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In occasione delle deliberazioni sulla revisione totale della legge sul CO2 la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale ha elaborato, in collaborazione con i Cantoni, una regolamentazione che consenta di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 degli edifici. La Commissione accorda un periodo transitorio più lungo ai Cantoni che hanno attuato il Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC 2014).

In linea con il Consiglio degli Stati, nel settore degli edifici la Commissione sostiene il principio secondo cui dal 2023 debba valere un valore soglia di CO2 di 20 kg per metro quadrato in caso di rinnovo del riscaldamento. In collaborazione con i Cantoni essa ha comunque elaborato una soluzione che rispetti le misure cantonali correnti o pianificate volte ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici. Nel quadro di un’audizione la Commissione ha discusso eventuali proposte con una rappresentanza dei Cantoni. La Commissione ha deciso all’unanimità a favore di una disposizione, che è condivisa dai Cantoni. Tutti i Cantoni che, nelle loro leggi sull’energia, hanno già tenuto conto del Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC 2014), dovrebbero poter beneficiare di una disposizione transitoria. Conformemente al nuovo articolo 59d, che dovrebbe sostituire l’articolo 9 capoverso 4 secondo il Consiglio degli Stati, nei Cantoni in cui, fino al momento dell’entrata in vigore della presente legge, è stata posta in vigore la Parte F del modulo di base del Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni del 9 gennaio 2015 o una regolamentazione più severa sulla quota di energia rinnovabile in caso di sostituzione del riscaldamento, valgono dal 2026 le prescrizioni di cui all’articolo 9 capoversi 1–2ter. Ovvero: i Cantoni che avranno già adeguato le loro leggi sull’energia al momento dell’entrata in vigore della revisione totale della legge sul CO2, avranno a disposizione tre anni di tempo supplementari per introdurre il valore soglia di 20 kg di CO2 per metro quadrato. Dal 2026 in tutti Cantoni l’emissione massima per metro quadrato non dovrà più superare i 20 kg di CO2 ogni qualvolta verrà sostituito un riscaldamento. Dal 2028 questo limite dovrà essere al massimo di 15 kg. In tal modo le emissioni degli edifici dovranno già poter essere sensibilmente ridotte entro il 2030. Una minoranza vuole che il Consiglio federale possa proporre all’Assemblea federale uno standard per gli edifici qualora le misure nel settore degli edifici non raggiungano la necessaria riduzione delle emissioni entro il 2025.

Per il resto la Commissione ha respinto con 19 voti contro 4 e un’astensione l’articolo 7a, introdotto dal Consiglio degli Stati per impianti con elevate emissioni di gas serra. Non è tuttavia ancora chiaro se essa si pronuncerà a favore o contro la versione del Consiglio degli Stati degli articoli 17b e 17c, che prevedono una neutralità climatica per gli impianti soggetti all’esame dell’impatto ambientale (EIA).

In adempimento di una mozione d’ordine la Commissione ha deciso, con 15 voti contro 8 e 2 astensioni, di non proseguire le deliberazioni sull’articolo 9 e di posticipare i lavori alla prima seduta nella sua nuova composizione (13/14 gennaio 2020). La Commissione conferma tuttavia il suo obiettivo di sottoporre alla propria Camera la revisione totale della legge sul CO2 nella sessione primaverile 2020.

Con 15 voti contro 7 la Commissione ha inoltre deciso di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra 18.311 «Per una moratoria federale sull’importazione, la prospezione e l’estrazione di gas di scisto in Svizzera». L’iniziativa chiede una moratoria di 25 anni per la promozione e l’importazione di gas di scisto. Una minoranza chiede di dare seguito all’iniziativa.
 
Presieduta dal consigliere nazionale Roger Nordmann (S, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 25 novembre 2019. A parte della seduta era presenta la consigliera federale Simonetta Sommaruga.