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Emissioni di CO2: accordo tra Confederazione e impianti di trattamento dei rifiuti

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La Confederazione e i gestori svizzeri degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani hanno rinnovato l’accordo volto a ridurre le emissioni di CO2 del settore. L’accordo è stato concluso tra il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e l’Associazione svizzera dei gestori degli impianti di valorizzazione dei rifiuti (ASIR) e prevede che i gestori si impegnino a mettere in servizio entro il 2030 degli impianti di separazione, di stoccaggio e di utilizzo del CO2. Questo accordo sostituisce la convenzione firmata nel 2014, scaduta a fine 2021.

Se si tiene conto delle condizioni meteorologiche, gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani (IIRU) hanno raggiunto gli obiettivi fissati nel 2014 relativi alla riduzione delle emissioni di CO2 da essi generate. In particolare, si erano impegnati a ridurre entro il 2020 le loro emissioni nette di CO2 di 200 000 tonnellate rispetto al 2010 e di un milione di tonnellate nel periodo 2010-2020. Tuttavia, il potenziale di riduzione delle emissioni attraverso il recupero del calore è limitato. Poiché questi impianti sono obbligati per legge a incenerire i rifiuti consegnati, difficilmente possono ridurre le loro emissioni di CO2 con mezzi tecnici. Il nuovo accordo mira quindi ad accelerare l’introduzione, in Svizzera, di tecnologie di separazione e di stoccaggio del CO2 (carbon capture and storage, CCS) in questi impianti. Ciò permetterà alla Svizzera di consolidare il suo ruolo pionieristico nell’ambito delle CCS e delle tecnologie a emissioni negative (negative emissions technologies, NET).

Nella sua strategia climatica a lungo termine, il Consiglio federale ha fatto dell’uso di queste tecnologie un requisito per compensare le emissioni di gas serra difficilmente evitabili affinché si raggiunga l’obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050. È quindi importante portare avanti i progetti pilota e l’applicazione industriale di impianti CCS e tecnologie NET. È qui che entra in gioco l’accordo, che obbliga i gestori di IIRU a mettere in servizio entro il 2030 almeno un impianto di separazione del CO2. L’impianto deve avere una capacità nominale minima di almeno 100 000 tonnellate di CO2 all’anno e catturare una quantità di CO2 pari a quella consentita dalle condizioni di trasporto, di stoccaggio e di utilizzo. Al contempo, i gestori devono porre le basi per l’utilizzo su vasta scala, nel medio e lungo termine, di tecnologie di separazione e di stoccaggio di CO2. A tal fine, l’accordo stabilisce obiettivi intermedi annui.

Esenzione dalla partecipazione al SSQE

Secondo la legge sul CO2, i gestori di impianti che causano emissioni elevate di gas serra sono tenuti a partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). Poiché gli IIRU non rientrano nel campo d’applicazione del SSQE europeo, al quale è collegato il sistema di scambio svizzero, il Consiglio federale ha raggiunto un accordo con le imprese del settore che stabilisce degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. In contropartita, sono esentate dal partecipare al SSQE.

Il nuovo accordo stabilisce tuttavia che se gli impianti di trattamento dei rifiuti non raggiungeranno il volume minimo di 100 000 tonnellate di CO2 entro il 31 dicembre 2030, saranno tenuti a partecipare al SSQE. Se lungaggini amministrative o opposizioni dovessero ritardare l’attuazione degli obiettivi, la scadenza dell’accordo potrebbe essere estesa di due anni, ossia fino al 31 dicembre 2032.

Rinnovato l’impegno di riduzione

In parallelo, l’ASIR garantirà che i gestori interessati continuino a ridurre le loro emissioni nette di CO2 conformemente all’accordo del 2014. L’associazione si impegna a riferire ogni anno al DATEC sullo sviluppo delle emissioni nette di CO2 del settore. L’ASIR contribuirà al raggiungimento degli obiettivi mettendo a disposizione in media un milione di franchi all’anno. Per lavori o progetti di ricerca che non riguardano direttamente la costruzione o l’esercizio di impianti che consentono di raggiungere gli obiettivi dell’accordo, possono essere concessi sussidi federali.

Verifica del raggiungimento degli obiettivi

Il DATEC accompagnerà da vicino l’attuazione dell’accordo e verificherà il rispetto degli obiettivi definiti e degli obiettivi intermedi sulla base del rapporto annuale dell’ASIR. Se da questa verifica dovesse risultare che gli obiettivi fissati non possono essere raggiunti, le parti potranno disdire l’accordo.

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