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Ucraina: lo Stato maggiore speciale Asilo istituisce altri gruppi di lavoro

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Lo Stato maggiore Asilo (SONAS) si è riunito per la seconda volta venerdì 1° aprile. Le discussioni si sono concentrate su come, nelle prossime settimane, la Confederazione e i Cantoni possano mettere a disposizione sufficienti posti di alloggio e risorse umane per assistere i profughi. Occorre, inoltre, ottimizzare l’attribuzione delle persone registrate ai Cantoni. Sono stati istituiti diversi gruppi di lavoro per portare avanti e coordinare i preparativi e i lavori in tutti i settori.

Attualmente ogni giorno giungono in Svizzera circa 1000 persone fuggite dalla guerra in Ucraina. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni stanno lavorando con tutte le loro forze per creare ulteriori alloggi. I lavori vengono coordinati in gruppi di lavoro in cui sono rappresentate tutte le autorità federali e cantonali coinvolte. Da parte della Confederazione, l’accento è posto sulla fornitura di alloggi e sale multifunzionali dell’esercito; se necessario, dovranno essere messe a disposizione anche strutture della protezione civile. In funzione degli sviluppi occorrerà eventualmente ricorrere a personale della protezione civile per assistere i profughi e per gestire il crescente numero di alloggi federali e cantonali. I preparativi necessari sono in corso. Le forze di supporto del servizio civile sono già operative negli alloggi federali, come pure negli alloggi cantonali, dove sono operativi anche militi della protezione civile.

Anche le misure nel settore della sicurezza sono coordinate da un gruppo di lavoro della Confederazione e dei Cantoni. Si tratta, nello specifico, di garantire che un numero sufficiente di specialisti federali e cantonali sia disponibile in ogni momento per effettuare gli accertamenti rilevanti per la sicurezza durante la registrazione e la concessione dello statuto di protezione S. Nei centri federali d’asilo, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha inoltre lanciato una campagna d’informazione sulla tratta di esseri umani, con l’obiettivo di sensibilizzare il personale e i profughi nei centri di accoglienza cantonali.

Ottimizzare l’attribuzione ai Cantoni

Ripartire i profughi con statuto di protezione S in modo quanto più possibile uniforme tra i Cantoni è un compito sfidante. Al momento è impossibile rispettare la chiave di riparto concordata tra i Cantoni, giacché inizialmente un gran numero di profughi è stato accolto a titolo privato da parenti o conoscenti, presso i quali può peraltro continuare a soggiornare. L’obiettivo della Confederazione e dei Cantoni, a medio termine, è di rispettare il più possibile la chiave di ripartizione e di livellare gli squilibri venutisi a creare tra i Cantoni. Per raggiungere questo obiettivo è stato creato un gruppo di lavoro in cui siedono rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni.

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