SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), tramite la Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) in collaborazione con la Città di Bellinzona e con l’OTR Bellinzonese e Alto Ticino, ha il piacere di annunciare l’apertura dell’esposizione ‘Storie di fotografia’. Il Ticino, i Ticinesi e i loro fotografi nella collezione fotografica dell’Archivio di Stato, che si terrà a Castelgrande da domani, 5 dicembre, al 7 marzo 2021.

La mostra, curata da Gianmarco Talamona, prende le mosse dalla Fototeca dell’Archivio di Stato, una collezione di oltre un migliaio di fotografie a soggetto ticinese strutturatasi nel corso dei decenni a partire dagli anni Quaranta del Novecento. Il suo valore storico ha fatto sì che, nel 2017-2018, il corpus sia stato oggetto di un progetto di conservazione e catalogazione sostenuto da Memoriav, l’associazione per la tutela del patrimonio audiovisivo svizzero.

Attraverso una selezione di circa centocinquanta fotografie originali accostate a una scelta di documenti e oggetti significativi, l’esposizione si prefigge di mettere in evidenza la ricchezza, la varietà dei contenuti e il potenziale informativo della Fototeca dell’Archivio di Stato. Parallelamente, essa si propone di raccontare delle storie, quelle che ciascuno di noi può leggere o immaginare in un ritratto o in un panorama, quelle che ci raccontano alcuni accostamenti o raggruppamenti, o ancora quelle che si sovrappongono con la storia scritta del nostro Cantone o che nascendo dal timbro di un fotografo ci portano a considerare il mondo della fotografia ticinese più in generale.

La selezione delle fotografie in mostra si è sviluppata attorno a due concetti intesi nel loro senso più ampio e articolato: i Ticinesi e il Ticino. Per quanto concerne i Ticinesi, la scelta è stata dettata dalla volontà di suscitare una riflessione sulla presentazione e sull’autorappresentazione dei nostri avi, e al tempo stesso su quegli elementi che, ripresi e diffusi dalla fotografia, hanno contribuito a modellare l’identità del Ticinese. Non dissimilmente, volendo illustrare il nostro Cantone, si è fatto ricorso a quei soggetti che incarnano la transizione del Ticino verso la modernità, come i cantieri per la realizzazione di opere di interesse pubblico, che la fotografia era chiamata a immortalare e celebrare. Nel contempo, il nostro Cantone è anche un luogo sospeso tra realtà e immaginario, tra un Cantone che vive e che si trasforma ed un Cantone ad uso e consumo del turista. Le rappresentazioni visive di questo fenomeno, dirette e indirette, sono multiformi e si prestano a innumerevoli interpretazioni.

La mostra è accompagnata da un catalogo che include, oltre alla riproduzione delle fotografie esposte, contributi di Gianmarco Talamona, Marco Poncioni, Damiano Robbiani, Markus Schürpf e Nelly Valsangiacomo. Il volume comprende anche un elenco aggiornato dei fotografi che hanno operato in modo professionale nel Ticino tra il 1850 ed il 1930. Tra le sue oltre 150 voci, ritroviamo i principali protagonisti della storia della fotografia nostrana ma anche i tanti che con questa professione si sono cimentati in modo estemporaneo, lasciandoci del loro operato sbiadite ma importanti tracce.

La Fototeca dell’Archivio di Stato nel suo complesso è consultabile nel Catalogo dei fondi fotografici dell’Archivio di Stato (www.ti.ch/archivio-foto).

Repubblica e Cantone Ticino