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Il Consiglio federale si oppone all’iniziativa popolare del Partito socialista «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)». Pur riconoscendo che per le economie domestiche i premi rappresentano un onere importante, deplora che l’iniziativa non affronti il problema dei costi. Nella sua seduta del 20 maggio 2020 ha deciso di opporre all’iniziativa un controprogetto indiretto, che prevede di vincolare la quota cantonale versata per la riduzione dei premi ai costi sanitari lordi.

L’iniziativa del Partito socialista chiede che i premi dell’assicurazione malattie obbligatoria non superino il 10 per cento del reddito disponibile. A tale scopo la riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni.

Nessun incentivo al risparmio

Il Consiglio federale riconosce che i premi dell’assicurazione malattie gravano sempre di più sul bilancio delle economie domestiche. D’altronde, negli ultimi anni la parte di alcuni Cantoni al finanziamento della RIP è fortemente diminuita. Tuttavia, il Consiglio federale critica l’iniziativa perché si concentra unicamente sul finanziamento dei sussidi, senza tenere conto del contenimento dei costi sanitari.

Si oppone in particolare al fatto che la Confederazione si ritroverebbe a dover sussidiare la maggior parte della RIP, mentre è risaputo che i costi sanitari sono fortemente influenzati dalle decisioni cantonali. È il caso, per esempio, della pianificazione ospedaliera o delle tariffe di alcuni professionisti della salute. In questo senso, l’iniziativa non crea incentivi al contenimento dei costi sanitari.

Secondo le cifre fornite nel 2016, gli iniziativisti stimano che la loro proposta costerà alla Confederazione tra 2,5 e 3 miliardi di franchi e ai Cantoni tra 0,7 e 1 miliardo, per un totale compreso tra 3,2 e 4 miliardi. Sulla base di stime proprie, il Consiglio federale giunge invece alla conclusione che, nel caso di un’eventuale entrata in vigore dell’iniziativa nel 2025, i costi supplementari ammonterebbero a 6 miliardi di franchi.

Quota più importante dei Cantoni con premi più elevati

Il controprogetto indiretto del Consiglio federale intende migliorare il finanziamento della RIP creando parallelamente incentivi a contenere l’aumento dei costi sanitari.

Il Consiglio federale propone che in futuro la quota cantonale alla RIP sia calcolata in funzione di due fattori: i costi sanitari cantonali lordi (premi + partecipazioni ai costi pagati dagli assicurati) e la parte restante del premio (premio a carico dell’economia domestica in proporzione al reddito disponibile). I Cantoni con costi più elevati e dove l’onere dei premi per le economie domestiche è più gravoso dovrebbero pagare complessivamente di più rispetto ai Cantoni con costi più bassi. Il sussidio federale, che è già vincolato ai costi sanitari, resterebbe invece invariato.

L’obiettivo del controprogetto è d’intervenire più efficacemente e durevolmente sull’onere finanziario che i premi rappresentano per il bilancio delle economie domestiche. In base alle cifre del 2017, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha valutato a 777 milioni di franchi il costo del controprogetto per i Cantoni. Rispetto all’iniziativa popolare del Partito socialista, questi costi supplementari aumenterebbero nel tempo in modo nettamente minore.

Il controprogetto del Consiglio federale rispecchia una delle proposte contenute nel rapporto in adempimento del postulato Humbel 17.3880, che chiedeva di strutturare in maniera più efficace ed equilibrata il finanziamento della RIP da parte della Confederazione e dei Cantoni. Il Consiglio federale ha adottato questo rapporto nella sua seduta del 20 maggio 2020.

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