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Gli attacchi terroristici a Christchurch (Nuova Zelanda) questo venerdì, che hanno attaccato due moschee, uccidendo 49 musulmani e ferendo almeno 50 ferite da arma da fuoco, sono un atto inumano e barbaro che noi come famiglia umana, a prescindere dal fatto che siano religiosi o non religiosi  dovrebbe essere condannato al massimo.

Ci addoloriamo con i parenti e i sopravvissuti delle vittime e ci troviamo in queste difficili ore di riflessione con loro e quindi anche con tutti i cittadini della Nuova Zelanda.

La portata dell’attacco, in vista del video in streaming dal vivo con un video telecamera casco nella rete più che chiaro. Ti lascia senza parole, ed è incomprensibile perché le persone innocenti e pacifiche vengano massacrate in questo modo. Le parole non sono più in grado di esprimere l’orrore e non sono più sufficienti.

Il razzismo o l’antisemitismo o anti-islamico, indipendentemente dal suo colore, devono essere combattuti con tutti i mezzi dello stato costituzionale. L’attacco di oggi dovrebbe essere un promemoria per noi. Dobbiamo agire “ora” e “insieme”, solo le comunità religiose, di pari passo con la politica e i media, possono combattere questo vero problema sociale. Con belle parole e distanziazioni non potremo andare oltre.

Le espressioni spontanee di condoglianza e condanna dai presidenti di Nazionale Marina Carobbio e Stati Jean – Rene’ Fournier e  del ministro degli Esteri del nostro paese sono, come prime reazioni, importanti segni di simpatia nei confronti delle vittime e dei sopravvissuti di questo attacco. Vorremmo ringraziare sinceramente e auguriamo a tutti noi di compiere ulteriori passi concreti per prevenire tali attacchi terroristici in tutto il mondo, a prescindere da chi emanano e contro chi potrebbero essere diretti.