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Alla presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha preso conoscenza del rapporto del Consiglio federale sulla politica estera 2019 (20.009) e della strategia relativa alla politica estera per i prossimi quattro anni.

La Commissione è stata informata sui principali sviluppi della politica internazionale nel 2019 e sullo stato d’attuazione degli indirizzi strategici della politica estera 2015–2019. È inoltre stata orientata in merito alle priorità del Governo per il periodo 2020–2023.

Nel corso del dibattito concernente il rapporto sulla politica estera 2019, la CPE-S ha discusso in merito al legame strategico fra cooperazione internazionale e migrazioni e, nell’ambito delle politiche settoriali, si è occupata della politica regionale dei trasporti. In questo contesto la Commissione ha sottolineato l’importanza che assume la «piccola politica estera». Ha inoltre esaminato gli impegni assunti dal Consiglio federale per la Ginevra internazionale e la crisi umanitaria e dei rifugiati nell’America del Sud, nonché il ruolo assunto della Svizzera.

A margine dell’esame di questi rapporti, la Commissione ha preso conoscenza dei colloqui svolti dal capo del DFAE durante il recente World Economic Forum di Davos e delle misure adottate dal Consiglio federale per gestire la crisi connessa con l’epidemia di coronavirus. Ha inoltre fatto il punto sugli ultimi sviluppi delle relazioni fra Svizzera e Unione europea (UE), discutendo in particolare la partecipazione al programma di ricerca «Orizzonte 2020» e le conseguenze del mancato riconoscimento tecnico a livello di Unione europea dei dispositivi medici svizzeri.

SISTEMA SCHENGEN/DUBLINO: INVESTIMENTI NEL SETTORE DELL’INFORMATICA PER RAFFORZARE LA SICUREZZA

La CPE-S ha esaminato il messaggio concernente l’attuazione dello sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino (19.049) con cui il Consiglio federale chiede lo stanziamento di un credito d’impegno di 98,7 milioni di franchi per investimenti nel settore dell’informatica.

Secondo la Commissione, la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni all’interno del sistema Schengen/Dublino rivestono grande importanza per la sicurezza del nostro Paese. Per quanto riguarda i costi, la Commissione rinvia al rapporto del Consiglio federale sulle conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen (19.018), secondo cui la Svizzera trae benefici economici e finanziari da questo sistema di cooperazione. Nell’ambito della sicurezza interna, i benefici del sistema a cui la Svizzera è associata si concretizzano in un plusvalore che non può essere quantificato in termini monetari. Con la sua integrazione nello spazio di sicurezza europeo, la Svizzera beneficia delle interconnessioni esistenti fra gli Stati che partecipano a Schengen e in particolare dello scambio automatico di dati. Secondo la Commissione il sistema di Schengen si è dimostrato uno strumento irrinunciabile per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata transfrontaliera.

La Commissione ha deciso senza voti contrari di entrare in materia e, nella votazione sul complesso, ha approvato il credito d’impegno con 10 voti contro 1.

19.474 N IV. PA. (SOMMARUGA CARLO) FRIEDL CLAUDIA. TRATTATO SUL DIVIETO DELLE ARMI NUCLEARI. APPROVAZIONE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA FEDERALE

Allo scopo di giungere a una decisione, nella seduta di gennaio la Commissione ha chiesto al Consiglio federale di fornirle alcune precisazioni in merito al rapporto che è chiamato a elaborare in adempimento della mozione 17.4241 «Firmare e ratificare il trattato sul divieto delle armi nucleari» (TPNW). In base a tali precisazioni la CPE-S ha deciso con 7 voti contro 5 di non dare seguito all’iniziativa. La CPE-S è unanime sulla necessità di mettere al bando le armi nucleari. La maggioranza rileva che è necessario rispettare la ripartizione delle competenze stabilita dalla Costituzione. Il Consiglio federale ha l’obbligo di presentare entro la fine del 2020 un rapporto in adempimento della mozione 17.4241 nel quale spiegherà i motivi della procedura che ha deciso di seguire. La Commissione esaminerà il rapporto al più tardi nel corso del 2021.

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