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Il Consiglio federale intende migliorare l’utilizzazione dei dati sulla mobilità e l’efficienza del sistema di trasporto

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Un’utilizzazione ottimale delle infrastrutture e delle offerte di trasporto pubbliche e private presuppone un migliore flusso di informazioni tra gestori delle infrastrutture, imprese di trasporto, fornitori privati e viaggiatori. A tal fine, il Consiglio federale propone di creare un’infrastruttura statale di dati sulla mobilità che permetta ai vari attori di mettersi in contatto tra loro più agevolmente e semplifichi le attività di approntamento e scambio di dati. Nella seduta del 2 febbraio 2022, il Consiglio federale ha posto in consultazione un corrispondente avamprogetto di legge.

Un flusso di informazioni che sia il più regolare possibile tra gestori delle infrastrutture, imprese di trasporto, fornitori privati di servizi di mobilità e viaggiatori permette di rispondere meglio all’intensificazione del traffico. Nel settore della mobilità i dati svolgono un ruolo sempre più importante: costituiscono una terza infrastruttura di rilevanza sistemica, accanto a quella stradale e ferroviaria.

Allo stato attuale, tuttavia, le informazioni necessarie non sono ancora disponibili e armonizzate in misura sufficiente. Il Consiglio federale intende ovviare a questa carenza e migliorare l’utilizzazione dei dati sulla mobilità (fornitura, approntamento, scambio, connessione, fruizione) in modo trasversale rispetto ai vettori di trasporto. Propone a tal fine la realizzazione di un’infrastruttura statale di dati sulla mobilità (MODI), che crei i presupposti tecnico-organizzativi necessari per garantire il flusso di informazioni su tutti gli aspetti della mobilità in modo duraturo, sicuro e libero da interessi commerciali. In proposito sono fondamentali i seguenti principi: indipendenza, affidabilità, apertura, non discriminazione, trasparenza, assenza di scopi di lucro e flessibilità. Il finanziamento di questa nuova infrastruttura sarà assicurato dalla Confederazione per i primi dieci anni, al termine dei quali andranno riscosse possibilmente tasse di utilizzazione.

Tale infrastruttura di dati nazionale contribuisce a rendere più efficiente la gestione e l’utilizzazione delle infrastrutture di trasporto, a consentire una pianificazione più mirata e un maggiore sfruttamento delle offerte di mobilità pubbliche e private e a tenere maggiormente conto delle esigenze della popolazione. Con ciò, permette anche di sviluppare ulteriormente una mobilità rispettosa del clima. La predisposizione di un’infrastruttura di base per i dati di rilevanza sistemica da parte della Confederazione crea altresì certezza del diritto e sicurezza degli investimenti.

La nuova infrastruttura di dati si compone di due elementi principali: infrastruttura nazionale di dati sulla mobilità (NADIM) e Rete dei trasporti CH. La NADIM rende possibile lo scambio standardizzato di dati sulla mobilità e mette quindi in contatto ente pubblico, fornitori di mobilità, sviluppatori e gestori di soluzioni digitali per i clienti (p. es. app) e altri attori, come il comparto scientifico e della ricerca. La Rete dei trasporti CH è una rappresentazione digitale uniforme dell’intero sistema di trasporto della Svizzera con cui si vogliono sincronizzare, ampliare e ottimizzare in maniera centralizzata, ad opera della Confederazione, tutti i dati sulle reti dei trasporti e le relative infrastrutture pubbliche. Rappresenta pertanto il sistema di riferimento territoriale centrale per la connessione di dati sulla mobilità mediante la NADIM.

Parallelamente all’adozione di questo avamprogetto di legge, nella seduta del 2 febbraio 2022 il Consiglio federale ha stabilito l’avvio della realizzazione della Rete dei trasporti CH sotto la guida di swisstopo e ha preso atto di due ulteriori rapporti del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) sulle sfide del futuro sistema di mobilità digitale concernenti, da un lato, l’adozione di misure mirate per l’approntamento di una maggiore quantità di dati sulla mobilità e, dall’altro, lo scambio di dati sulla guida automatizzata.

La consultazione relativa all’avamprogetto di legge sull’infrastruttura di dati sulla mobilità dura fino al 3 maggio 2022.

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