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l Consiglio federale respinge l’iniziativa «Contro la cementificazione del nostro paesaggio», pur condividendo le principali richieste dell’iniziativa popolare, secondo la quale il principio della separazione dei comprensori edificabili da quelli non edificabili deve essere rafforzata. Per questo motivo, il Governo intende contrapporre un controprogetto indiretto all’iniziativa. È quanto ha deciso durante la sua seduta del 18 dicembre 2020.

L’iniziativa popolare federale «Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)» depositata l’8 settembre 2020 dalle associazioni promotrici «Sì alla natura, al paesaggio e alla cultura della costruzione» chiede che il principio fondamentale della pianificazione del territorio concernente la separazione dei comprensori edificabili da quelli non edificabili venga ora sancito nella Costituzione federale. Inoltre, la Confederazione e i Cantoni devono provvedere affinché nei comprensori non edificabili il numero degli edifici e la superficie da essi occupata non aumentino. Il testo dell’iniziativa contiene pure diverse disposizioni e principi in relazione alle costruzioni al di fuori delle zone edificabili.

Con la limitazione del numero degli edifici e della superficie da essi occupata al di fuori delle zone edificabili prevista dall’iniziativa restano tuttavia da chiarire questioni importanti. Per questa ragione, in caso di accettazione dell’iniziativa, per un lungo periodo non sarebbe presumibilmente chiaro se la limitazione possa essere applicata direttamente ed entro quale termine debba essere soddisfatta. Inoltre, la questione se la limitazione sia da considerare come una prescrizione fissa in termini numerici o un obiettivo flessibile potrebbe provocare accesi dibattiti. Il Consiglio federale vuole evitare simili incertezze e per questo motivo respinge l’iniziativa.

Il Collegio intende invece contrapporre all’iniziativa un controprogetto indiretto idoneo all’attuazione che riprenda la principale richiesta degli iniziativisti: il rafforzamento del principio di separazione dei comprensori edificabili da quelli non edificabili.

In sostanza, per un controprogetto indiretto il Consiglio federale prevede i seguenti punti cardine:

  • occorrono nuovi approcci a livello legislativo per poter recuperare terreni agricoli;
  • nuove utilizzazioni più estese al di fuori delle zone edificabili sono concesse solo se vengono compensate significativamente;
    l’obiettivo è quello di ottenere un risultato complessivo migliore per il paesaggio;
  • non si creano ulteriori eccezioni per le costruzioni al di fuori delle zone edificabili;
  • le attuali eccezioni per le costruzioni al di fuori delle zone edificabili non vengono più applicate sistematicamente su tutto il territorio nazionale, ma solo in quei Cantoni che recepiscono le eccezioni nel diritto cantonale.

Attualmente la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) sta discutendo la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2) Non appena verrà presentato il progetto preliminare della CAPTE-S, il Consiglio federale rivaluterà il dossier e deciderà se rinunciare o meno a porre in consultazione un proprio controprogetto indiretto.

Se i lavori della CAPTE-S vanno in un’altra direzione oppure se i dibattiti sulla LPT 2 non sono ancora conclusi in primavera 2021, sulla base dei punti cardine summenzionati per sommi capi il Consiglio federale avvierà una consultazione, al più tardi entro maggio 2021, su un proprio controprogetto indiretto. Ciò si rende necessario al fine di poter trattare le iniziative popolari nel rispetto dei termini vigenti. Il Consiglio federale è consapevole che è di fondamentale importanza un buon coordinamento temporale con le deliberazioni della CAPTE-S in merito al progetto LPT 2.

Consiglio federale