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La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha discusso con il responsabile degli affari esteri Ignazio Cassis e dell’economia Guy Parmelin delle priorità della nuova legislatura in materia di politica estera, europea e commercio estero. La CPE-S si è espressa sulle future priorità della politica estera ed è stata informata sull’orientamento strategico della nuova legislatura.

Nell’ambito della discussione sulla politica europea, la Commissione è stata informata sullo stato delle trattative relative ai chiarimenti sull’Accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) auspicati dal Consiglio federale. In particolare, si è occupata dell’interazione tra i dossier politicamente legati all’Accordo quadro, ossia l’equivalenza borsistica e il contributo della Svizzera alla coesione. La Commissione ha inoltre discusso delle ripercussioni degli imminenti negoziati sulle future relazioni tra l’UE e il Regno Unito sullo sviluppo delle relazioni svizzere con l’UE. Ha inoltre affrontato il tema delle prospettive di partecipazione al programma di ricerca «Horizon» e dell’impatto economico del riconoscimento tecnico dei prodotti medtech svizzeri nell’UE nonché del loro eventuale mancato riconoscimento. In vista dell’imminente Brexit, il ministro degli esteri Cassis ha fornito informazioni sulla strategia per gestire le future relazioni con il Regno Unito.

Nel più ampio contesto della politica estera, la Commissione si è occupata in particolare della definizione della strategia della cooperazione internazionale e dello status della candidatura della Svizzera quale membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU. La CPE-S è stata inoltre informata della situazione in Medio Oriente e del conflitto tra Iran e USA. In particolare, ha discusso il ruolo della Svizzera come potenza protettrice nel rappresentare gli interessi degli Stati Uniti in Iran. In questo contesto è stata sottolineata la necessità dell’assoluta discrezione e fiducia nell’esercizio dei mandati di protezione. La Commissione ha inoltre sottolineato l’importanza dei buoni uffici che la Svizzera può offrire quale mediatrice neutrale nei conflitti internazionali.

In materia di politica economica estera, la CPE-S è stata informata sullo stato dei negoziati relativi ai diversi accordi di libero scambio; la Commissione è stata in particolare aggiornata sulle discussioni con il Mercosur, gli Stati Uniti e la Cina. Al centro delle discussioni vi erano anche le sfide che l’Organizzazione mondiale del commercio deve affrontare, segnatamente a causa dei blocchi che pregiudicano l’operatività del suo organo d’appello. La CPE-S si è infine occupata delle questioni in sospeso con l’UE, principale partner commerciale della Svizzera.

PARTECIPAZIONE DEL PARLAMENTO ALLA POLITICA ESTERA

La CPE-S ha trattato tre oggetti che riguardano diversi aspetti della partecipazione del Parlamento alla politica estera: il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 18.4104 della CPE-S Consultazione e coinvolgimento del Parlamento nel settore della “soft law”, la mozione 19.3170 Rieder Base giuridica per tutelare il diritto di partecipazione e di decisione del Parlamento, del Popolo e dei Cantoni per quanto concerne l’attuazione dell’accordo quadro nonché la mozione 18.4396 Arslan Più trasparenza e più informazioni sui negoziati per gli accordi di libero scambio.

In presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, la Commissione ha discusso ampiamente sulla ripartizione delle competenze nel settore della politica estera. Essa ha concluso che il ruolo del Parlamento per quanto concerne l’elaborazione della soft law deve essere analizzato approfonditamente nel quadro di una sottocommissione. L’analisi ha lo scopo di mostrare se vi è bisogno di legiferare per garantire i diritti di partecipazione parlamentare in politica estera, anche per quanto concerne la soft law. La Commissione ha rinviato la decisione sulla mozione 19.3170 Rieder. Essa intende riprendere la questione della partecipazione di Parlamento, Popolo e Cantoni nell’ambito dell’attuazione dell’Accordo quadro, al momento in cui quest’ultimo è effettivamente in fase di discussione. La mozione 18.4396 Arslan è stata respinta con 4 voti contro 4, 2 astensioni e il voto decisivo del presidente.

ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO CON IL MERCOSUR: DECISIONI SU DUE INIZIATIVE CANTONALI

Con 9 voti contro 2 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di non dare seguito all’iniziativa del Cantone del Giura 19.302 Togliere i prodotti agricoli dall’accordo con il Mercosur nell’interesse dell’agricoltura giurassiana. La maggioranza della Commissione reputa che un accordo di libero scambio con il Mercosur sarebbe nell’interesse dell’economia svizzera, la quale dipende fortemente dalle esportazioni. Inoltre, poiché la diversificazione degli sbocchi commerciali è essenziale per il nostro Paese, il Mercosur rappresenterebbe un partner importante. La minoranza della Commissione rileva invece l’impatto negativo di un simile accordo sotto il profilo dello sviluppo sostenibile, e ricorda che le condizioni di produzione esistenti nei Paesi del Mercosur non rispettano le norme applicate in Svizzera.

La CPE-S ha pure deciso, con 7 voti contro 4 e 1 astensione, di sospendere l’esame dell’iniziativa del Cantone di Ginevra 19.313 Trattato di libero scambio con il Mercosur. Ginevra deve impegnarsi per un referendum. La Commissione prenderà la sua decisione in occasione della seduta del 10 febbraio 2020, dopo che il Consiglio federale avrà chiarito la questione relativa alla possibilità di sottoporre il trattato a referendum facoltativo.

ALTRE DECISIONI

Con 9 voti contro 0 e 4 astensioni, la Commissione ha deciso di non dare seguito alla petizione 19.2019 Piattaforma per la pace e la solidarietà. Sospendere la ratifica dell’accordo di libero scambio con la Turchia. La CPE-S ritiene che spetti al Consiglio federale stabilire il momento opportuno per notificare alla Turchia la ratifica dell’accordo. Alcune voci in seno alla Commissione hanno tuttavia espresso preoccupazione circa le limitazioni dei diritti umani in Turchia e hanno ricordato che la revisione dell’accordo include rimandi agli strumenti internazionali per la protezione dei diritti umani, che le parti dell’accordo si sono impegnate a rispettare.

La Commissione ha inoltre deciso, con 8 voti contro 0 e 2 astensioni, di non dare seguito alla petizione 19.2018 Associazione Svizzera-Palestina. Gaza – i crimini di guerra devono essere giudicati. La CPE-S osserva che diverse misure auspicate dalla petizione sono già in fase di attuazione e che alcune altre non raggiungerebbero gli obiettivi desiderati. Alcuni membri della CPE-S hanno evocato la possibilità di utilizzare misure individuali o il blocco dei fondi, come già fatto da alcuni Paesi.

Infine, la Commissione ha deciso di rinviare la decisione sull’iniziativa parlamentare 19.474 (Sommaruga Carlo) Friedl Claudia. Trattato sul divieto delle armi nucleari. Approvazione da parte dell’Assemblea federale. Essa attende dal Consiglio federale precisazioni relative al rapporto che questo intende pubblicare in merito all’attuazione della mozione 17.4241 (Sommaruga Carlo «Firmare e ratificare il trattato sul divieto delle armi nucleari»), in modo da poter determinare come procedere in seguito.

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