Venerdì la segretaria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Krystyna Marty ha ricevuto a Berna il ministro degli esteri sudanese Omar Gamareldin Ismail e, assieme alla direttrice della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Patricia Danzi e ad altri rappresentanti dell’Amministrazione federale, sono stati affrontati vari temi di attualità. In occasione di questa visita, l’Aiuto umanitario della Confederazione ha annunciato di voler stanziare un milione di franchi per portare aiuto al Sudan, recentemente colpito da devastanti inondazioni.

L’incontro si è svolto venerdì mattina a Palazzo federale ed è stata la seconda visita del ministro sudanese a Berna nell’arco di due settimane. La segretaria di Stato del DFAE ha colto l’occasione per esprimere la propria approvazione nei confronti dell’accordo di pace firmato lo scorso 3 ottobre a Giuba, per ribadire il sostegno della Svizzera al processo di transizione politica in atto in Sudan e per indicare proposte in vista di una futura collaborazione negli ambiti della cooperazione allo sviluppo, dell’aiuto umanitario, della politica di pace e della migrazione.

Per quanto concerne la situazione economica, la segretaria di Stato ha elogiato non solo gli sforzi di riforma attuati dal Sudan per trovare una soluzione al suo indebitamento, ma anche la volontà delle autorità di riallacciare i rapporti con gli istituti finanziari internazionali per raggiungere questo obiettivo.

Quale intervento immediato e al fine di portare assistenza alle popolazioni flagellate dalle inondazioni, l’Aiuto umanitario della Confederazione ha dichiarato di voler destinare un contributo aggiuntivo di un milione di franchi al Fondo umanitario sudanese (Sudan Humanitarian Fund), gestito dalle Nazioni Unite, che permette di finanziare operazioni di emergenza. Inoltre, due specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario si sono recati in Sudan per fornire assistenza nel settore idrico e igienico-sanitario. Lo scorso settembre il Paese dell’Africa orientale è stato colpito da violente inondazioni e ha registrato decine di vittime.

La DSC è attiva in Sudan dal 1994 e, prima di questa catastrofe, aveva già destinato un importo annuale di 9,3 milioni di franchi (per il 2020) alle proprie attività in questo Paese. Con questo nuovo contributo, l’importo sale quindi a 10,3 milioni di franchi.