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Come per le economie domestiche, anche le imprese devono poter ottenere un indennizzo forfettario dell’imposta sul valore aggiunto riscossa illecitamente sul canone di ricezione radiotelevisivo. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) propone unanimemente alla propria Camera di completare il disegno del Consiglio federale (19.077) con un capoverso che fissi esplicitamente nella legge questo principio.

Si trattava dell’ultima questione aperta nella deliberazione del disegno di legge «Rimborso forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo. Legge federale» (19.077). Mentre il rimborso forfettario per tutte le economie domestiche sotto forma di accredito sulla fattura del canone non è stato contestato in seno alla Commissione, nell’ultima seduta la soluzione proposta dal Consiglio federale per le imprese ha invece dato adito a discussioni. Dopo aver preso atto di un rapporto aggiuntivo dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), la CTT-S si è detta favorevole ad accogliere nel disegno del Consiglio federale una disposizione completiva. Il capoverso aggiuntivo si allinea alla proposta del Consiglio federale ma fissa in maniera esplicita questo principio nella legge. Secondo il nuovo capoverso, permane valido il diritto al rimborso delle imprese che hanno pagato il canone per la ricezione professionale o commerciale e non hanno fatto valere la deduzione dell’imposta precedente. L’UFCOM è incaricato di offrire una procedura semplice per le richieste di rimborso e si menziona inoltre espressamente che è possibile ottenere anche un indennizzo forfettario.

Nella votazione sul complesso la Commissione ha accolto il progetto 19.077 all’unanimità. L’affare sarà ora trattato nella sessione primaverile al Consiglio degli Stati.

Per quanto attiene all’iniziativa parlamentare Wicki «LRTV. No alla doppia imposizione dei consorzi» (19.413), la Commissione ha sospeso per il momento l’elaborazione di una modifica di legge, in quanto l’annunciato pacchetto di misure per la promozione dei mezzi d’informazione permetterà probabilmente di attuare la richiesta dell’iniziativa più rapidamente di una seconda revisione legislativa.

La Commissione propone alla propria Camera senza voti contrari di accogliere la mozione Bühler «Autorizzare la segnaletica bilingue sulle autostrade» (17.3952). La Commissione sostiene in questo modo la richiesta della mozione di poter utilizzare una segnaletica bilingue per i nomi degli svincoli autostradali nei luoghi la cui minoranza linguistica costituisce almeno il 30 per cento della popolazione.

Senza opposizioni e con un’astensione, la Commissione ha deciso di raccomandare alla propria Camera di respingere la mozione Guhl «La polizia deve sapere a chi è stata ritirata la patente di guida» (17.3893), che chiede di modificare la legge sulla circolazione stradale in modo che le autorità cantonali di polizia competenti per l’ammissione alla circolazione possano comunicare alla polizia i dati personali dei conducenti la cui licenza di condurre è stata revocata: lo scopo è di permettere alla polizia di riconoscerli durante i controlli automatizzati. La Commissione constata che, nei casi in cui il veicolo viene fermato e il conducente controllato, già oggi la polizia è in grado di sapere, grazie al sistema di ricerca RIPOL, se la patente di guida risulta ritirata. La CTT-S reputa perciò che tale estensione non sia indicata. La Commissione osserva inoltre che con l’aumento di modelli di car sharing, succede sempre più spesso che il proprietario di un veicolo e il suo conducente non coincidano, dando adito a molti falsi allarmi.

La Commissione ha esaminato inoltre la mozione Schmid «Adattamento delle basi legali per e-bike con pedalata assistita fino a 25 chilometri l’ora» (19.3708). La mozione chiede che i giovani dai 12 anni siano autorizzati a guidare senza licenza le e-bike con pedalata assistita fino a 25 chilometri all’ora. La CTT-S ritiene che per il turismo in Svizzera sia importante ridurre l’età minima a 12 anni, analogamente alla normativa vigente nei Paesi limitrofi e propone pertanto unanimemente alla propria Camera di accogliere la mozione.

Con 9 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione propone alla propria Camera di non aderire alla decisione del Consiglio nazionale di dare seguito all’iniziativa parlamentare Grin «Legge sulla circolazione stradale. Reintrodurre sanzioni che siano proporzionate ai reati, in modo da evitare conseguenze drammatiche a livello sia professionale sia familiare» (18.431). La maggioranza della Commissione si attiene alla decisione adottata nell’aprile dello scorso anno e osserva che il sistema a cascata per le revoche della licenza di condurre introdotto con Via Sicura sia uno strumento efficace e che pertanto questa normativa non debba essere modificata. Una minoranza chiede di aderire alla decisione del Consiglio nazionale poiché considera che il diritto in materia di circolazione stradale sia troppo severo verso quei conducenti che commettono un’infrazione lieve o moderata.

Lo scorso anno le due Camere hanno discusso il programma quadriennale inteso a sostenere i progetti relativi ai trasporti negli agglomerati. La Commissione ha presentato all’unanimità una mozione (20.3008 «Programmi d’agglomerato. Adeguare il perimetro») per ottimizzare il processo nella fase preliminare. I Cantoni, soprattutto nelle regioni di montagna, dovrebbero poter influire in modo più flessibile sul perimetro dell’agglomerato senza dover sostenere un’eccessivo onere amministrativo.

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