Richiesta: Il Consiglio federale è incaricato di compiere i passi necessari affinché tra Svizzera e Italia sia aperta una trattativa, che coinvolga attivamente le Autorità ticinesi, per sondare la possibilità di un accordo bilaterale per il finanziamento della progettazione e della realizzazione di infrastrutture transfrontaliere per il trasporto pubblico, utilizzando i ristorni dell’imposizione dei frontalieri.

Argomentazione: Nella risposta all’interpellanza 18.3118 “Imposizione dei frontalieri in Ticino – i ristorni 2018 e 2019 vincolabili alla realizzazione di opere infrastrutturali di trasporto transfrontaliero?” il Consiglio federale afferma che “l’articolo 56 della Costituzione federale conferisce ai Cantoni la facoltà, a condizioni rigorose, di concludere con l’estero trattati nei settori di loro competenza. Il finanziamento delle infrastrutture transfrontaliere può, in linea di principio, rientrare in tale competenza”.
Alla luce di questa possibilità e della volontà espressa più volte in varie forme dalle Autorità ticinesi di creare nuove dinamiche di collaborazione tra Svizzera e Italia nella gestione del traffico transfrontaliero, una trattativa volta a trovare un nuovo accordo è un’opportunità da esplorare. L’Autorità federale, cui compete la responsabilità primaria della politica estera, funge da capofila a sostegno delle necessità e volontà cantonali in ambito transfrontaliero.

Già nel preambolo dell’Accordo del 1974 tra la Svizzera e l’Italia si riconosce che l’accordo è stato concluso anche tenendo conto delle “spese per opere e servizi pubblici che alcuni Comuni italiani di confine sostengono”. Di conseguenza è dato margine affinché le parti possano convenire in un nuovo accordo la destinazione almeno di una parte dei proventi dell’imposizione dei frontalieri, o di altri mezzi finanziari, per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture per il trasporto pubblico.

Nella fattispecie sono ipotizzabili le seguenti opere strettamente necessarie: primariamente la creazione di posteggi park&rail per l’utilizzo dei collegamenti ferroviari transfrontalieri e per la realizzazione di progetti di car-pooling o bus aziendali, secondariamente lo sviluppo e il completamento della rete di trasporto pubblico transfrontaliero sia ferroviario sia su gomma. Un accordo sarebbe utile a entrambi gli Stati e permetterebbe uno sviluppo positivo delle relazioni bilaterali.