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La neocostituita Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si è riunita per la prima volta e si è informata sui diversi temi di politica estera e sui dossier in corso tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), fra cui in particolare l’imposizione dell’economia digitale, il coinvolgimento del Parlamento nella politica estera e la proroga dell’impiego di Swisscoy in Kosovo.

La Commissione ha fatto innanzitutto il punto delle relazioni fra la Svizzera e l’UE ed è stata informata in particolare sull’evoluzione dei lavori concernenti le precisazioni richieste dal Consiglio federale in merito all’accordo istituzionale. Fra gli altri oggetti trattati figuravano anche il mancato riconoscimento dell’equivalenza borsistica e la sua correlazione con altri dossier in sospeso. Sono stati pure affrontati gli effetti potenziali del mancato adeguamento dell’accordo sul riconoscimento reciproco delle valutazioni della conformità nel settore dei dispositivi medici (Medtech). Riguardo alla Brexit, la CPE-N ha tastato il polso delle relazioni fra l’UE e il Regno Unito e si è informata sullo sviluppo delle relazioni fra quest’ultimo e la Svizzera.

Per quanto concerne l’attualità internazionale, la Commissione si è informata sulle tensioni acuitesi fra l’Iran e gli Stati Uniti e sul ruolo assunto dalla Svizzera in questo contesto in veste d’intermediario privilegiato fra i due Paesi. La crisi umanitaria che dilaga nel nord della Siria è stata pure oggetto di discussione, incentrata sull’accesso limitato all’aiuto umanitario e sul sostegno che la Svizzera potrà fornire. Il conflitto nello Yemen e la pratica della Svizzera in materia di rilascio di autorizzazioni per la fornitura di pezzi staccati destinati ad alcune armi sono stati pure abbordati.

19.082 PARTECIPAZIONE DELLA SVIZZERA ALLA KFOR. PROROGA DELL’IMPIEGO DELLA SWISSCOY

La Commissione si è occupata del prolungamento della partecipazione svizzera alla Forza multilaterale di pace in Kosovo (KFOR). Il mandato attuale per l’impiego di Swisscoy (Swiss Company) nell’ambito della KFOR scade il 31 dicembre 2020. Il Consiglio federale ha proposto una sua proroga fino al 31 dicembre 2023. La CPE-N ha preparato un corapporto all’indirizzo della Commissione della sicurezza responsabile nel quale valuta una simile proroga. Con 20 voti contro 5 essa ha respinto una proposta di non entrata in materia. È stata pure respinta una proposta che mirava a limitare l’effettivo massimo di Swisscoy a 165 militari dell’esercito (15 voti contro 10).

In generale la Commissione è favorevole all’impiego di Swisscoy nonché a una proroga di tre anni secondo la proposta del Consiglio federale (14 voti contro 7 e 3 astensioni).

INIZIATIVE CANTONALI

La Commissione ha esaminato tre iniziative cantonali che vertevano sull’esclusione dell’olio di palma dall’accordo di libero scambio con l’Indonesia e su un eventuale accordo di libero scambio con la Malaysia: quelle dei Cantoni di Friborgo e Berna (18.320 e 18.317), che mirano a escludere l’olio di palma da un accordo con la Malaysia, e quella del Cantone del Giura, che si riferisce anche all’accordo con l’Indonesia (18.325). Dopo aver preso atto dei negoziati fra la Malaysia e l’Associazione europea di libero scambio (AELS), di cui la Svizzera fa parte, in vista della conclusione di un accordo di partenariato economico, la maggioranza della Commissione si dice convinta che il Consiglio federale è consapevole dei problemi, in termini di sviluppo sostenibile e di rispetto dei diritti umani, correlati alla produzione dell’olio di palma. Un’approvazione sarebbe controproducente. Per la minoranza, gli sforzi ora in atto sono insufficienti. La Commissione ha deciso di non dare seguito alle seguenti iniziative cantonali con le modalità di voto indicate: 18.325 Cantone del Giura: 15 voti contro 4 e 5 astensioni; 18.320 Cantone di Friborgo: 15 voti contro 9 e 1 astensione; 18.317 Cantone di Berna: 15 voti contro 8 e 2 astensioni.

PARTECIPAZIONE DEL PARLAMENTO ALLA DEFINIZIONE DELLA POLITICA ESTERA

La Commissione ha esaminato l’iniziativa parlamentare 18.466 del gruppo UDC «Far approvare il diritto non vincolante dall’Assemblea federale». Nell’ambito dell’esame preliminare si è pure occupata del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 18.4104 della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) «Consultazione e coinvolgimento del Parlamento nel settore della «soft law». Essa era al corrente della decisione delle CPE-S del 13 gennaio 2020 di istituire una sottocommissione incaricata di esaminare se vi sia la necessità di legiferare per garantire i diritti di codecisione del Parlamento in materia di politica estera anche in relazione alla soft law. La CPE-N vede pure a questo proposito la necessità di legiferare. Per i prossimi lavori commissionali essa ha sottolineato l’importanza di una procedura coordinata con la CPE-S. Consapevole di questa aspetto e avendo preso conoscenza dei lavori della CPE-S, con 14 voti contro 11 ha deciso di dare seguito all’iniziativa parlamentare. Riguardo all’attuazione dell’iniziativa ha inoltre fatto notare che questa dovrà essere realizzata nell’ambito di un processo dai risultati aperti.

IMPOSIZIONE DELL’ECONOMIA DIGITALE

Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha informato la CPE-N sullo stato dei lavori nell’OCSE in merito al progetto di imposizione dell’economia digitale. La discussione di politica fiscale condotta a livello internazionale e innescata inizialmente dalla digitalizzazione dell’economia si è nel frattempo ampliata divenendo un importante progetto dell’OCSE e del G20 volto a modificare le regole d’imposizione per i gruppi multinazionali in generale. La Commissione si è informata sullo stato del progetto, sulla strategia della Svizzera e sulle sue possibilità d’influenza. Ha inoltre chiesto ragguagli in particolare sui possibili settori interessati e sull’entità delle potenziali perdite fiscali. Riguardo all’ulteriore modo di procedere a livello interno, la Commissione ha affermato che si aspetta che il Consiglio federale e l’Amministrazione la informino in modo completo quanto prima possibile e che la coinvolgano.

PETIZIONE 19.2019. PIATTAFORMA PER LA PACE E LA DEMOCRAZIA. «SOSPENDERE LA RATIFICA DELL’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO CON LA TURCHIA»

La Commissione ha espresso preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in Turchia e per l’invasione della Siria da parte della Turchia contraria al diritto internazionale. Con 14 voti contro 9 e 2 astensioni la Commissione non ha però dato seguito a questa petizione, constatando che il Consiglio federale ha sospeso la notifica della ratifica dell’accordo di libero scambio aggiornato a causa dell’attuale situazione della Turchia. La Commissione ha ribadito che desidera essere consultata previamente su un’eventuale revoca di tale sospensione.

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