SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) respinge l’iniziativa popolare a favore del divieto di dissimulare il volto. Si è invece espressa a favore di un controprogetto indiretto destinato a chiarire l’attuale situazione giuridica.

Con 8 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione propone al suo Consiglio di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa popolare che chiede l’introduzione di un divieto di dissimulare il proprio viso. Essa ha approvato il controprogetto indiretto nella votazione sul complesso con 7 voti contro 3 e 2 astensioni. (19.023 s Sì al divieto di dissimulare il proprio viso. Iniziativa popolare e il suo controprogetto indiretto).

Le questioni legate alla dissimulazione del volto vanno risolte puntualmente nella legge. Le persone devono mostrare il proprio volto quando interagiscono con le autorità svizzere, se queste ultime sono tenute a identificarle in virtù della legislazione svizzera. In caso di violazione tale autorità può rifiutare determinate prestazioni e comminare una multa. I diritti fondamentali e le competenze cantonali non possono essere limitati senza motivo. La Commissione desidera lasciare ai Cantoni il compito di disciplinare le relative fattispecie.

L’iniziativa popolare sarà discussa dal Consiglio degli Stati, quale Camera prioritaria, nella sessione autunnale.

NO A MANDATI RETRIBUITI IN RELAZIONE AL LAVORO NELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

I membri di una Commissione parlamentare non possono assumere d’ora in poi alcun mandato retribuito da imprese o organizzazioni che potrebbero essere interessate da norme giuridiche della cui elaborazione è competente la Commissione. È quanto auspicato dal consigliere agli Stati Beat Rieder (VS) nella sua iniziativa parlamentare (19.414 s Iv. Pa. Rieder. Divieto di assumere mandati retribuiti in relazione all’attività di membro di commissioni parlamentari). La Commissione ha dato seguito a questa iniziativa con 7 voti contro 2 e 2 astensioni. In tal modo si vuole evitare che il lavoro nelle commissioni parlamentari sia marcato in modo troppo unilaterale da determinati interessi.

Se anche la CIP del Consiglio nazionale esprimerà il suo accordo, si potrà elaborare una corrispondente modifica della legge sul Parlamento.

NO AL DIRITTO DI VETO CONTRO LE ORDINANZE

Con 5 voti contro 2 e 1 astensione la Commissione propone al suo Consiglio di non entrare in materia su un progetto del Consiglio nazionale volto a introdurre un diritto di veto contro le ordinanze a livello federale (14.422 n Iv. Pa. Aeschi Thomas. Introduzione del diritto di veto contro le ordinanze). La Commissione ritiene questo progetto troppo complicato. Sarebbero introdotte lunghe procedure, che genererebbero molto lavoro amministrativo senza produrre, in compenso, alcun valore aggiunto. Per contro, in occasione di una prossima seduta la Commissione intende esaminare se creare uno strumento parlamentare con il quale il Consiglio federale può essere invitato a modificare alcune ordinanze vigenti in brevi termini.

Riunitasi il 20 agosto 2019 a Berna, la Commissione era diretta dalla sua presidente e il pomeriggio dal suo vicepresidente.