La rendita per figli nell’ambito dell’Assicurazione invalidità (AI) non va diminuita. Simile taglio, introdotto dal Nazionale nel progetto governativo “Ulteriore sviluppo dell’AI”, è stato giudicato eccessivo oggi dal Consiglio degli Stati.

I “senatori” hanno approvato il progetto, volto a migliorare l’integrazione nella società e nel mondo del lavoro di giovani e malati psichici che rischiano di finire in invalidità, per 37 voti a favore e 4 astenuti. Il dossier ritorna alla Camera del popolo.

Il taglio delle rendite per figli, deciso dal Nazionale, non è piaciuto ai “senatori” tenuto conto dell’introduzione del sistema di rendite lineare che prevede già una riduzione dei versamenti. Al Nazionale la sinistra si era astenuta al voto finale criticando proprio il taglio delle rendite per figli (dal 40 al 30% della rendita principale).

Oggi in aula, il consigliere federale Alain Berset ha messo in guardia dal seguire il Nazionale; un taglio alle rendite per figli potrebbe suscitare vive resistenze, mettendo in pericolo l’intero progetto.

Stando al ministro della socialità, per la prima volta da anni il parlamento non è chiamato a decidere ulteriori risparmi per ridurre il peso finanziario delle rendite sull’AI – i provvedimenti adottati negli ultimi anni stanno dando risultati positivi, ha spiegato -, bensì a migliorare alcuni meccanismi, soprattutto per migliorare l’accompagnamento dei bambini con problemi e l’integrazione dei giovani adulti nel mondo del lavoro. Qui c’è ancora del lavoro da fare, ha ammesso. Le misure in vigore non bastano.

Il consigliere federale friburghese ha ricordato che il 40% delle nuove rendite concesse a persone tra i 25 e i 65 anni è attribuito per motivi psichici. In futuro, insomma, per favorire la presa a carico tempestiva, i minori dall’età di 13 anni minacciati di incapacità lavorativa potranno essere segnalati all’AI.

Come accennato, il plenum ha approvato il passaggio dall’attuale rendita a scatti al sistema lineare. Con l’attuale modello, secondo il Consiglio federale e la maggioranza dei “senatori”, molti beneficiari di una rendita non sono motivati a lavorare di più, perché a causa degli effetti soglia il loro reddito disponibile non aumenta.

La sinistra ha però criticato il fatto che gli assicurati con un grado d’invalidità compreso tra il 60 e il 69% percepiranno una rendita inferiore, situazione che i miglioramenti previsti per gli assicurati con un grado d’invalidità compreso tra il 40 e il 59% non permetteranno di controbilanciare.

La riforma prevede una misura transitoria per chi è vicino all’età pensionabile. Per queste persone il passaggio al sistema lineare non dovrà comportare una diminuzione della rendita. La Camera dei Cantoni ha quindi stabilito, in considerazione del mercato del lavoro, di abbassare la soglia a 55 anni (Governo e Consiglio nazionale avevano proposto 60 anni).

Nel corso delle discussioni in aula, gli Stati hanno anche deciso che gli uffici AI pubblichino un elenco con i dati di tutti i periti e i centri peritali incaricati. Il Consiglio federale non dovrebbe essere obbligato – come invece deciso dal Consiglio nazionale – a disciplinare l’aggiudicazione di mandati a centri peritali per ogni singolo caso e per tutti i rami assicurativi.

Per quanto riguarda i debiti dell’AI, il plenum si è opposto all’eventualità che la Confederazione si assuma i costi per gli interessi, che attualmente ammontano a circa 50 milioni di franchi all’anno. Su questo aspetto, la sinistra perorava un cambiamento di sistema, affinché fosse la Confederazione ad assumersi quest’onere.