La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-S) ha approvato, con 17 voti contro 6 e 2 astensioni, un accordo di partenariato economico globale tra gli Stati dell’AELS e l’Indonesia ( 19.036 ). La questione dello sviluppo sosten¬ibile in relazione alla coltura della palma da olio è stata al centro della discussione.

Le discussioni si sono incentrate in particolare sulle ripercussioni commerciali dell’Accordo, nonché sulle conseguenze ambientali e sociali della produzione di olio di palma e sui meccanismi volti garantirne una gestione sana e vantaggiosa. Al termine della discussione, il comitato ha deciso senza opposizione l’entrata in materia.

La maggioranza della Commissione ritiene che l’Accordo, con il suo ampio campo di applicazione settoriale, rappresenti un successo per l’economia svizzera, la quale è fortemente dipendente dalle esportazioni. Essa sottolinea inoltre che la diversificazione delle opportunità è essenziale per la Svizzera e che il Sud-Est asiatico è una regione promettente con un potenziale di crescita economica elevato. La minoranza accoglie con favore la parte dell’Accordo relativa allo sviluppo sostenibile, ma osserva che il rispetto delle norme sociali e ambientali dei prodotti importati non è garantito.

Con 16 voti contro 8 e un’astensione, la CPE-N ha respinto una proposta dettagliata che chiedeva il disciplinamento per via di ordinanza di competenze e procedure per l’attuazione e il controllo delle disposizioni dell’Accordo in materia di sostenibilità, l’appoggio delle capacità indonesiane nell’ambito dei processi di produzione sostenibili, la concessione di permessi doganali esclusivamente a prodotti importati di olio di palma rispettosi dei criteri sociali e ambientali nonché la tenuta di un elenco di tali prodotti. La proposta prevedeva anche la presentazione di relazioni periodiche sull’attuazione.

PARTECIPAZIONE DELLA SVIZZERA ALL’AGENZIA EUROPEA PER LA GESTIONE OPERATIVA DEI SISTEMI IT SU LARGA SCALA (EU-LISA; 19.017)

Alla fine del 2016 la Svizzera ha adottato il regolamento UE che istituisce l’agenzia eu-LISA (Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala) quale ulteriore sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino. Il regolamento stabilisce che le modalità di partecipazione della Svizzera devono ancora essere definite.

La Svizzera e gli altri tre Stati associati a Schengen e Dublino hanno negoziato un accordo con l’UE per disciplinare la loro partecipazione all’Agenzia.

La CPE-N è stata informata circa la partecipazione della Svizzera all’eu-LISA e si è occupata in particolare delle ripercussioni positive sulla sicurezza nazionale e delle possibilità negoziate di esercitare un’influenza. Con 15 voti contro 6 e 2 astensioni, la Commissione propone al Consiglio nazionale di approvare il decreto federale. Una minoranza propone di non entrare in materia.

74A SESSIONE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE (ONU)

Come ogni anno, la CPE-N è stata consultata dal Consiglio federale in merito alle priorità della Svizzera per la prossima sessione dell’Assemblea generale dell’ONU a New York che si apre quest’anno il 17 settembre. Tra i temi discussi vi erano la riforma dell’ONU, le modalità per rafforzare i partenariati tra l’ONU e gli attori privati nonché la diplomazia scientifica, disciplina nella quale la Svizzera si distingue. Dopo aver preso atto di queste priorità, che sostiene, la Commissione ha proceduto a una nuova messa a punto della candidatura della Svizzera per un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU.

POLITICA MIGRATORIA ESTERA

La CPE-N ha infine preso conoscenza del rapporto sulle attività svolte dalla Svizzera nel settore della politica migratoria estera 2018, che riferisce sulle attività intraprese lo scorso anno in questo ambito. Nel 2018 sono state presentate in Svizzera 15 255 domande d’asilo. Si tratta del numero più basso dal 2007. Questo è riconducibile fra l’altro a un’efficiente procedura d’asilo nonché all’associazione della Svizzera a Schengen/Dublino.