Il Partito Socialista sostiene pienamente la decisione del Consiglio di Stato ticinese di chiudere tutte le attività produttive non indispensabili, nonostante il parere contrario a posteriori dell’Ufficio federale di giustizia. In questa emergenza è fondamentale anteporre la salute pubblica a ragionamenti di profitto. Auspichiamo una presa di posizione chiara e coraggiosa dal Consiglio federale a sostegno della misura ticinese, che non si pieghi all’economia.

In data odierna il direttore dell’Ufficio federale di giustizia, Martin Dumermuth, ha dichiarato che la misura ticinese di chiudere le attività produttive non necessarie non è di principio ammessa dall’ordinanza del Consiglio federale. Essa sarebbe in contrasto con il diritto superiore che limita in stato d’emergenza le competenze cantonali e sono quindi oggetto di verifica da parte del Consiglio federale.

Una posizione giuridicamente corretta, ma politicamente ed umanamente incomprensibile: il Canton Ticino è in una situazione d’emergenza, in cui la diffusione del Coronavirus è in uno stadio più avanzato rispetto alle altre realtà svizzere, spingendo le autorità cantonali a fare da apripista in più ambiti, prendendo misure drastiche a favore della salute pubblica prima che le stesse venissere decretate dalla Confederazione. Il Consiglio di Stato ha preso, in accordo con le parti sociali, misure che pesano in maniera incisiva sull’economia ma che sono fondamentale per contenere l’espansione del virus e salvaguardare la popolazione.

Chiediamo che il Consiglio federale riconosca la gravità della situazione ticinese e trovi al più presto una soluzione politica per garantire ai Cantoni più colpiti da questa emergenza un certo spazio di manovra, per decidere misure più restrittive di quelle previste dalla Confederazione. È inaccetabile cedere di fronte alle pressioni esercitate da certe associazioni padronali, che favoriscono il loro profitto sul breve termine alla salute pubblica dei lavoratori e delle loro famiglie.

Chiediamo pure a tutti i Consiglieri di Stato ed eletti alle Camere federali di contattare i loro referenti politici in Consiglio federale per ribadire loro la gravità della situazione in Ticino.

Laura Riget e Fabrizio Sirica, copresidenti PS