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Il 21 agosto 2019, il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera sosterrà una dichiarazione d’intenti politica (“patto”) volta a impedire che si verifichino casi di sfruttamento e abuso sessuale durante le operazioni sul campo dell’ONU. Il patto tra il Governo e il segretario generale dell’ONU prevede misure giuridicamente non vincolanti per ambo le parti in linea con la politica della tolleranza zero in questo ambito definita dal Consiglio federale tra le priorità della Svizzera relative all’ONU.

Lo sfruttamento e l’abuso sessuale perpetrati dal personale nelle operazioni sul campo dell’ONU sono immorali e mettono a repentaglio la credibilità dell’ONU e la sua capacità di svolgere il proprio mandato. Questo problema e riconosciuto e ampiamente discusso al più alto livello dirigenziale dell’ONU. Per combattere con determinazione questa realtà inaccettabile, sin dalla sua entrata in carica, nel 2017, il segretario generale dell’ONU António Guterres ha definito come una priorità il fatto di impedire che si verifichino casi di sfruttamento e abuso sessuale da parte del personale militare e di polizia nel corso degli impieghi sul campo dell’ONU. 

Inserendo questa problematica tra le priorità, il segretario generale lancia un chiaro segnale in risposta ai vari casi persistenti non soltanto nelle missioni di pace dell’ONU, come ad esempio nella Repubblica centrafricana, ma anche a quelli verificatisi nell’ambito di programmi umanitari o di sviluppo dell’ONU.

In concreto Guterres ha proposto un patto giuridicamente non vincolante tra se stesso e i singoli stati membri dell’ONU che prevede una serie di provvedimenti nei settori della prevenzione, del coordinamento e della cooperazione, del consolidamento delle competenze, della lotta all’impunità e del sostegno alle vittime. Al momento questo documento bilaterale è stato firmato da più di 100 Paesi membri.

Nelle priorità relative all’ONU, che il Consiglio federale definisce su base annua, è stato nuovamente ribadito che la Svizzera si batte con determinazione affinché le misure contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale siano attuate con efficacia nelle operazioni sul campo dell’ONU e nell’intero sistema di questa organizzazione. Firmando il patto la Svizzera conferma la propria volontà di adottare provvedimenti adeguati e professionali nella lotta a tali abusi in linea con la sua politica di tolleranza zero.

Il nostro Paese partecipa già a vari organismi dell’ONU che si occupano di questa tematica, ad esempio nel settore delle questioni di bilancio e relative al personale in seno all’Assemblea generale dell’ONU.

Anche nell’Amministrazione federale la lotta allo sfruttamento e agli abusi di natura sessuale costituisce una priorità. Dal 1° agosto 2018 è in vigore un codice di comportamento rivolto ai collaboratori del DFAE all’estero. Tra gli obiettivi principali di tale codice figura la lotta allo sfruttamento e agli abusi sessuali. Il regolamento si applica anche ai partner contrattuali del DFAE all’estero. In linea generale, il personale dell’Amministrazione federale deve invece attenersi al codice di comportamento dell’Amministrazione federale del 15 agosto 2012, che include i principi e le regole più importanti per preservare la buona reputazione, la credibilità e l’immagine della Confederazione.