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Cinque anni fa è stata introdotta la Carta per la parità salariale nel settore pubblico. Da allora, numerosi Cantoni, Comuni e aziende parastatali hanno intensificato il loro impegno in questo senso. Una nuova pubblicazione illustra le buone pratiche adottate nel settore pubblico in Svizzera che potrebbero essere fonte di ispirazione e motivazione per altri enti ad attuare il diritto sancito dalla Costituzione federale «a un salario uguale per un lavoro di uguale valore».

L’opuscolo «Il settore pubblico verso la parità salariale. Attuazione della Carta per la parità salariale: alcuni esempi dei Cantoni, dei Comuni e delle aziende parastatali» presenta 21 amministrazioni pubbliche e aziende parastatali delle diverse regioni del Paese che hanno firmato la Carta e adottato diverse misure per attuarla.

Gli enti presentati attuano i principi della Carta in modi diversi. Per esempio, il Cantone del Giura sta costituendo un centro di competenza per monitorare la parità salariale nelle aziende che si sono aggiudicate appalti pubblici o che beneficiano di sussidi. Prevede inoltre l’obbligo per le aziende con un organico compreso tra 50 e 99 dipendenti di effettuare un’analisi della parità salariale. Nel Cantone di Vaud i controlli svolti nelle aziende che si sono aggiudicate appalti pubblici o che beneficiano di sussidi sono di competenza di una commissione tripartita, unica nel suo genere in Svizzera.

Per promuovere la parità salariale la Città di Losanna ha invece messo a punto un nuovo sistema salariale dopo aver sottoposto a una valutazione analitica e riclassificato tutte le funzioni. La Città di Winterthur ha adottato una strategia a sostegno della diversità che prevede tra l’altro una formazione sulla parità salariale per i quadri dirigenti. Il piccolo Comune vallesano di Riddes ha rivisto il suo sistema salariale dopo un’analisi effettuata con lo strumento standardizzato della Confederazione Logib.

L’eliminazione della discriminazione salariale riveste grande importanza per il Consiglio federale ed è uno degli obiettivi centrali della Strategia per la parità tra donne e uomini 2030 che ha adottato nella primavera del 2021. L’introduzione, nell’estate del 2021, del modulo 2 di Logib per le piccole imprese è una delle misure prioritarie di questa strategia. In questo modo, la Confederazione soddisfa quanto prescritto all’articolo 13c dalla legge federale sulla parità dei sessi: mettere a disposizione «dei datori di lavoro uno strumento di analisi standardizzato gratuito».

In Svizzera i datori di lavoro sono tenuti a garantire la parità salariale. Da 40 anni, la Costituzione federale sancisce che «uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore». Ciononostante, secondo la più recente Rilevazione della struttura dei salari condotta dall’Ufficio federale di statistica nel 2018, la parte non spiegabile della differenza salariale tra donne e uomini nell’economia generale è in media dell’8,1 per cento. Questo significa che le donne guadagnano 686 franchi in meno al mese rispetto agli uomini. Nel 2016 la differenza era del 7,7 per cento.