Il PS ritiene l’avanzo di 137 milioni per il 2018 positivo, nel senso che dovrà portare a investimenti in materia di lavoro, ambiente, socialità e formazione. Il risultato, sommato a quello del 2017, dimostra però che i dolorosi tagli alla politica familiare e sociale imposti con la manovra di rientro finanziario non erano necessari. Lo sgravio fiscale del 5% per le persone fisiche e giuridiche prospettato dalla destra, non può essere assolutamente accettato: costerebbe ben 75 milioni annui e in termine d’investimenti costringerebbe il Ticino a restare di nuovo al palo. 

Il Partito Socialista accoglie positivamente, ma non senza critiche l’avanzo d’esercizio di 137 milioni per il 2018 comunicato dal Cantone. Il risultato è positivo nel senso che delle finanze cantonali sane permetteranno degli investimenti indispensabili sui temi ambientali, sociali e della formazione, rinviati negli ultimi 20 anni a causa di politiche che hanno badato più al rigore finanziario rispetto a una politica di lungo termine.

Il risultato nettamente migliore rispetto ai 7,5 milioni d’avanzo preventivati mette però in evidenza il doloroso percorso per ottenere le cifre nere subito dal ceto medio-basso della popolazione, in particolare con la manovra di rientro finanziario con cui sono stati imposti tagli alla politica familiare, agli assegni integrativi e di prima infanzia AFI/API, ai sussidi cassa malati. Tagli a cui ci siamo opposti con i referendum, impedendo che i beneficiari degli aiuti a domicilio fossero costretti a pagare di più per delle prestazioni vitali come previsto inizialmente dalla manovra.

L’avanzo di 130 milioni migliore rispetto al preventivo per il 2018 va sommato a quello di 80,4 milioni invece dei 34 milioni di deficit preventivati per il 2017: 114 milioni in più rispetto a quanto previsto! Dei dati che permettono di affermare che la situazione catastrofica delle finanze descritta in vista del pacchetto di risparmi fosse il risultato di un eccesso di pessimismo volto a imporre tagli alla politica sociale e familiare. Dolorosi tagli, non necessari, subiti in particolare dalla popolazione con i redditi più bassi.

Un eccesso di prudenza che Plr, Ppd e Lega non hanno però utilizzato quando hanno deciso che avrebbero regalato il 70% di sconto a chi avrebbe dichiarato dei capitali celati allo Stato con l’autodenuncia esente da pena. Una decisione a cui ci siamo opposti, ricorrendo al Tribunale federale che con una sua sentenza ci ha dato ragione. Se il PS non avesse ricorso, al Cantone sarebbero mancati ben 150 milioni in tre anni!

Ora si tratta d’investire nel futuro del Cantone, in particolare per quanto riguarda la tutela delle condizioni di lavoro e dei salari, nel trasporto pubblico e lo sviluppo della mobilità dolce, la formazione così come nel risparmio energetico, le energie rinnovabili e la protezione del clima. Al contrario, lo sgravio fiscale del 5% per le persone fisiche e giuridiche prospettato dai liberali e dalla destra non può assolutamente essere accettato. Costerebbe ben 75 milioni all’anno alle casse del Cantone, a beneficio unicamente di persone particolarmente facoltose e multinazionali, impedendo investimenti che attendono da troppo tempo di essere realizzati.

Igor Righini – Presidente PS
Ivo Durisch – Capogruppo PS al Gran Consiglio