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Per un maggior sostegno all’occupazione degli over 50

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A. IL PROBLEMA

Situazione in Ticino e in Svizzera

In Ticino, dati delle scorse settimane, sono 8’100 le persone in assistenza. Un quarto di esse, 2’000, appartengono alla fascia di età che va dai 50 ai 64 anni. Una fascia delicata che in caso di perdita del posto di lavoro fatica – le cifre lo dimostrano – a ricollocarsi nel mondo del lavoro ricadendo nella categoria dei disoccupati di lunga durata. Il Ticino è confrontato con una crescente precarietà sociale e con una difficile situazione del mercato del lavoro, testimoniata anche dai dati cantonali che parlano di oltre 10’000 disoccupati. Un ulteriore dato significativo è quello dei 266 milioni di franchi versati in sussidi di cassa malati a 110’000 ticinesi.

Un esempio che ha peggiorato la situazione in Ticino

Il nostro Cantone tra il 2004 ed il 2016, dunque in 12 anni, ha perso quasi 2’000 posti di lavoro solo in ambito bancario. Questo è dovuto principalmente alla crisi della piazza finanziaria luganese che ha pagato un conto salatissimo. Nel resto della Svizzera gli impieghi, anziché diminuire così come accaduto in Ticino, sono addirittura aumentati. Tra queste migliaia di persone che si sono improvvisamente trovate senza un posto di lavoro vi sono sicuramente numerosi cinquantenni. Non è un caso che oggi questa conferenza stampa si svolga a Chiasso, altro luogo simbolo di una piazza finanziaria ticinese sempre più in crisi che ha visto questa cittadina perdere migliaia di posti di lavoro e che è diventato il comune con la più alta percentuale di persone in assistenza.

Il profilo di chi fatica a rientrare nel mercato del lavoro

Spesso e volentieri si tratta di persone con carenze dal punto di vista della formazione professionale, con diplomi obsoleti o con difficoltà nel riqualificarsi. Anche la salute, che risente sicuramente del passare degli anni e delle situazioni difficili dal punto di vista professionale, è un fattore che condiziona molto l’assunzione. C’è però anche dell’altro.

Per tornare al caso della piazza finanziaria vale la pena ricordare che tra chi è rimasto senza un posto di lavoro vi sono persone con esperienze e curriculum importanti. Persone che purtroppo a causa di fattori come la concorrenza e l’alto costo salariale per il datore di lavoro (gli oneri) incontreranno non poche difficoltà a firmare un nuovo contratto.

Ritrovare un impiego è possibile ma a caro prezzo

Vi sono molti datori di lavoro sensibili alla situazione dei nostri cinquantenni che fanno di tutto per offrire loro nuove prospettive e opportunità. Ve ne sono poi altrettanti che, confrontati con i costi salariali non indifferenti degli over 50, propongono sì dei posti di lavoro ma a salari nettamente inferiori, con funzioni che non rispecchiano le competenze della persona e addirittura con tempi parziali e/o irregolari. Soprattutto quest’ultima condizione rende ancora più difficile la ricerca di un altro lavoro per tentare di aumentare la percentuale di impiego.

Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc)

La L-rilocc è senza dubbio uno strumento importante a diposizione di tutto il Cantone. Questa legge non risulta però più attuale. E non è neppure in grado di rispondere al crescente problema dei cinquantenni disoccupati e in assistenza. Serve di conseguenza un rapido rafforzamento della stessa per correre in aiuto alle persone in difficoltà.

È una questione di riconoscenza e di dignità

Lavorare tutta una vita per poi terminare la propria carriera in assistenza è qualcosa che in un Paese civile e benestante come il nostro non può e non deve accadere. È un’ingiustizia che in quanto tale affligge molte persone ed è motivo di una profonda vergogna e di una forte umiliazione. L’entrata nell’assistenza è da molti considerata come una sconfitta e un fallimento personale. Riflessioni che generano sentimenti negativi di emarginazione, di peso per la società e di inutilità. La mancanza di lavoro ha dunque implicazioni che vanno ben oltre quello che si potrebbe pensare. Inoltre questa situazione rischia di ripercuotersi anche sui figli. Questo perché spesso, quando questi lavoratori perdono il posto di lavoro, hanno figli ancora agli studi, con tutti gli oneri che comporta una formazione accademica. Il pericolo è quindi, non solo di aver interrotto una carriera professionale pensando al lavoratore over 50, ma anche quello di mettere a rischio l’inizio di un nuovo percorso professionale.

B. CIÒ CHE È GIÀ STATO FATTO E CIÒ CHE SI È PROVATO A FARE

Il PPD, da sempre molto sensibile ai problemi occupazionali e delle famiglie nel nostro Cantone, ritiene che sia arrivato il momento di dare una risposta concreta, efficace e rapida ai problemi dei cittadini. Nel recente passato si è tentato in vari modi di intervenire; la situazione attuale mostra però che non si è riusciti ad essere sufficientemente efficaci. Il PPD intende dunque affrontare nuovamente la questione, proponendo una serie di misure

che possano contribuire ad alleviare queste difficoltà. Misure che in parte erano già state oggetto di una mozione PPD, a firma Dadò-Agustoni-Berardi-Guidicelli, presentata nel febbraio 2015 intitolata “Per un utilizzo sociale dei 56 milioni della Banca Nazionale”. Allora il Ticino aveva beneficiato di 56 milioni di franchi derivanti dagli utili della BNS. Il PPD chiedeva di integrare, nell’ambito della revisione della L-rilocc, misure a favore dei disoccupati ultra cinquantenni, dei giovani disoccupati, dei disoccupati svantaggiati e la reintroduzione delle indennità cantonali di disoccupazione.

Il PPD si è dunque già attivato da tempo su questo fronte proponendo varie misure in parlamento a favore di un mercato del lavoro sostenibile. Di seguito un breve riassunto delle principali proposte degli scorsi anni, oltre a quella già menzionata nel paragrafo precedente:

• I granconsiglieri Fonio e Dadò hanno recentemente (12 marzo 2018) presentato un’iniziativa cantonale per l’introduzione dell’obbligo per le aziende di informare i dipendenti vittime di abusi salariali in modo da tutelare i lavoratori.
• Il Gran Consiglio ha accolto lo scorso gennaio l’iniziativa parlamentare generica presentata dai deputati PPD del Mendrisiotto (Fonio, Agustoni e Pagani) volta a chiedere una verifica sistematica di tutte le domande di nuovi permessi di lavoro per arginare il fenomeno del dumping salariale.
• L’emendamento firmato da Fonio e Jelmini e accolto nell’ambito della modifica della legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) il 14 aprile 2017, che prevede che l’offerente, prima di far capo a manodopera a prestito, dovrà rivolgersi agli uffici regionali di collocamento e verificare che non vi siano disoccupati in grado svolgere il lavoro oggetto della commessa.
• La mozione di Guidicelli e Jelmini del 2014 che chiedeva l’obbligo di aderire a un Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) per gli enti beneficiari dei contratti di prestazione. Il rapporto di minoranza della Commissione e finanze (relatore Dadò), che sosteneva la mozione, è stato accolto nell’ottobre del 2016.
• Nel maggio 2013 l’allora capogruppo PPD Dadò aveva presentato (insieme ai capigruppo di PLR, Lega, Verdi e UDC) un’iniziativa parlamentare generica che chiedeva di destinare il ricavato dell’amnistia fiscale al sostegno dell’occupazione in Ticino. In concreto gli iniziativisti proponevano la creazione di un fondo pubblico alimentato dai proventi dell’amnistia allo scopo di sostenere iniziative a favore del lavoro e della riqualifica professionale in Ticino. L’iniziativa è stata accolta dal Gran Consiglio il 25 novembre 2013.

Lista completa dei più importanti atti parlamentari in ambito sociale / mercato del lavoro presentati dal PPD:

12.3.2018. Fonio, Dadò. Iniziativa cantonale: Dovere di informare i dipendenti vittime di abusi salariali (non evaso – riassunto sopra)

6.11.2017. Fonio, Jelmini. Mozione: Creare una Sezione del lavoro all’interno della Magistratura e della Polizia! (non evaso)

16.10.2017. Fonio, Jelmini. Mozione: Salario minimo legale: per una legge di applicazione fedele allo spirito dell’articolo costituzionale (non ancora evaso, ma obiettivi per ora in buona parte ripresi nel messaggio 7452 sulla nuova Legge sul salario minimo)

8.5.2017. Dadò, De Rosa. Mozione: Per un ulteriore sostegno all’emendamento URC approvato dal Parlamento (evaso)

6.6.2016. Fonio, Agustoni, Pagani. Iniziativa parlamentare generica: Controllo sistematico dei nuovi permessi (accolto – riassunto sopra)

21.9.2015. Jelmini, Fonio. Iniziativa parlamentare generica: Interinali: il Cantone dia il buon esempio! (non evaso)

8.6.2015. Dadò. Mozione: Riformare gli Uffici regionali di collocamento (URC), per un aiuto concreto ai disoccupati (accolto)

3.6.2015. Fonio, Jelmini. Proposta di emendamento: Modifica della Legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb) (accolto – riassunto sopra)

23.2.2015. Dadò, Agustoni, Berardi, Guidicelli. Mozione: Per un utilizzo sociale dei 56 milioni della Banca Nazionale (evaso – riassunto sopra)

15.12.2014. Guidicelli. Mozione: Centri di gestione del traffico e di manutenzione FFS di Pollegio e Biasca; un’opportunità per riqualificare disoccupati (evaso)

22.9.2014. Guidicelli, Jelmini. Mozione: Vincolare l’adesione a un Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) per gli enti beneficiari dei contratti di prestazione (accolto – riassunto sopra)

5.5.2014. Guidicelli. Mozione: Per un’azione di collocamento dei disoccupati nel settore sanitario e sociale (accolto)

28.5.2013. Dadò e capigruppo di PLR, Lega, Verdi e UDC. Iniziativa parlamentare generica: Per l’istituzione di un fondo cantonale per favorire il lavoro (accolto – riassunto sopra)

6.5.2013. Agustoni, Dadò. Iniziativa parlamentare generica: Lavoro: Stato e para-Stato non discriminino i ticinesi (accolto)

14.3.2011. Guidicelli, Boneff, Ghisolfi, Peduzzi. Iniziativa parlamentare generica: Modifica della Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc) del 13 ottobre 1997 (evaso)

29.11.2010. Guidicelli. Iniziativa parlamentare generica: Modifica della Legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 (Un figlio, un assegno, anche per le persone senza attività lucrativa) (evaso)

C. LE PROPOSTE DEL PPD

Alcune fasce della popolazione, come si è visto, soffrono più di altre la situazione precaria del mercato del lavoro. Il PPD ha deciso quindi di intervenire in modo da calibrare al meglio ed ottimizzare l’impatto delle misure proposte, così da mantenere un rapporto costi-benefici sostenibile per le finanze dello Stato. Il PPD chiede al Cantone di intensificare gli sforzi a sostegno dell’occupazione degli over 50 che, da soli, rappresentano la metà dei disoccupati di lunga durata ed hanno chiare difficoltà nel reinserirsi nel mercato del lavoro.

Il PPD, tramite atti parlamentari che verranno presentati nelle prossime settimane, mira a modificare la Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc) così da ridurre ulteriormente il rischio, per gli ultra cinquantenni che hanno perso il posto di lavoro e che hanno esaurito le indennità di disoccupazione, di cadere in assistenza.

Il PPD proporrà in particolare di intervenire sull’Art. 5 L-rilocc dedicato all’assegno di inserimento professionale. Attualmente la legge prevede un sussidio per l’assunzione di disoccupati residenti che hanno esaurito il diritto alle prestazioni previste dalla LADI o che beneficiano di prestazioni assistenziali. Il sussidio ammonta a un massimo del 60% del salario d’uso per una durata fino a 12 mesi e non prevede differenziazioni in base all’età. La proposta del PPD si prefigge di potenziare ulteriormente questa misura a beneficio delle persone con più di 50 anni.

Al momento l’unico sostegno specifico all’assunzione di persone disoccupate di età uguale o superiore a 55 anni previsto dalla L-rilocc è definito dall’Art. 5a e prevede il finanziamento del contributo di risparmio LPP a carico del datore di lavoro in caso di assunzione di persone disoccupate di età uguale o superiore a 55 anni, per un ammontare massimo di 500 franchi al mese. Per il PPD questa misura non è sufficiente.

Per affrontare il problema servono misure più incisive a livello di importo e di durata del contributo. Inoltre va abbassata la soglia d’età a partire dalla quale si può accedere alle misure di sostegno.

Per la categoria degli over 50 il PPD propone quindi di modulare la durata dell’assegno di inserimento in base all’età del disoccupato, garantendone un prolungamento oltre i 12 mesi attualmente previsti. Concretamente al periodo di base garantito dall’Art. 5 L-rilocc si aggiungerebbe un periodo ulteriore, differenziato per età, con un contributo stabilito nel modo seguente:

Molti Cantoni svizzeri prevedono già una differenziazione degli assegni di inserimento in base all’età dei beneficiari (garantendo per esempio alle categorie più anziane una durata più lunga del contributo oppure un importo maggiore).

L’aumento progressivo della durata del sostegno tramite assegni di inserimento viene ritenuto dal PPD una proposta efficace ed è giustificata dai fatti. Di regola, più una persona invecchia, maggiore sarà la sua difficoltà ad essere reintegrata nel mercato del lavoro. Con la misura proposta il PPD intende contrastare questa dinamica negativa: 60% del salario a chi ha tra 50 e 54 anni per 12 mesi, 60% del salario a chi ha tra 55 e 60 per 24 mesi, 60% del salario a chi ha più di 60 anni per 26 mesi.

Obiettivi di questa misura:

–  incentivare l’assunzione degli over 50 disoccupati o in assistenza.

– scongiurare concretamente il rischio che una persona che ha lavorato tutta una vita, termini la propria carriera in assistenza.

- sostenere finanziariamente le aziende che si impegnano nella formazione e nel reinserimento professionale di manodopera over 50.

- combattere la spirale negativa di svantaggi e pregiudizi (efficienza, flessibilità…) con i quali sono confrontati i lavoratori in età avanzata.

- favorire l’assunzione di manodopera indigena.

L’eventuale costo che questa modifica di legge potrebbe generare andrebbe compensato con gli incassi straordinari di cui sta beneficiando il Cantone. Si pensi ad esempio ai milioni in arrivo dalla Banca Nazionale Svizzera. La situazione che si ripresenta ora è infatti simile a quella del 2015 descritta in precedenza. L’annata record 2017 della BNS avrà ripercussioni sulla distribuzione dell’utile a Cantoni e Confederazione e ciò si tradurrà in un aumento dell’incasso a favore del Ticino. A fronte dei 28 milioni messi a preventivo per il 2018 le casse cantonali dovrebbero incassarne 56. Questa occasione straordinaria deve rappresentare un’opportunità per rendere partecipi del versamento in arrivo dalla BNS coloro che sono in difficoltà.

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