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Istituiamo un’ora per rispondere alle interpellanza

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Segue a un’iniziativa generica presentata nel 2011 che chiedeva di istituire un’ora delle risposte alle interpellanze: non0stante i giudizi favorevoli, non si è mai concretizzato nulla. Dunque, Franscella invia un’iniziativa elaborata.

“Nelle conclusioni del rapporto la Commissione, che invitava il Parlamento a respingere formalmente l’iniziativa parlamentare, dava incarico all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio di attuarne il contenuto nell’ambito delle sue competenze. La richiesta era quindi accolta, anche se l’applicazione diventava competenza dell’Ufficio presidenziale.

Nonostante qualche timido tentativo iniziale di messa in opera da parte dell’Ufficio presidenziale, non fu però dato grande seguito alla richiesta commissionale e l’ora delle risposte rimase una chimera, sebbene il problema della pianificazione temporale delle risposte alle interpellanze sia riconosciuto da diversi deputati.

Infatti l’organizzazione attuale delle risposte da parte dei direttori dei Dipartimenti avviene casualmente, senza alcuna programmazione anticipata o coordinazione con altri Dipartimenti. Accade quindi sempre più frequentemente che ogni direttore di Dipartimento raggruppi le diverse interpellanze pendenti e comunichi le relative risposte prima o dopo le sue trattande, magari nel bel mezzo dei lavori parlamentari (quando vi sono all’ordine del giorno altri temi più impellenti e importanti), con il risultato di non avere l’attenzione dei parlamentari (concentrati sui temi all’ordine del giorno), di allungare oltre misura le sedute stesse e di impedire di fatto l’evasione di tutte le trattande all’ordine del giorno nei tempi prestabiliti.

Stabilire una fascia oraria (di regola della durata di 60 minuti al massimo) il primo o il secondo giorno (a dipendenza della disponibilità dei Consiglieri di Stato) della seduta parlamentare contribuirebbe sicuramente a una migliore organizzazione delle riunioni, evitando nel contempo di interrompere i ritmi dei lavori parlamentari.

Visto che nemmeno nel rapporto del 13 marzo 2018 della Commissione speciale sulla revisione della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC) del 24 febbraio 2015 si fa accenno a questa proposta, sostenuto dalla sottoscrizione di altri 35 deputati, propongo che, nella forma dell’iniziativa parlamentare elaborata, la LGC venga modificata nel seguente modo:

Art. 97 cpv. 1bis e 1ter (nuovi)

1bis L’Ufficio presidenziale stabilisce per ogni seduta parlamentare, secondo necessità e tenuto conto delle esigenze dell’ordine del giorno e della presenza dei Consiglieri di Stato, una fascia oraria dedicata alle risposte alle interpellanze. Essa è parte integrante dei lavori parlamentari.
1ter L’elenco delle interpellanze alle quali verrà data risposta è trasmesso dal Consiglio di Stato all’Ufficio presidenziale almeno 3 giorni prima della seduta.

Si tratta così di introdurre nella LGC una norma che dia competenza all’Ufficio presidenziale di stabilire, per ogni seduta, un’ora delle risposte alle interpellanze. Affinché l’Ufficio presidenziale possa assolvere adeguatamente questo compito, è necessario che riceva dal Consiglio di Stato, con sufficiente anticipo (almeno 3 giorni) rispetto all’inizio della seduta, l’elenco delle interpellanze cui verrà data risposta.

“A scanso di equivoc si ritiene inoltre opportuno chiarire, nel nuovo cpv. 1bis, che l’ora delle risposte alle interpellanze fa parte dei lavori parlamentari a pieno titolo, indipendentemente dal momento in cui viene inserita all’ordine del giorno della seduta.

Claudio Franscella, PPD

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