INIZIATIVA CANTONALE (art. 106 LGC).

La cronaca del nostro cantone si è occupata di un caso che lascia davvero a dir poco basiti. Si tratta dell’eutanasia, operata da un medico veterinario a richiesta della proprietaria, un cane sano, solo perché abbaiava troppo. A prescindere dalla singola vicenda, sulla quale ci sarebbe molto da dire, si è nuovamente aperto il dibattito su quelle che sono le lacune del nostro ordinamento giuridico.

La legge federale sulla protezione degli animali (LPan) al suo art. 26 cpv. 1 let. b prevede una pena detentiva o pecuniaria per chiunque uccide animali con crudeltà o per celia. Detto altrimenti, se l’uccisione dell’animale non rientra in una tale fattispecie, l’atto non è perseguibile. Ne consegue che, l’uccisione di un animale perfettamente sano è ammessa dall’attuale legislazione. È chiaro che questa situazione non può più essere tollerata anche alla luce di situazioni concrete, come quella che sta tenendo banco in questi giorni nel nostro Cantone e oltreconfine. L’indignazione della popolazione è la prova che la percezione e la sensibilità nei confronti del mondo animale è mutata. È giunta l’ora quindi che il diritto si adatti a questa nuova realtà. Gli animali non sono oggetti, non sono cose, ma esseri viventi dotati di sensibilità e non può essere il proprietario a decidere a seconda dei suoi umori se l’animale deve vivere o morire.

Con la presente iniziativa cantonale chiediamo dunque che l’eutanasia di animali da compagnia sani sia vietata e perseguita penalmente.

Sabrina Aldi e Tamara Merlo