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Il Consiglio di Stato traccia un bilancio molto positivo della collaborazione avuta con l’Esercito svizzero nel corso della seconda ondata pandemica. In totale sinora sono stati prestati 90 giorni di servizio ininterrotti da parte di un distaccamento attivato dal 3 novembre con una decina di militi e che a partire dal 14 dicembre si è avvalso di 33 uomini, suddivisi tra l’Ospedale Regionale di Locarno dell’Ente Ospedaliero Cantonale e la Clinica Luganese Moncucco di Lugano. Da venerdì 29 gennaio è terminato l’impiego a Locarno, mentre presso la Clinica Luganese Moncucco verrà mantenuto un minimo distaccamento in supporto fino al 14 febbraio.

Per fronteggiare la pressione sul sistema sanitario ticinese legata alla seconda ondata di Covid-19, l’autorità cantonale ha chiesto, per la seconda volta, supporto di personale dell’Esercito. Il 3 novembre 2020 un primo distaccamento composto da una decina di militi è entrato in servizio all’Ospedale Regionale di Locarno.

Con l’aggravarsi della situazione negli ospedali è stato richiesto di rinforzare il dispositivo e il 14 dicembre l’effettivo del distaccamento è stato portato a 33 uomini, suddivisi equamente tra il nosocomio locarnese e la Clinica Luganese Moncucco.

I 33 uniformati entrati in servizio in Ticino sono tutti volontari che prima della seconda ondata avevano annunciato la loro disponibilità allo Stato Maggiore dell’Esercito e hanno svolto le loro mansioni sanitarie sotto la supervisione del personale dei due ospedali. Responsabile del comando per la parte militare è il tenente Giovanni Battista Vassalli, che sin dal primo giorno ha avuto il compito di gestire i rapporti tra gli ospedali e il comando operazioni a Berna.

I militi che hanno terminato il loro servizio rientrano quindi presso le loro famiglie, consapevoli di aver dato un contributo fondamentale in favore del nostro Cantone e della sua popolazione. A loro vanno i più vivi ringraziamenti delle Autorità cantonali e di tutta la popolazione.