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Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis annuncia ulteriori aiuti svizzeri per le persone bisognose in Afghanistan

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Il 31 marzo 2022 il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha partecipato a una conferenza dell’ONU sull’Afghanistan. Poiché le esigenze dell’Afghanistan si sono acuite verso la fine dell’inverno, durante la Conferenza si è discusso di ulteriori misure di sostegno al Paese colpito dalla crisi e alla sua popolazione in difficoltà. Entro la fine del 2022 la Svizzera prevede di stanziare 30 milioni di franchi per l’invio di aiuti in Afghanistan.

Insieme alla Germania, al Qatar e al Regno Unito, il 31 marzo il segretario generale dell’ONU António Guterres ha invitato la comunità internazionale a una riunione ministeriale virtuale. L’obiettivo della conferenza era richiamare l’attenzione sulle crescenti esigenze umanitarie in Afghanistan e assicurare alle persone in loco ulteriori aiuti finanziari immediati.

Dall’agosto 2021 la popolazione afghana sta attraversando un periodo difficile. La presa di potere da parte dei talebani e il crollo del Governo repubblicano, come anche l’impatto delle sanzioni sulla popolazione hanno ulteriormente aggravato la già gravissima crisi umanitaria. Nel frattempo gran parte della classe media afghana è sprofondata nella povertà. Secondo le stime dell’ONU oltre 24 milioni di Afghane e di Afghani (il 62 % della popolazione), di cui quasi 13 milioni di bambine e bambini, dipendono ora dagli aiuti di emergenza. Solo da gennaio 2021 si contano oltre 700 000 sfollati interni. In Afghanistan una persona su tre soffre a causa dell’insicurezza alimentare e più della metà delle bambine e dei bambini al di sotto dei cinque anni è a rischio di malnutrizione acuta.

Rispetto dei diritti umani e protezione delle minoranze

La Svizzera è estremamente preoccupata per l’aggravarsi della situazione di emergenza e dei diritti umani in Afghanistan. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha annunciato alla Conferenza dell’ONU la messa a disposizione di ulteriori fondi. Entro la fine del 2022 saranno quindi stanziati per l’Afghanistan e i Paesi circostanti 30 milioni di franchi che corrispondono in gran parte al budget regolare del Paese colpito dalla crisi.

Il consigliere Cassis ha sottolineato al contempo che il sostegno finanziario da solo non è sufficiente. In seguito alla recente chiusura delle scuole per le ragazze a partire dai 12 anni ordinata dalle autorità de facto afghane, il consigliere federale Cassis ha chiesto il rispetto dei diritti umani e in particolare del diritto all’istruzione. Ha sottolineato che la Svizzera continuerà a seguire da vicino gli sviluppi in Afghanistan e ha ribadito: «La Svizzera continuerà a promuovere il rispetto dei diritti umani, in particolare la protezione delle donne e delle minoranze».

A livello diplomatico la Svizzera è pronta a offrire i suoi buoni uffici a favore della popolazione afghana, sia come Stato ospite di altre conferenze internazionali che come mediatrice per colloqui se le parti lo desiderano.

Paese prioritario della cooperazione svizzera allo sviluppo

L’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri del mondo. Con un budget di almeno 27 milioni di franchi all’anno, dal 2002 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) porta avanti in Afghanistan un programma di cooperazione. Nell’agosto del 2021 la Svizzera ha temporaneamente chiuso il suo Ufficio a Kabul. Tuttavia, continua a impegnarsi nel Paese anche nel contesto attuale e le collaboratrici e i collaboratori trasferibili dell’Ufficio continuano a lavorare da Berna. Il sostegno svizzero all’Afghanistan è attuato sul terreno da partner come le Nazioni Unite, organizzazioni non governative locali e internazionali, e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). La Svizzera si mantiene in stretto contatto con i suoi partner.

Il 31 marzo 2022 il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha partecipato a una conferenza dell’ONU sull’Afghanistan. Poiché le esigenze dell’Afghanistan si sono acuite verso la fine dell’inverno, durante la Conferenza si è discusso di ulteriori misure di sostegno al Paese colpito dalla crisi e alla sua popolazione in difficoltà. Entro la fine del 2022 la Svizzera prevede di stanziare 30 milioni di franchi per l’invio di aiuti in Afghanistan.

Insieme alla Germania, al Qatar e al Regno Unito, il 31 marzo il segretario generale dell’ONU António Guterres ha invitato la comunità internazionale a una riunione ministeriale virtuale. L’obiettivo della conferenza era richiamare l’attenzione sulle crescenti esigenze umanitarie in Afghanistan e assicurare alle persone in loco ulteriori aiuti finanziari immediati.

Dall’agosto 2021 la popolazione afghana sta attraversando un periodo difficile. La presa di potere da parte dei talebani e il crollo del Governo repubblicano, come anche l’impatto delle sanzioni sulla popolazione hanno ulteriormente aggravato la già gravissima crisi umanitaria. Nel frattempo gran parte della classe media afghana è sprofondata nella povertà. Secondo le stime dell’ONU oltre 24 milioni di Afghane e di Afghani (il 62 % della popolazione), di cui quasi 13 milioni di bambine e bambini, dipendono ora dagli aiuti di emergenza. Solo da gennaio 2021 si contano oltre 700 000 sfollati interni. In Afghanistan una persona su tre soffre a causa dell’insicurezza alimentare e più della metà delle bambine e dei bambini al di sotto dei cinque anni è a rischio di malnutrizione acuta.

Rispetto dei diritti umani e protezione delle minoranze

La Svizzera è estremamente preoccupata per l’aggravarsi della situazione di emergenza e dei diritti umani in Afghanistan. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha annunciato alla Conferenza dell’ONU la messa a disposizione di ulteriori fondi. Entro la fine del 2022 saranno quindi stanziati per l’Afghanistan e i Paesi circostanti 30 milioni di franchi che corrispondono in gran parte al budget regolare del Paese colpito dalla crisi.

Il consigliere Cassis ha sottolineato al contempo che il sostegno finanziario da solo non è sufficiente. In seguito alla recente chiusura delle scuole per le ragazze a partire dai 12 anni ordinata dalle autorità de facto afghane, il consigliere federale Cassis ha chiesto il rispetto dei diritti umani e in particolare del diritto all’istruzione. Ha sottolineato che la Svizzera continuerà a seguire da vicino gli sviluppi in Afghanistan e ha ribadito: «La Svizzera continuerà a promuovere il rispetto dei diritti umani, in particolare la protezione delle donne e delle minoranze».

A livello diplomatico la Svizzera è pronta a offrire i suoi buoni uffici a favore della popolazione afghana, sia come Stato ospite di altre conferenze internazionali che come mediatrice per colloqui se le parti lo desiderano.

Paese prioritario della cooperazione svizzera allo sviluppo

L’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri del mondo. Con un budget di almeno 27 milioni di franchi all’anno, dal 2002 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) porta avanti in Afghanistan un programma di cooperazione. Nell’agosto del 2021 la Svizzera ha temporaneamente chiuso il suo Ufficio a Kabul. Tuttavia, continua a impegnarsi nel Paese anche nel contesto attuale e le collaboratrici e i collaboratori trasferibili dell’Ufficio continuano a lavorare da Berna. Il sostegno svizzero all’Afghanistan è attuato sul terreno da partner come le Nazioni Unite, organizzazioni non governative locali e internazionali, e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). La Svizzera si mantiene in stretto contatto con i suoi partner.

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