezione delle acque. In futuro, i pagamenti diretti nell’agricoltura dovranno essere effettuati in modo più ecologico. La ricerca e l’innovazione verso un’agricoltura più efficiente devono essere intensificate. Se tali misure non dovessero produrre l’effetto auspicato, i prodotti fitosanitari particolarmente nocivi dovranno essere vietati in via sussidiaria.
  • L’alloggio include la scelta del sistema di riscaldamento e dell’edificio, nonché il consumo di elettricità. Con una quota di circa il 27%, gli edifici sono la seconda causa di emissioni di CO2 dopo il traffico. Per questo motivo sono necessari ulteriori miglioramenti nonostante le misure di riduzione delle emissioni già esistenti, che hanno dimostrato la loro efficacia. L’accelerazione della ristrutturazione degli edifici dovrebbe quindi essere perseguita attraverso migliori condizioni quadro, ad esempio nel diritto di locazione. Gli strumenti di gestione che già dimostrano di avere successo, come la tassa sul CO2 e sui carburanti, devono essere mantenuti. Ciò vale anche per gli incentivi attraverso il programma di ristrutturazione degli edifici.
  • Il lavoro/formazione svolge un ruolo decisivo nel campo della protezione del clima e dell’ambiente. La responsabilità individuale ha bisogno di informazioni. L’attenzione non è incentrata solo sulle azioni personali, ma anche sui risultati raggiunti dall’economia nel suo insieme. Per questo motivo è necessario promuovere il settore dei servizi ambientali rompendo i monopoli di Stato e consentendo una maggiore innovazione. Inoltre, è necessaria maggiore flessibilità sul mercato del lavoro, ad esempio in termini di orario e di luogo di lavoro, in modo da ridurre il traffico pendolare. I sistemi di accordi internazionali sugli obiettivi che hanno dimostrato il loro successo devono inoltre essere ampliati, eliminando i limiti artificiali di partecipazione delle imprese alla legge sull’energia e alla legge sul CO2.
  • La mobilità stradale, ferroviaria e aerea fa parte della libertà individuale e quindi è espressione di prosperità e parte importante della vita quotidiana. Con una quota del 32% circa, i trasporti sono la causa principale delle emissioni di CO2 in Svizzera. Il nostro approccio nel settore dei trasporti deve quindi essere modernizzato: per promuovere una mobilità a basse emissioni di CO2, in primo luogo servono le infrasttrutture da costruire attraverso un sistema d’incentivi nei condomini o parcheggi pubblici. Affinché i viaggiatori possano disporre di una base decisionale migliore, è necessaria una maggiore trasparenza per quanto riguarda le emissioni di CO2 nel trasporto aereo. Nel trasporto su rotaia e su strada, il principio “chi inquina paga” deve essere ancorato più saldamente. Una tassa globale di incentivazione sui carburanti come la benzina e il diesel sarebbe una buona idea. Ma deve essere integrata in un concetto globale che comprenda sia gli aspetti regionali, sia i prelievi esistenti.

Ora i nostri delegati sono “invitati al ballo”.

La posizione liberale radicale sulla politica climatica e ambientale è il risultato di un intenso processo interno al partito in cui sono stati coinvolti il Gruppo di monitoraggio, la Commissione Energia e Infrastrutture con i membri del gruppo parlamentare nelle Commissioni dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE) e nelle Commissioni dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT), la Direzione generale e la Conferenza dei presidenti dei partiti cantonali. Il risultato è una posizione di ampio respiro, sviluppata attraverso principi chiari e misure efficaci. I delegati sono ora “invitati al ballo” il 22 giugno, dove potranno discutere e decidere su ogni singolo capitolo della risoluzione. Conduciamo questa discussione all’interno del partito in modo aperto, trasparente e inclusivo.

Scarica QUI i risultati del #sondaggioclima del PLR (in tedesco)

Scarica QUI il discorso della presidente Petra Gössi alla conferenza stampa di presentazione dei risultati (in tedesco)