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Se le leggi devono rispettare severi criteri concernenti l’unità della materia diventerà più difficile giungere a compromessi politici. Ritenendo che simili criteri limiterebbero il margine di manovra parlamentare, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-CN) si oppone a un’iniziativa parlamentare che chiede il rispetto dell’unità della materia per gli atti legislativi sottoposti a referendum.

Con 13 voti contro 10 e 2 astensioni, la CIP-CN respinge un’iniziativa parlamentare che chiede una modifica di legge volta a subordinare gli atti legislativi sottoposti a referendum al rispetto del principio dell’unità della materia (18.436 s Iv. Pa. Minder. Atti normativi dell’Assemblea federale. Preservare il principio dell’unità della materia). L’autore dell’iniziativa ritiene che tale principio sia rispettato se le singole parti di un atto normativo sono intrinsecamente connesse.

La Commissione reputa che nella prassi sarebbe pressoché impossibile determinare in modo netto se le parti di un atto normativo sono o no intrinsecamente connesse. Nell’ambito della sua attività legislativa, l’Assemblea federale deve potersi assumere la responsabilità di collegare o meno tra loro temi diversi, e il margine di manovra del Parlamento nella ricerca di soluzioni largamente condivise non andrebbe pertanto limitato. Se gli aventi diritto di voto dissentono, possono sempre respingere il progetto in votazione.

La minoranza della Commissione ritiene invece che per gli atti legislativi del Parlamento debbano valere le stesse condizioni applicabili alle iniziative popolari.

L’iniziativa parlamentare torna ora all’esame della CIP-CS, che l’11 ottobre 2018 aveva deciso di darle seguito con 6 voti contro 4 e 2 astensioni.

OBBLIGO DI ANNUNCIARE I POSTI

Come il Consiglio degli Stati, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-CN) approva, con 16 voti contro 9, il disegno di legge federale sulla partecipazione ai costi dei Cantoni per il controllo dell’obbligo di annunciare i posti vacanti (19.024). Analogamente a quanto già deciso dal Consiglio degli Stati, con 19 voti contro 6 la CIP-CN propone di limitare la validità di tale legge fino alla fine del 2023. In tal modo tra quattro anni il Parlamento avrà la possibilità di valutare il ruolo svolto dalla Confederazione nell’adempimento dell’obbligo di annunciare i posti da parte dei Cantoni. La minoranza è fondamentalmente scettica nei confronti di tale obbligo e si oppone pertanto al disegno di legge.

CONTROLLO DEI CELLULARI DEI RICHIEDENTI L’ASILO PER LA VERIFICA DELLA LORO IDENTITÀ

Se in mancanza di documenti non è possibile rilevare l’identità di richiedenti l’asilo, deve esservi la possibilità di controllare i loro cellulari e altri supporti di dati in loro possesso. L’iniziativa parlamentare 17.423 «Obbligo di collaborare dei richiedenti l’asilo e possibilità di controllare i loro cellulari», presentata dal consigliere nazionale Gregor Rutz (V, ZH) e approvata dalle CIP delle due Camere, chiede di creare una base legale a tal fine. La Commissione ha preso alcune decisioni preliminari sulla base delle quali sarà ora elaborato un progetto preliminare che sarà inviato in consultazione al più presto alla fine dell’anno.

LA COMMISSIONE RACCOMANDA DI RESPINGERE L’INIZIATIVA PER LA LIMITAZIONE

La Commissione ha terminato l’esame dell’iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)» (19.026). Con 16 voti contro 8 propone al proprio Consiglio di raccomandare a Popolo e Cantoni di respingerla. I motivi alla base di tale proposta sono stati esposti dal presidente della Commissione in occasione di una conferenza stampa. L’iniziativa popolare sarà trattata dal Consiglio nazionale durante la sessione autunnale.

Presieduta dal consigliere nazionale Kurt Fluri (PLR/SO), la Commissione si è riunita a Berna il 15 e il 16 agosto 2019.