Nella sua seduta del 6 novembre 2019, il Consiglio federale ha deciso di mantenere il tasso d’interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria all’1 per cento. Questo è il tasso minimo che deve essere corrisposto sull’avere di vecchiaia nel regime obbligatorio giusta la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP).

Ai sensi della legge, per la fissazione del tasso d’interesse minimo sono determinanti l’andamento delle obbligazioni della Confederazione e l’andamento di azioni, obbligazioni e immobili. Prima di decidere, il Consiglio federale consulta la Commissione federale della previdenza professionale (Commissione LPP) e le parti sociali.

Il rendimento delle obbligazioni della Confederazione è basso: alla fine del 2018, il tasso d’interesse corrisposto sulle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni era pari a -0,15 per cento, mentre alla fine di settembre del 2019 era addirittura di -0,70 per cento. La performance di azioni, obbligazioni e immobili è invece complessivamente molto positiva. Nel caso delle azioni, l’andamento negativo del 2018 è stato più che compensato dai buoni rendimenti registrati nell’anno in corso. L’anno scorso lo Swiss Performance Index ha perso l’8,6 per cento, tornando però a crescere nel 2019, con un aumento del 24,4 per cento fino a fine settembre. Anche le performance di obbligazioni e immobili rimangono positive. Considerati il buon andamento dei mercati finanziari nell’anno in corso e il basso livello del tasso d’interesse minimo, una riduzione di quest’ultimo non è giustificata. L’attuale basso livello dei tassi d’interesse sui mercati finanziari non rende opportuno però nemmeno un aumento del tasso d’interesse minimo.

Anche tra le parti sociali e all’interno della Commissione LPP la maggioranza si è espressa a favore del mantenimento del tasso attuale.

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