Nei giorni scorsi il capo del Dipartimento educazione cultura e sport (DECS) ha ribadito che il 10 agosto si conosceranno le modalità con le quali le scuole verranno riaperte in settembre. Al di là del ritardo con cui questa decisione verrà presa (di fatto tutte le sedi di scuola media e scuola superiore hanno già pianificato orari, numero di classi e nominato o incaricato docenti) rimangono irrisolte alcune questioni pratiche fondamentali.

Dalle analisi e dalle riflessioni fatte nel mondo della scuola emerge abbastanza chiaramente come la scuola a distanza, anche nella sua forma ibrida, presenta grossi limiti sia per quel che riguarda la motivazione e il carico di lavoro degli studenti e dei docenti, sia per quel che concerne l’organizzazione della vita famigliare.

In alcuni Cantoni, partendo proprio dall’idea che la scuola in presenza garantisce una migliore qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, si stanno pensando misure sanitarie (in particolare l’obbligo della mascherina laddove non sia possibile garantire la distanza sociale) che permettano il regolare svolgimento delle lezioni. Stessa direzione che sembrano aver preso alcune università.

In una recente intervista, Manuele Bertoli ha affermato che lo scenario 1 (che prevede la presenza normale in aula) sarà attuato introducendo non meglio precisate norme igieniche e di distanziamento sociale. Tra queste non ci sarebbe l’obbligo della mascherina in quanto sarà garantita la distanza tra gli allievi di un metro e mezzo. Ci chiediamo se il Consigliere sia già stato in qualcuno delle sedi di scuola media che arrivano a contare in molti casi 400 o 500 alunni oppure in una delle scuole medie superiori del Cantone che arrivano fino ad ospitare oltre 1’200 studenti; in questi istituti è praticamente impossibile, al di là della presenza in aula (ancora da verificare per molte classi di 23, 24 o 25 allievi), garantire il distanziamento sociale circolando da un’aula all’altra, durante le pause,
nella frequenza di caffetterie e mense, ecc.

L’esercito, per evitare un immediato contagio all’interno, ha sottoposto all’inizio della scuola reclute in giugno tutte le reclute e il personale a un tampone preventivo. Una soluzione adottata anche in altri contesti e che permette, se non di scongiurare i possibili contagi, per lo meno di depistare le persone positive prima dell’inizio delle attività. Una misura che potrebbe essere adottata anche nelle scuole medie e medie superiori del Cantone.

Chiediamo quindi al Consiglio di Stato:

  1. È in grado di indicare il numero medio di allievi per classe presenti nelle scuole medie e nelle scuole superiori a partire dal prossimo mese di settembre?
  2. Ritiene che con questi numeri e gli spazi a disposizione sia possibile garantire le norme igieniche accresciute e di distanziamento sociale?
  3. Si è pensato di mettere a disposizione delle scuole nuovi spazi, anche provvisori, per permettere di avere un maggior numero di classi con un minor numero di allievi?
  4. Nel caso auspicato di un’apertura normale della scuola quali sono le norme igieniche e di distanziamento sociale previste?
  5. In che modo il distanziamento sociale verrà garantito negli spazi comuni di transito (corridoi, entrate e uscite, ricreazione, mense, ecc.)?
  6. Non ritiene utile introdurre, come sembra ormai suggerire da tempo la comunità scientifica, l’obbligo della mascherina nelle scuole? Se no, per quale motivo?
  7. Come valuta la possibilità di richiedere a studenti, docenti e personale amministrativo di scaricare l’app Swiss covid?
  8. È previsto di sottoporre a tampone docenti, personale amministrativo e allievi prima dell’inizio della scuola? Se no, per quale motivo?
  9. Non teme il Consiglio di Stato che senza misure atte a garantire il distanziamento sociale e l’igiene adeguate si potrebbe rischiare di dover passare allo scenario 2 (scuola ibrida) o, peggio, ancora al terzo scenario (scuola a distanza) mettendo nuovamente studenti, docenti e famiglie in una situazione di difficoltà e di gestione del cambiamento?
  10. Qual è la procedura che verrà adottata se in una scuola dovessero presentarsi allievi o personale con sintomi sospetti o risultati positivi al tampone?

Angelica Lepori Sergi
Arigoni Zürcher – Pronzini