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Iniziativa parlamentare

La questione dell’aeroporto di Lugano-Agno ha messo in evidenza una lacuna per quanto attiene le responsabilità sociali dello Stato nell’ambito della gestione delle risorse umane. Come noto LUGANO AIRPORT SA (LASA) lo scorso anno è stata posta in liquidazione con conseguente licenziamento dei suoi collaboratori. La società aveva una partecipazione azionaria interamente pubblica, 87.5% Città di Lugano e 12,5% Stato del Cantone Ticino.

Al momento della liquidazione di LASA, il Municipio di Lugano, su richiesta dei sindacati, ha deciso di mettere a disposizione risorse finanziarie per allestire un piano sociale a beneficio delle collaboratrici e dei collaboratori. I sindacati avevano invitato anche il Consiglio di Stato, in considerazione della partecipazione azionarie del Cantone Ticino, a contribuire al piano sociale.

A fronte dell’indisponibilità del governo cantonale, motivata dalla mancanza di una base legale, si è reso necessario presentare la richiesta tramite atto parlamentare e ottenere dal Gran consiglio nella seduta dello scorso 22 febbraio il contributo richiesto. Nel dibattito parlamentare dello scorso 24 febbraio attorno alla Mozione “Aeroporto di Lugano: gli impegni non finiscono il 31 maggio 2020” numerosi interventi, tra i quali anche quello del Direttore DT, hanno sollevato la difficoltà a sostenere i dipendenti colpiti unicamente a causa della mancanza di basi legali. Alla fine il contributo finanziario richiesto è stato concesso ma in forma eccezionale.

Questa vicenda ha dunque fatto emergere la necessità di codificare le responsabilità dello Stato per situazioni analoghe. Certo suona strano che la responsabilità sociale abbia la necessità di una base legale per essere attuata. E lo è ancora di più se il datore di lavoro è lo Stato che dovrebbe fungere da esempio al settore privato, non solo garantendo la correttezza nella conduzione del personale ma anche assumendo responsabilità sociale nei confronti di lavoratrici e lavoratori colpiti da una ristrutturazione o chiusura di un’azienda gestita in parte o totalmente dall’ente pubblico.

Ma, alla luce del rifiuto del Governo cantonale che ha reso necessaria una decisione del Parlamento, occorre precisare la responsabilità dello Stato anche nel caso di ristrutturazioni, liquidazioni o fallimenti di aziende che prevedono una partecipazione azionaria del Cantone Ticino.

Per questi motivi chiediamo:

• vengano create le basi legali che impegnino il Canton Ticino, laddove sussiste una sua totale o parziale partecipazione in Enti o Aziende, ad impegnarsi nell’allestimento di un piano sociale a beneficio dei dipendenti toccati da una ristrutturazione.

• vengano modificate le disposizioni legali esistenti che precisano le condizioni di partecipazioni in capitale azionario da parte dello Stato del Cantone Ticino

Lorenzo Jelmini, Maddalena Ermotti Lepori, Sara Imelli, Giorgio Fonio, Nadia Ghisolfi, Claudio Isabella, Giovanni Berardi, Alessio Ghisla a nome del Gruppo PPD.