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Mozione

Dalla recente cronaca giudiziaria e dalle indicazioni di coloro che sono chiamati ad occuparsene giungono segnali altamente preoccupati che indicano un crescente disagio giovanile che troppo spesso, purtroppo, sfocia in atti di violenza.

Su un quotidiano ticinese, in un interessante articolo datato 11 febbraio 2021, viene riportata una situazione, anche a livello penale, a dir poco preoccupante e che mette l’accento sul numero crescente di reati, soprattutto di natura violenta, tra minorenni e giovani adulti.

In generale, i fatti di cronaca emersi nel nostro Cantone negli ultimi mesi confermano un’allarmante tendenza che, se confermata dai dati ufficiali, deve essere immediatamente affrontata. Il problema del disagio giovanile acuitosi in seguito alla pandemia e alle relative misure di contenimento, riguarda non solo il Canton Ticino ma anche il resto della Svizzera e la preoccupazione, sia tra gli addetti ai lavori che nella popolazione, è generalizzata. In un articolo apparso sul sito Swissinfo del 16 febbraio 2021 viene ad esempio sollevato il problema partendo da un caso concreto di violenza giovanile avvenuto a Zurigo e in quell’occasione anche un portavoce di Pro Juventute interpellato dal giornalista riporta che “la pressione sui bambini e sui giovani a causa della pandemia è grande”.

È noto che pandemie, catastrofi naturali o altri eventi di crisi rappresentino una minaccia anche per la salute mentale della popolazione più fragile. Recenti studi hanno riscontrato l’impatto negativo costante della situazione relativa al COVID-19 sulla salute mentale, con il 16-18% dei partecipanti che mostrano sintomi di ansia e depressione. Le prime evidenze sembrerebbero indicare che i soggetti più esposti al rischio di sviluppare problemi di salute mentale siano, oltre ad altre categorie, i giovani.

Disagio che non si manifesta evidentemente solo attraverso un indicativo aumento di reati penali, ma anche con un disagio psicologico generalizzato che emerge da più parti e coinvolge sia minorenni che giovani adulti. Sui media si apprende pure di un aumento di ansia tra studenti universitari, le cui testimonianze concrete sono allarmanti. Tra essi, c’è chi dice addirittura di aver seriamente preso in considerazione la possibilità di abbandonare gli studi. Sempre attraverso i servizi apparsi su alcuni organi di stampa, viene confermato come l’aumento del disagio, ansia e timori per il futuro sono i sentimenti con cui si trovano confrontate anche le linee telefoniche del “Telefono amico”.

Se è vero che tutti stanno soffrendo per la particolare situazione, è altrettanto vero che, a nostro avviso, i giovani meritano un’ attenzione e una tutela maggiore. La salute fisica è sicuramente una priorità ma anche la salute mentale ha la stessa importanza primaria. Per questi motivi crediamo che il tema meriti un approfondimento serio e puntuale che coinvolga tutti i gli attori del mondo politico, giudiziario, medico ed educativo.

L’approccio deve essere trasversale e multidisciplinare perché solo tramite un ampio coinvolgimento di tutti gli attori è possibile trovare delle soluzioni efficac, tempestive e concrete a favore della nostra gioventù.

Pertanto, si chiede al lodevole Consiglio di Stato di:

  • creare con urgenza un “tavolo di lavoro” efficace e concreto che coinvolga più profili e più attori al fine di trovare un approccio trasversale e condiviso al problema del crescente disagio giovanile.
  • il gruppo sarà composta da: magistrati, autorità di protezione, psicologi, associazioni che tutelano i giovani, educatori e rappresentanti delle autorità politiche.
  • il tavolo di lavoro presenterà un Rapporto comprensivo di misure opportune ed immediatamente applicabili, comprensive di eventuali proposte di modifiche legislative necessarie da sottoporre al Parlamento cantonale.

Fiorenzo Dadò, Sabrina Aldi (Lega) e Nicola Corti (PS).