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Il Dipartimento del territorio comunica che nel suo ultimo quaderno tematico, l’Osservatorio dello sviluppo territoriale fornisce una fotografia aggiornata dello stato degli spazi liberi del fondovalle del Cantone Ticino.

È in questa esigua porzione del territorio cantonale (12.2%) che si concentra la maggior parte delle attività antropiche (circa l’87% dei residenti e il 93% dei posti di lavoro), degli insediamenti e delle infrastrutture. Ciò crea una grande pressione sugli spazi liberi, intesi sia come elementi caratterizzanti del paesaggio – superfici agricole, boschive e quelle relazionate a fiumi e laghi – sia come aree per lo svago all’interno o in prossimità degli insediamenti, direttamente legati alla qualità di vita dei cittadini.

Le analisi si basano sulla Statistica della superficie (Ufficio federale di statistica) e prendono in considerazione il periodo che va dagli anni 1980 al 2018.

Globalmente, benché la pressione insediativa sia sempre presente, le analisi mostrano che il grado di crescita dell’occupazione del suolo sta leggermente rallentando nell’ultimo decennio. A questa tendenza ha contribuito la politica di gestione dello sviluppo insediativo ancorata nel Piano direttore cantonale attraverso il generale divieto di ampliamento delle zone edificabili, il freno alla dispersione insediativa e il sostegno ad un’edificazione più concentrata.

Nel dettaglio emerge la riduzione di terreni agricoli e di superfici e corsi d’acqua, nonché la stagnazione degli spazi verdi attrezzati, quali ad esempio parchi pubblici e installazioni sportive; un fenomeno in contraddizione rispetto all’obiettivo di incrementare la qualità di vita all’interno delle zone edificate attraverso la messa a disposizione di spazi aperti di qualità e pubblicamente accessibili.

Complessivamente gli spazi liberi occupano il 67% della superficie del fondovalle. Nel Sopraceneri arrivano fino al 70%, mentre scendono al 60% nel Sottoceneri.  

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