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Nel 2020, le emissioni di CO2 da combustibili fossili, come l’olio da riscaldamento o il gas naturale, sono rimaste quasi allo stesso livello dell’anno precedente, pari al 31 per cento in meno rispetto al valore del 1990. Questo è quanto risulta dalla statistica del CO2 per il 2020 pubblicata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). L’obiettivo di riduzione del 33 per cento per il 2020, fissato dall’ordinanza sul CO2 in vigore, è stato mancato. Secondo l’ordinanza sul CO2, la tassa sale quindi automaticamente da 96 a 120 franchi per tonnellata di CO2 a partire dal 1° gennaio 2022. Questo è l’ultimo aumento possibile secondo la legge sul CO2 in vigore. Due terzi della tassa saranno ridistribuiti alla popolazione e all’economia svizzera. Nel 2021, ogni persona residente in Svizzera riceverà 87 franchi.

Dal 2008, la tassa sul CO2 viene riscossa su combustibili fossili come l’olio da riscaldamento e il gas naturale. Aumenta automaticamente quando gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni di CO2 da combustibili stabiliti nell’attuale ordinanza sul CO2 non vengono raggiunti.

Due terzi dei proventi della tassa sul CO2 saranno ridistribuiti alla popolazione e all’economia. Nel 2021, ogni persona residente in Svizzera riceverà 87 franchi (tassa sui COV compresa). Il resto dei fondi andrà in parte ai Cantoni per il programma Edifici (massimo 450 milioni di franchi) e in parte al fondo per le tecnologie (massimo 25 milioni di franchi). Con l’aumento della tassa sul CO2, alla popolazione vengono automaticamente ridistribuiti più soldi.

Le emissioni da combustibili sono diminuite solo leggermente
Tenendo conto dell’inverno mite (correzione climatica, vedi riquadro), le emissioni da combustibili sono diminuite solo leggermente nel 2020. Rispetto al 2019 è stato infatti registrato un calo di circa 0,3 milioni di tonnellate di CO2 (1 punto percentuale), il 31 per cento in meno rispetto al 1990. La diminuzione è dovuta in gran parte alla migliore efficienza energetica degli edifici e all’aumento dell’uso di energie rinnovabili nei sistemi di riscaldamento. La statistica del CO2 non mostra alcun effetto delle misure contro la pandemia di COVID-19 sul consumo di combustibili fossili.

L’obiettivo del 33 per cento di riduzione delle emissioni da combustibili fissato dall’ordinanza sul CO2 in vigore è stato così mancato. Per questo motivo, la tassa sul CO2 aumenterà automaticamente da 96 a 120 franchi per tonnellata di CO2 a partire dal 1° gennaio 2022. Questo è l’ultimo aumento della tassa sul CO2 consentito dalla legislazione sul CO2 in vigore.

Emissioni da carburanti in forte calo
Le emissioni di CO2 da carburanti sono diminuite di circa 1 milione di tonnellate, ovvero dell’8 per cento, rispetto all’anno precedente. Questo significa che le emissioni complessive generate dai trasporti nel 2020 sono scese del 5 per cento rispetto al 1990. La ragione principale di questa diminuzione sono state le misure contro la pandemia. Nel 2020, la quota di biocarburanti nel consumo totale di carburanti è rimasta invariata al 3,7 per cento.

Correzione climatica delle emissioni
La correzione climatica determina l’influenza dei mesi invernali, il cui freddo varia di anno in anno, sul consumo addizionale o ridotto di energia da riscaldamento e lo converte in una media delle diverse temperature registrate. Questa è stabilita tenendo conto dei giorni in cui la temperatura non supera i 12 °C (gradi-giorni di riscaldamento) e dell’irraggiamento solare durante i mesi invernali, un parametro importante per determinare il consumo di combustibili fossili degli edifici ben isolati. La correzione climatica utilizzata per la statistica del CO2 corrisponde a quella utilizzata per la statistica globale dell’energia redatta dall’Ufficio federale dell’energia (UFE).