La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) chiede all’unanimità di approvare i disegni del Consiglio federale concernenti la lotta al terrorismo (18.071 e 19.032), che prevedono un’estensione del catalogo delle misure preventive di polizia e dei provvedimenti di diritto penale.

La Commissione era già entrata in materia sull’oggetto 18.071 nel mese di gennaio e sull’oggetto 19.032 in ottobre sostenendo l’approccio proposto. Aveva inoltre sentito diversi Cantoni ed esperti, e chiesto informazioni supplementari al DFGP.

Nella deliberazione di dettaglio la CPS-S aveva ampiamente appoggiato i due disegni del Consiglio federale. Essa aveva sostenuto l’adeguamento del diritto penale e il miglioramento della cooperazione internazionale (18.071), pronunciandosi tuttavia all’unanimità in favore della fissazione di una pena fino a dieci anni sia per le organizzazioni criminali sia per quelle terroristiche (art. 260ter Codice penale). Il disegno del Consiglio federale prevede una commisurazione della pena diversa tra le organizzazioni criminali e quelle terroristiche. Secondo la Commissione questa differenziazione potrebbe comportare incertezze nell’interpretazione. Inoltre, queste due organizzazioni dovrebbero poter essere sanzionate con la debita severità.

Per quanto concerne l’oggetto 19.032 la Commissione propone, con 11 voti contro 1, che le misure preventive di polizia siano sì limitate a sei mesi, ma che possano essere prorogate ogni volta di ulteriori sei mesi. Il disegno del Consiglio federale prevedeva una sola proroga (art. 23g LMSI). La CPS-S propone inoltre all’unanimità che gli arresti domiciliari limitati a tre mesi possano parimenti essere prorogati ogni volta di tre mesi (anziché due volte per tre mesi, art. 23o cpv. 5 LMSI). La Commissione ritiene che contro potenziali terroristi che continuano a essere considerati pericolosi, debba poter essere pronunciata una proroga delle misure mediante decisione formale. In caso contrario, alla scadenza delle misure Fedpol avrebbe le mani legate. Lo Stato di diritto rimarrebbe garantito perché la persona interessata potrebbe ricorrere contro la decisione, in modo che occorrerebbe adempiere esigenze sempre più elevate dal profilo della proporzionalità.

Con 4 voti contro 3 e 2 astensioni la Commissione propone che Fedpol possa autorizzare deroghe agli arresti domiciliari soltanto per ragioni mediche (art. 23o LMSI). Secondo la maggioranza della Commissione l’esercizio di un’attività lucrativa o formativa, la libertà di credo o obblighi familiari non dovrebbero rientrare nei motivi di deroga – come invece propone il Consiglio federale – poiché vi sarebbe il rischio che la misura venga vanificata. Per la minoranza della Commissione gli arresti domiciliari rappresenterebbero già di per sé una misura incisiva; i motivi di deroga offrono la possibilità di garantire la proporzionalità.

Con 9 voti contro 0 e 1 astensione la Commissione propone inoltre che i dati raccolti nell’ambito della sorveglianza elettronica siano distrutti al più tardi entro 12 mesi – anziché 100 giorni – dalla conclusione della misura (art. 23q LMSI).

Il Consiglio degli Stati tratterà i due oggetti in occasione della sessione invernale. La Commissione ha per contro deciso di sospendere la trattazione della mozione 16.3673 «Provvedimenti nei confronti delle persone che costituiscono una minaccia per lo Stato» fino al termine delle deliberazioni sugli oggetti 18.071 e 19.032.

Con 6 voti contro 1 e 4 astensioni la Commissione propone infine di respingere la mozione 17.3583 «Mettere al bando l’organizzazione salafita “Leggi!” e impedire la diffusione di ideologie jihadiste».

PRESTAZIONI DI SICUREZZA PRIVATE

La CPS-S propone con 7 voti contro 4 di accogliere la mozione 16.3723 «Disciplinare finalmente a livello nazionale le prestazioni di sicurezza private», che incarica il Consiglio federale di disciplinare a livello nazionale le prestazioni di sicurezza private. Prima di adottare la sua decisione, la Commissione ha sentito una rappresentanza della CDDGP, che – come ora pure il Consiglio federale – si è pronunciata a favore della mozione. La maggioranza della Commissione ritiene che, dopo il fallimento del concordato della Svizzera tedesca, la Confederazione sia ora tenuta conformemente al principio di sussidiarietà a fare capo alla sua competenza e a stabilire in questo settore sensibile tra monopolio di Stato e imprese di sicurezza private determinati standard minimi. Una minoranza concorda che è necessario intervenire, tuttavia ritiene che non sia compito della Confederazione elaborare un disciplinamento armonizzato, bensì che si debba perseverare nella ricerca di una soluzione a livello di Cantoni.

POLVERIERA DI MITHOLZ

Senza voti contrari, la CPS-S ha deciso di proporre alla sua Camera di respingere la mozione 18.3798 «Polveriera di Mitholz. Sgombero definitivo dell’ex deposito di munizioni». Come l’autore della mozione, la CPS-S ritiene che il problema sia serio e che il deposito debba essere sgomberato. Tuttavia, visto che il Consiglio federale ha già adottato ampie misure, non è necessario che il Parlamento conferisca un ulteriore mandato. Occorre ora piuttosto portare avanti i lavori senza indugio e con la necessaria prudenza.

CORPO DELLE GUARDIE DI CONFINE

Con 11 voti contro 1, la Commissione propone di nuovo di togliere dal ruolo le iniziative 17.318 e 18.307, rispettivamente del Cantone dei Grigioni e del Cantone del Vallese, che chiedono di aumentare l’effettivo del Corpo delle guardie di confine. Una minoranza propone di non toglierle dal ruolo.

Presieduta dal consigliere agli Stati Josef Dittli (PLR, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 7 e l’8 novembre 2019. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del DFGP, e la consigliera federale Viola Amherd, responsabile del DDPS.