Con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC (art. 67), dal suo Regolamento di applicazione, i sottoscritti Consiglieri comunali sottopongono a questo Legislativo una Mozione intitolata “Alberi della vita – Cambiamento climatico: Un albero per ogni bambino”.

Premessa
Tra le sfide che sempre più siamo chiamati a confrontarci vi è sicuramente tra il cambiamento climatico. In ambito locale ed urbano, oltre a politiche che abbassino radicalmente le emissioni di CO2 è anche importate tutelare la popolazione da fenomeni atmosferici sempre più frequenti di carattere estremo. Tra questi vi è sicuramente il caldo che nelle realtà maggiormente urbanizzate raggiunge temperature estreme. Il nostro paese soffre particolarmente il surriscaldamento globale, anche perché da noi gli effetti sono più marcati della media (si parla di un innalzamento delle temperature attorno ai 2°C di media nel nostro paese allo stato attuale).
L’estate 2003 rappresentò per la Svizzera un evento straordinario, con temperature che raggiunsero addirittura i 41,5°C nella vicina Grono. L’estate del 2003 fu contraddistinta da un aumento dei decessi in Svizzera di circa 1’000 persone in più della norma. Segno che la calura può essere letale per i soggetti più fragili (in particolare anziani).

Bellinzona, esempio di equilibrio spezzato
Se in Italia la perdita di zone verdi avanza ad un ritmo di otto metri quadrati al secondo (dato ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), non si può dire che in Ticino – e nel Bellinzonese in particolare – la situazione sia molto diversa. Secondo lo studio “Gli spazi liberi del fondovalle del Cantone Ticino – Tipologia e cifre essenziali” dell’Osservatorio dello sviluppo territoriale (aprile 2015) “l’intenso uso del
fondovalle crea pressione sui suoi “spazi liberi”, intesi sia come elementi caratterizzanti del paesaggio – spazio agricolo, bosco, ecc. – sia come superfici per lo svago di prossimità, direttamente legati alla qualità di vita del cittadino”.

Fissando il limite del fondovalle alla quota di cinquecento metri, si delimita uno spazio che rappresenta sì solo il 14.4% della superficie cantonale, ma che ospita però il 90% della popolazione (oltre 300’000 persone) e quasi il 95% dei posti di lavoro totali (pp. 2-3). A livello cantonale le aree agricole sono diminuite complessivamente del 20.6% dalla fine degli anni ’70 ad oggi (p.11).

Il rapporto dell’Osservatorio dello sviluppo territoriale mostra senza ombra di dubbio “l’esiguità del fondovalle del Cantone Ticino e (!) la pressione crescente esercitata dall’urbanizzazione e più in generale dalle attività antropiche che si sviluppano in questa sensibile parte del territorio” (p. 20), soprattutto considerando il fatto che la valutazione degli spazi liberi è definita come “un valore “lordo” che non tiene conto della loro effettiva fruibilità e accessibilità”.

Ancora più allarmante è la “Statistica ticinese dell’ambiente e delle risorse naturali” (giugno 2013), in cui si fa rimarcare che negli ultimi venticinque anni, in Ticino, le superfici edificate si sono estese del 21.6%, provocando ripercussioni sull’ambiente poiché “una volta sigillato il terreno, lo scambio di aria e acqua è impedito e il suolo perde le proprie funzioni vitali, diventando inerte” (p. 6). Anche alle nostre latitudini le temperature sono in rialzo: + 1-1.5°C negli ultimi 30 anni (p. 14). I fiumi ed i laghi si riscaldano ed i ghiacciai (come il Bresciana, sulle pendici dell’Adula, che si è accorciato di 473 metri in quarant’anni) hanno i giorni contati. In Ticino si prevede la sparizione dei ghiacciai da qui al 2030.

Sempre meno spazio da condividere tra sempre più persone, un innalzamento costante delle temperature ed il peggioramento della qualità dell’aria e della vita degli abitanti del Distretto: anche per noi, è giunto il momento di cambiare paradigma.

Bellinzona 2030: coltivare il futuro della Città
Con che atteggiamento intende porsi la Città di Bellinzona nei confronti del paesaggio e della natura, al fine di preservare una qualità di vita accettabile per i suoi abitanti? A questa domanda il Municipio non ha ancora presentato una sua visione. Anche se nella pratica quotidiana si è assistito in maniera sistematica a operazioni di taglio della vegetazione e a cementificazione sia pubblica che privata, legata in buona parte ad un piano regolatore decisamente troppo permissivo e alla mancanza di una spiccata sensibilità sul tema.

Ora, per cambiare approccio alla tematica della salvaguardia del paesaggio e per creare un sentimento di appartenenza alla nuova realtà aggregata e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti della Città di Bellinzona, sarebbe auspicabile la creazione di aree verdi di svago in ogni Quartiere. Zone che, attraverso un legame profondo con la popolazione, non solo contribuirebbero ad espletare una funzione ecologica fondamentale, ma favorirebbero anche l’affermarsi di un sentimento di
appartenenza, rinnovando al contempo il legame tra Uomo e Natura. Questa operazione andrebbe senz’altro inclusa all’interno della visione in vista del piano regolatore unico della nuova Città.

Una manovra quasi a costo zero
La modifica proposta da questa mozione prevede una compensazione ecologica all’antropizzazione del paesaggio dovuta all’aumento della popolazione residente, genererà costi contenuti in ragione del numero relativamente limitato di nascite registrate annualmente nella Città di Bellinzona e del modico prezzo di listino degli alberi. Nel 2018 le nascite registrate sono state 421 (manca invece il dato sulle adozioni), mentre
il costo delle piante varia a seconda della specie: che vanno dai 7 franchi di un faggio a d’un massimo di 50 franchi per un gelso bianco (Morus alba) da 1 a 4 anni di età e di altezza compresa tra 1.5 e 2 metri.

Il costo complessivo, dell’operazione è pertanto estremamente contenuto ma dall’alto valore sia simbolico che in termine d’abbattimento del Co2 e della termoregolazione.

Proposta della mozione
Il Muncipio si impegna a piantare nel fondovalle un nuovo albero per ogni neonato/a e per ogni bambino/a adottato/a nella Città di Bellinzona”.

Per i Verdi:
Ronnie David & Marco Noi