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Lugano non accoglie le richieste del MAT e D’Urso si scaglia contro l’UDC

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Il Movimento Artistico Ticinese, scuola d’arte diretta da Mirko D’Urso, dovrà trovarsi una nuova sede. Il Municipio di Lugano non ha accolto il piano alternativo presentato dal MAT e a nulla sono servite le numerose firme raccolte. Ci sono rabbia e rammarico fra i membri, soprattutto in D’Urso, che ritiene come Lugano “vuole avere la gestione totale di essa.”. Poi aveva invitato a “non mischiare D’Urso con le sue idee politiche a quello che è il MAT, un centro di formazione apolitico, apartitico, molti nostri insegnanti non sono di sinistra, ci sono ciellini, atei, buddisti ci sono insomma insegnanti e allievi di destra e di sinistra!”.

Però nei giorni successivi si è scontrato e anche duramente con l’UDC, scatenando reazioni da social decisamente poco eleganti verso i rappresentanti del partito democentrista. Tiziano Galeazzi ha fatto capire, commentando la notizia del non appoggio del Municipio luganese al MAT, che D’Urso (notoriamente di sinistra) avrebbe dovuto cercare aiuto da forze politiche più vicine alle sue idee, al che il direttore della scuola si è inalberato, invitando il consigliere comunale a “fare il volere dei cittadini, non i fattacci suoi”. E ha anche fatto intendere che l’UDC stesso avrebbe fatto togliere dalla scuola la figlia della presidente di sezione perché, appunto, lui è di sinistra, mentre genitori di ragazzi votano sia destra che sinistra senza problemi.

Chiamata dunque in causa, è intervenuta Simona Sassi Ceresola. “Caro Mirko D’Urso possibile che invece di cercarti un nuovo spazio per il tuo Mat Movimento Artistico Ticinese (consapevole da anni che dovrai lasciare il sedime), da te ampiamente definito apolitico, continui ormai da tempo a coinvolgere la sottoscritta ed i membri del partito, a quale pro? Oltre che per farti notare, anche per screditare l’UDC? Mia figlia era una tua allieva finché ha scelto di esserlo poi, vuoi che a 10 anni preferiscano cambiare attività, vuoi che perdevi facilmente le staffe, picchiavi i pugni sul muro, davi in escandescenze e dicevi un sacco di volgarità alla fine ha voluto smettere…
Personalmente dopo una lezione porte aperte “ragazzi cazzo non così” e dopo una festa di Natale al Temus quando ubriaco “stasera mia moglie accontenterà i signori presenti per ringraziarvi” avrei risparmiato il costo del corso di teatro molto tempo prima! Confermo quanto da te asserito, noi NON vogliamo promuovere tanta arte e cultura”.

Una risposta dura, secca, che dà totalmente un’altra versione dei fatti. E Galeazzi ricorda come lo stesso D’Urso nei suoi video ha spesso dato parodie poco edificanti dell’UDC.

Si può essere d’accordo o meno con la decisione del Municipio, si può essere a favore del MAT o no, ma quel che colpisce e che ticino-politica ancora una volta vuole stigmatizzare è il linguaggio. In politica dovrebbe vigere il rispetto, già parlare di una giovanissima allieva come la figlia di Sassi Ceresola non è il massimo dell’eleganza. A far specie sono i commenti successivi, tra chi fra le righe accusa Galeazzi di non voler essere criticato per appoggiare il MAT, “tu non mi critichi e io ti sostengo”, “pretendere comprensione da un udc-la destra- leghista è come pretendere di trovare diamanti grezzi a chili nel Cassarate. È gente furba ma non intelligente che si lega al dito ogni cosa, ha la necessità che il popolo rimanga il più stupido possibile”. Insomma, non certo un complimento sull’operato UDC…

Fino a un ulteriore scambio di battute in cui si dice a D’Urso che non piace a Galeazzi, e il direttore del MAT replica che “pensa che ansia piacere a uno come lui”, mentre rimane in ambienti di sinistra la convinzione che c’è a destra una volontà di farla pagare a lui.

Opinioni, ci mancherebbe, però quella di questo portale, che da sempre promuove la politica che si batte sui temi, sulle idee, anche opposte, con correttezza, sulla dialettica, è che i toni e le accuse verso protagonisti della scena politica, anche quando prendono decisioni che non si condividono, non siano la direzione giusta. Il popolo ha un grande potere: le urne. Più civile e intelligente dei commenti sui social.

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