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Il Consiglio federale dovrà elaborare le basi legali necessarie all’introduzione di una app per smartphone che permetta il tracciamento del coronavirus. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale adottando, con 127 voti contro 55 e 11 astenuti, una mozione in tal senso. Ieri gli Stati ne avevano approvato una dal tenore analogo.

L’applicazione, il cui uso dovrà essere facoltativo, non dovrà prevedere la la raccolta centralizzata dei dati personali. Lo scopo di tale programma – attualmente sviluppato, fra gli altri, dai Politecnici federali di Zurigo e di Losanna – è contribuire alla ricostruzione della catena dei contatti.

La necessità di elaborare una specifica base legale si giustifica col rischio di ingerenza nei diritti fondamentali. Un’ordinanza di necessità del Consiglio federale non viene giudicata sufficiente.

Il Consiglio federale chiedeva la bocciatura della mozione poiché ritenuta superflua. Tutte le richieste in essa contenuto sono infatti già in corso di concretizzazione: l’esecutivo non intende ricorrere a un’ordinanza di necessità e il messaggio sulla creazione delle basi legali sarà licenziato venerdì, ha affermato, invano, il consigliere federale Alain Berset.