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Nella sua seduta del 29 maggio 2019, il Consiglio federale ha approvato un rapporto nel quale analizza diverse misure volte a ridurre il turismo degli acquisti. Esso conclude che le misure al confine influenzano in misura estremamente limitata questo genere di turismo e ritiene che gli sforzi già intrapresi per combattere l’«isola dei prezzi elevati» Svizzera siano il mezzo migliore per contrastare tale fenomeno.

Diversi interventi parlamentari hanno incaricato il Consiglio federale di adottare misure per ridurre le ripercussioni del turismo degli acquisti, come la mancanza di parità di trattamento in materia fiscale, le perdite di fatturato nel commercio al dettaglio svizzero e le perdite fiscali. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 17.3360 «Ripercussioni della sopravvalutazione del franco sull’IVA» della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, il Consiglio federale analizza diverse proposte di soluzione e indica possibili misure.

Tutte le misure analizzate nel rapporto presentano vantaggi e svantaggi. Non esiste una soluzione ideale. Dato che il turismo degli acquisti è dovuto principalmente ai prezzi elevati in Svizzera rispetto ai Paesi limitrofi, esso può difficilmente essere influenzato da misure al confine. Nemmeno l’attuazione delle misure esposte nel rapporto permetterebbe di eliminare la differenza di prezzo con l’estero. Per questo motivo, e poiché permangono gli altri vantaggi legati agli acquisti all’estero come la diversità dei prodotti e altre comodità, è probabile che i consumatori continuerebbero a recarsi all’estero anche nel caso in cui il regime d’importazione fosse più severo.

Benché determinate misure al confine potrebbero migliorare la parità di trattamento in materia fiscale, il Consiglio federale conclude che, visto il loro impatto limitato e considerati gli sforzi già intrapresi per combattere l’«isola dei prezzi elevati» Svizzera, simili misure non risultano né necessarie né efficaci.